Un corso per discernere tra magia, occultismo e superstizione

“Esorcismo e preghiera di liberazione”, organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

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ROMA, giovedì, 17 febbraio 2005 (ZENIT.org).- Perché tanti giovani sono attratti da una moda occultista e che utilizza simboli demoniaci? Perché gli stessi giovani vanno spesso alla ricerca di un esorcista? E quali sono le disposizioni della Chiesa nei confronti di questo fenomeno? A queste ed altre domande sul tema hanno risposto il 17 febbraio i docenti del corso “Esorcismo e preghiera di liberazione”.



Il corso che ha avuto inizio questo giovedì a Roma, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ( APRA ) , è organizzato dall’Istituto Sacerdos dello stesso Ateneo e dal Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa (GRIS), un'associazione privata di cattolici il cui statuto è stato approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana nel 1990.

A spiegare il perché della scelta di questo argomento è stato proprio don Antonio Contri, Presidente del GRIS e Docente di Teologia.

“Abbiamo proposto l’argomento dell’Esorcismo perché i centri di ascolto del GRIS sono talvolta interpellati da chi frequenta o ha frequentato, personalmente o nei propri congiunti, movimenti o sette che possono essere messi in relazione coll’influenza di Satana o del mondo satanico”, ha detto Contri.

Il presidente del GRIS ha precisato che bisogna tracciare una chiara distinzione tra due situazioni: “La possessione diabolica, considerata come il nemico, sulle facoltà anche organiche dell’uomo” e “il satanismo, costituito da azioni di venerazione e culto verso il Maligno, considerato come antagonista di Dio”.

Intervistato da ZENIT, Padre Paolo Scarafoni, Rettore dell’APRA, ha aggiunto che “sempre più giovani pensano di essere indemoniati, ma solo una piccolissima percentuale circa il 2% di quanti lo pensano è veramente in preda al demonio”.

“Quello che sta crescendo è una subcultura retrograda che si rifà a occultismo magia e superstizione”, ha rilevato il rettore. “Ci sono linee di abbigliamento, giornali e pubblicazioni, film, monili, fumetti, ecc.. che propongono un simbolismo basato su immagini che si rifanno al diavolo”.

Il criminologo Marco Strano, Direttore Tecnico della Polizia di Stato, ha dimostrato con dati e statistiche come ciò che sta crescendo sia il mercato di questa subcultura, fatta di concerti musicali, locali notturni con immagini diavolesche, incontri, riunioni.

“Aumenta il numero di persone che in vario modo si avvicina al mondo dell’occulto, della magia dei culti misterici e soprattutto della droga. Fenomeni che fanno breccia e allargano il disagio sociale”, ha confermato il professor Strano.

Don Contri ha aggiunto che: “Chi si alimenta di questa subcultura, prima o poi sviluppa la suggestione di essere posseduta dal diavolo e per questo si rivolge all’esorcista. Così assistiamo a lunghe file di persone che vanno dall’esorcista”.

Circa le finalità del corso padre Scarafoni ha affermato che esso non serve a “preparare esorcisti, vogliamo aiutare i sacerdoti al discernimento per fronteggiare un fenomeno sociale in crescita.

In questo modo offriamo una razionalizzazione del problema e contrastiamo la diffusione di una subcultura che sta provocando tanto malessere, soprattutto tra le giovani generazioni”.

[Per saperne di più si legga l’intervista da noi realizzata con Giuseppe Ferrari, Segretario Nazionale del Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa: Inizia il corso su “satanismo, esorcismo e preghiera di liberazione” ZENIT, 16 febbraio 2005]