Un’eremita belga, autore della Via Crucis del Papa al Colosseo

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ROMA, venerdì 26 marzo 2004 (ZENIT.org).- L’ufficio delle celebrazioni liturgiche ha reso noto stamani che quest’anno Giovanni Paolo II ha affidato a padre Andrè Louf il compito di scrivere le meditazioni della Via Crucis di quest’anno che il Papa presiederà al Colosseo, venerdì prossimo, 9 aprile.



Nato a Lovanio il 29 dicembre del 1929, nel 1945 è entrato come novizio nel monastero trappista di Notre-Dame di Mont-des-Cats, in Francia.

Abate all’età di trentatre anni, vive gli anni del Concilio e del rinnovamento della vita religiosa Nel 1967, invia al Sinodo dei vescovi a Roma un messaggio sui “Contemplativi e la crisi di fede”.

Secondo quanto riferito da “Radio Vaticana” egli diverrà “non solo uno dei protagonisti dell’aggiornamento conciliare nel monastero e nell’ordine trappista, ma anche una delle figure spirituali di maggiore autorevolezza nella Chiesa dei nostri giorni”.

I suoi testi, tradotti anche in italiano, abbracciano tematiche essenziali per il vissuto della fede nel mondo contemporaneo: accanto ai commenti in più volumi al Vangelo della domenica, troviamo testi sull’esistenza cristiana, sulla preghiera, sulla paternità spirituale, sull’interiorità e la vita di comunione, sull’umiltà.

Curatore di preziose edizioni degli scritti dei mistici fiamminghi, padre Louf ha svolto per trentacinque anni il suo ministero di abate di Mont-des-Cats, quindi ha lasciato l’incarico per ritirarsi in un eremo nel sud della Francia, dove vive tuttora nella preghiera e nello studio degli amati Padri della Chiesa.

Dal 1985, Giovanni Paolo II utilizza i testi di pensatori cattolici o chiede a religiosi o ad altri uomini di lettere di scrivere i testi delle meditazioni per la Via Crucis.

Nel 2001, per esempio, il Santo Padre ha utilizzato un testo del cardinale John Henry Newman. Nel 1999, questo incarico è stato affidato al poeta italiano Mario Luzi. Nel 1986, al giornalista francese André Frossard e nel 1989, allo scrittore di origine polacche Marek Skwarnicki.

Nel 2002, con grande sorpresa per tutti, Giovanni Paolo II affidò questo compito ai giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede.