Un "Faith Scroll" per condividere l'amore di Dio con il mondo intero

Su un apposito rotolo custodito presso la sede dell'Opera Romana Pellegrinaggi, si potrà scrivere un pensiero sul valore della fede nella propria vita

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di Luca Marcolivio

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 15 novembre 2012 (ZENIT.org) – A poco più di un mese dall’apertura dell’Anno della Fede, i pellegrini che si recano sulla tomba di Pietro, avranno l’occasione di condividere con la Chiesa universale i loro pensieri sulla fede cristiana e le loro intenzioni di preghiera.

A tale scopo è stato inaugurato il “Faith Scroll”, ovvero il “Rotolo della Fede”: si tratta di un rotolo cartaceo, simile a quelli in uso nell’antichità, montato su di un una struttura cubica ispirata all’ambone ecclesiale e realizzata dall’architetto Isabella Mancini.

Il Faith Scroll sarà custodito presso la sede dell’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP), in piazza Pio XII, di fronte alla Basilica Vaticana, fino al 24 novembre 2013, data di chiusura dell’Anno della Fede.

In occasione dell’inaugurazione del Rotolo della Fede, tenutasi stamattina, presso la sede dell’ORP, sono intervenuti padre Caesar Atuire, amministratore delegato dell’ORP, il cardinale Raffaele Farina, già responsabile dell’Archivio Segreto Vaticano e della Biblioteca Apostolica Vaticana, e monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

“L’abbiamo chiamato Faith Scroll, poiché ci siamo ispirati all’Antica tradizione ebraica di conservare la Parola e la Rivelazione in un rotolo biblico”, ha spiegato a Zenit, padre Atuire.

L’AD di ORP ha aggiunto che i pensieri e le frasi impresse sul Rotolo saranno “condivise sui social network”, mentre “una volta al mese sarà celebrata una santa messa per le intenzioni di preghiera dei fedeli che verranno lasciate sul Faith Scroll”.

Interpellato da Zenit, il cardinale Farina ha definito l’iniziativa tutt’altro che “teoretica” ed “esclusivamente religiosa”. A tutti coloro che si recheranno al Faith Scroll è sostanzialmente rivolta questa domanda: “Qual è la tua fede, cosa pensi della tua fede personale?”, ha spiegato il Bibliotecaro emerito della Santa Sede.

“È uno strumento importante perché parla della nostra identità – ha proseguito il porporato -. Noi crediamo in Gesù Cristo e ci diciamo cristiani: è questa la fede che professiamo comunitariamente ogni domenica alla santa messa nel Credo. È il nostro segno di identità e su questo credo si insista troppo poco”. L’Anno della Fede, quindi, ci fornisce l’occasione per “presentarci pubblicamente come cristiani”.

La fede, tuttavia, ha aggiunto il cardinale Farina, va “oltre la parola” e deve essere “vissuta concretamente nella carità”. “Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!” (1Cor 13-3), afferma infatti San Paolo.

“In Dio, che è amore, noi incontriamo gli altri. Vivendo questo amore di Dio, noi testimoniamo la fede e, in questo modo, i cristiani si moltiplicano: rispondendo alla chiamata all’amore che Dio ci fa”, ha concluso il porporato.

Il cardinale Farina ha inaugurato ufficialmente il Faith Scroll, scrivendovi la seguente frase: “La fede è il mio incontro quotidiano con Gesù nel quale trovo la mia identità e rispondendo alla sua chiamata di amore, ne testimonio l’annuncio”.

Il secondo pensiero, siglato da monsignor Fisichella, reca le seguenti parole: “Davanti alle tante domande che albergano nel cuore di ogni persona sul senso della propria vita, la fede si presenta come la risposta ultima e definitiva perché ti fa incontrare il volto di Gesù Cristo, il figlio di Dio”.

Il presule ha poi spiegato a Zenit che il Faith Scroll vuole rappresentare una “partecipazione alla fede di tutti” ed una forma di “condivisione con tanti altri pellegrini” che “ci fa toccare con mano cosa significhi essere la Chiesa di Gesù Cristo sparsa per il mondo intero”. Lo strumento appena inaugurato, quindi, potrà aiutare i fedeli a “vivere la fede più intensamente e in maniera universale”.

Con il Faith Scroll i fedeli avranno l’opportunità di “comunicare cosa ha portato l’esperienza del pellegrinaggio nei loro cuori e di una partecipazione più ampia della propria preghiera”, ha poi concluso Fisichella.