Un esame del contributo cristiano al processo di integrazione europea

Durante il Congresso della Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea a Santiago de Compostela

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SANTIAGO DE COMPOSTELA, domenica 25 aprile 2004 (ZENIT.org).- “Contribuire a costruire un’Europa di pace, che trovi la sua fonte viva nel Vangelo” è la chiave offerta dal Papa per interpretare la fase attuale dell’ampliamento dell’Unione Europea e l’indicazione della missione dei Cristiani.



A ricordarlo è stato lo scorso mercoledì monsignor Julián Barrio Barrio, arcivescovo di Santiago de Compostela, all’apertura del Congresso della COMECE (Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea).

Alla vigilia dell’ormai prossimo ampliamento dell’Unione Europea, la settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da varie iniziative volte a sottolineare la responsabilità dei Cristiani nella costruzione di un’Europa unita, fedele ai valori della sua fede.

Prima dell’inizio del Congresso, dal 17 al 21 aprile, circa 40 vescovi della COMECE hanno guidato 300 partecipanti dei 25 Paesi della futura UE in un pellegrinaggio a Santiago de Compostela in occasione dell’Anno Santo di San Giacomo 2004.

Si sono uniti al pellegrinaggio personalità politiche e rappresentanti di comunità e associazioni religiose, nonché membri di altre confessioni cristiane. Il pellegrinaggio ha permesso loro di pregare insieme e scambiarsi esperienze ed opinioni sul presente e sul futuro dell’Europa.

“Unione Europea: speranza e responsabilità. Lo sviluppo dell’unità europea da un punto di vista teologico” è stato il tema del congresso della COMECE che, dal 21 al 23 aprile, ha riunito a Santiago 140 rappresentanti delle Conferenze Episcopali dei 25 Paesi che a partire dal 1° maggio costituiranno l’UE, insieme a studiosi ed esperti di tutto il continente.

L’agenzia “Sir” dell’episcopato italiano ha riportato che, all’apertura dei lavori, l’arcivescovo di Santiago de Compostela ha constatato che “questo continente ha bisogno di speranza e noi siamo chiamati a renderla viva e concreta con una partecipazione responsabile agli avvenimenti degli uomini e delle donne del nostro tempo”.

Secondo monsignor Barrio, l’Unione “sarà fruttuosa e duratura per i cittadini se saprà riconoscere le sue origini cristiane”.

Il presidente della COMECE, monsignor Josef Homeyer, vescovo di Hildesheim (Germania), si è concentrato sul significato delle Beatitudini, “che non è solo religioso e spirituale, ma anche politico”: “è un messaggio per gli uomini e le donne di oggi e per noi, impegnati a realizzare un’Europa basata sul diritto, sullo sviluppo e sulla pace”.

“Colpisce soprattutto”, ha proseguito monsignor Homeyer, “il passaggio in cui Gesù afferma: ‘Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati’. Questa parola ci riporta all’ambito sociale, ci indica un compito preciso nella ‘polis’”, perché “la fede non è un patrimonio da relegare nella sfera privata, ma deve improntare la vita di ogni giorno”.

E’ per questo che “i Cristiani e tutta la Chiesa devono denunciare le ingiustizie e impegnarsi in una vita di pace che dia a tutti l’opportunità di realizzarsi”. In questo senso, “è necessario lavorare per difendere la dignità della vita e per infondere speranza nei cittadini”, ha sottolineato.

Monsignor Homeyer non ha nascosto le difficoltà che possono sorgere in questo cammino e il fatto che “oggi l’Europa non si presenta più come un continente multiconfessionale, ma è una realtà mutlireligiosa in cui prevale un confronto aperto tra identità e credo diversi, nel massimo rispetto reciproco”.

Da parte sua, monsignor Giuseppe Merisi, vescovo ausiliare di Milano e membro della COMECE, ha ricordato che “i credenti sono chiamati a consolidare la passione evangelizzatrice e l’impegno concreto per la costruzione europea, come il Papa indica nell’Ecclesia in Europa”.

A proposito della redazione della Costituzione dell’UE, ha sottolineato: “Noi speriamo ancora in un’esplicita menzione alle radici cristiane nel Preambolo del Trattato. Allo stesso tempo è necessario rinnovare l’impegno a testimoniare l’eredità cristiana nella vita quotidiana”.

Il Congresso, che si è concluso venerdì, ha lasciato il posto alla celebrazione dell’Assemblea Plenaria della COMECE.