Un convegno su cecità e ipovedenza

Al via domani i due giorni dell'incontro organizzato da Fondazione Buon Samaritano e dal Pontificio Consiglio Operatori Sanitari

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ROMA, giovedì, 3 maggio 2012 (ZENIT.org) - Prenderà il via, domani mattina, il Convegno Internazionale di Studio “La persona non vedente: ‘Rabbunì, che io riabbia la vista’ (Mc 10, 51)”, una Santa Messa celebrata nella Basilica di S.Pietro alle 7,30 e proseguirà, a partire dalle ore 9,10, presso la Sala S. Pio X di via della Conciliazione (Roma).

Due giorni di approfondimento organizzati dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari e dalla Fondazione il Buon Samaritano, che fa capo allo stesso Dicastero, e messi a punto in collaborazione con la CBM-Italia Onlus, nei quali saranno esaminati tutti i principali aspetti teologico-esegetici così come quelli medico-scientifici, socio-pastorali e culturali dell’ipovedenza e della cecità ma anche della diffusione dei relativi strumenti di prevenzione e cura.

Parteciperanno a questo Convegno, che mantiene come fulcro la centralità della persona,  numerosi esperti di fama internazionale, anche non cattolici, e saranno presentate iniziative, in larga parte  ecclesiali, attuate da religiosi e laici in diverse aree del mondo. 

Per facilitare la fruizione dell’intera iniziativa anche da parte dei non vedenti, sono stati previsti diversi accorgimenti. Tra questi la pubblicazione anche in sistema braille del programma e l’esposizione della riproduzione in forma di bassorilievo di due opere del Museo Diocesano di Mantova, arricchite da una guida alla comprensione scritta anche in braille e da una spiegazione audio.

Nel pomeriggio del 4 maggio, a partire dalle ore 17,00, avrà luogo un concerto eseguito da tre musicisti non vedenti: il parroco di Camporeggiano, Don Gerardo Balbi, pianista che suonerà insieme al violinista Gianfranco Contadini, e, in arrivo da Taiwan, Lin-Phin Chang e Chou Chien-Yu.

Meno del 5% dei bambini con deficit visivi ha accesso ad occhiali correttivi nei Paesi in via di sviluppo ove,  secondo le statistiche globali, risiede il 90% circa delle persone con disabilità visiva parziale o totale.

In effetti l’ipovedenza e la cecità, che secondo le statistiche pubblicate dall’OMS colpiscono rispettivamente 246 milioni e 39 milioni di persone nel mondo, costituiscono ancora oggi minorazioni di grande rilevanza sia in termini di salute e di integrazione sociale sia di carenza di accesso agli strumenti di prevenzione, cura e correzione, in particolar modo nei Paesi economicamente svantaggiati.

Inoltre in ben l’80% dei casi, secondo le stesse statistiche, la disabilità avrebbe potuto essere prevenuta o potrebbe essere sensibilmente ridotta od annullata da strumenti di correzione, come gli occhiali, o da interventi chirurgici, come nel caso della cataratta, oggi come oggi considerati “di routine” in Occidente.

Si rileva, inoltre, che, oltre l’ancora grave mancanza di sufficienti infrastrutture sanitarie nei Paesi economicamente svantaggiati, grandi fasce di popolazione non possono permettersi i costi degli interventi correttivi, ad esempio il paio di occhiali eventualmente necessario, farmacologici e/o chirurgici.

Un chiaro esempio è proprio la cataratta, che nei Paesi occidentali è divenuta un’operazione estremamente accessibile mentre rimane a livello mondiale una delle principali cause di disabilità visiva (39% dei casi).