Un Festival musicale ecumenico per parlare di verità, bontà e bellezza

Si è conclusa oggi in Polonia la 23° edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra "Gaude Mater", la manifestazione nata nel '91 per la GMG di Czestochowa

Czestochowa, (Zenit.org) Don Mariusz Frukacz | 510 hits

Le suggestive note del flamenco sono risuonate nella Basilica polacca di Jasna Góra. Lo scorso 1° maggio nel celebre santuario è stata presentata “Misa Flamenca”, un’opera di flamenco per coro classico, in occasione dell'apertura del 23° Festival Internazionale di Musica Sacra Gaude Mater, la manifestazione musicale polacca nata nel 1991 nell’ambito della VI Giornata Mondiale della Gioventù di Częstochowa.

“Misa Flamenca” è stata realizzata dal chitarrista spagnolo Paco Peña, compositore e produttore, dai musicisti di “Paco Peña Flamenco Company” e dal gruppo corale “Camerata Silesia" della città di Katowice.

Durante il Festival è stata inoltre realizzata l’opera “Missa in memoriam Beati Georgia Popiełuszko" di Łukasz  Urbaniak, una Messa dedicata al Beato - in occasione del 30° anniversario della sua morte - eseguita dal coro dell’Università Cardinale Stefan Wyszynski  di Varsavia diretto dal prof. Kazimierz Szymonik, e dall’ Orchestra "Nova et Vetera" diretta da Michał Sławecki.

Ad aprire la manifestazione, mons. Wacław Depo, Arcivescovo Metropolita di Czestochowa, che ha salutando i presenti ricordando le tre parole che hanno animato da sempre l’arte e la “storia dei popoli e delle nazioni: “verum, bonum, pulchrum, verità, bontà e bellezza”.

"Per la verità bisogna lottare, perché senza di essa, non si può vivere” ha spiegato l’Arcivescovo. “La bontà è un valore che viene da Dio stesso, e che dunque si deve ereditare. Mentre la bellezza è un altro valore senza il quale l'uomo non può essere creativo”.

Il programma del Gaude Mater ha visto la partecipazione anche di rappresentanti di musica gospel, musica ortodossa e canto gregoriano. Nella chiesa di San Giacomo Apostolo in Czestochowa, infatti, sono stati eseguiti alcuni canti sacri orientali dal Trio Fawzy Al-Aiedy. Nella chiesa luterana invece è stato presentato un concerto di musica Gospel nel quale si sono esibiti i membri del Coro inglese IDMC - Individui dedicati al ministero di Cristo. Il 4 maggio, nella Chiesa del Gesù Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote presso il Seminario Maggiore si è esibito inoltre il coro della Chiesa ortodossa Smolny di Russia.  

Sempre nell’ambito del Festival, è stato presentato lo spettacolo biblico "Giona" al Teatro "A" a Gliwice, una piece teatrale, nata come iniziativa per l’Anno della Fede, basata sul libro del Vecchio Testamento.

Ha concluso oggi la rassegna lo straordinario concerto per l’80° anniversario del compositore polacco Krzysztof Penderecki nella Basilica di Jasna Gora, al quale hanno preso parte, oltre ai  solisti, i 90 musicisti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Polacca.

Il 23° Festival Internazionale di Musica Sacra è stato accompagnato dal progetto culturale “Ethno Gaude Mater” dedicato alla dimensione multiculturale del mondo della musica sacra. Durante il progetto grande attenzione è stata data alla cultura della Georgia e del Kazakistan. L’edizione di quest’anno è stata organizzata dall’Associazione degli Amici di Gaude Mater ed era presente in sei città. La maggior parte dei concerti – in totale dieci con artisti provenienti da 14 paesi - si sono svolti a Czestochowa, ma hanno coinvolto anche altre città come Danzica, Cracovia, Katowice, Radomsko e Lubliniec.

Il Festival ha quindi una dimensione ecumenica che lo rende uno degli avvenimenti musicali più importanti in Polonia, nonchè una delle maggiori manifestazioni di musica sacra a livello europeo. “L’idea del Gaude Mater – ha dichiarato a ZENIT, il direttore del Festival, Małgorzata Nowak - è di far avvicinare le diverse culture e religioni, presentando la musica sacra tipica delle diverse confessioni religiose”.