Un gesuita di nome Francesco

Il nuovo Pontefice romano è l'argentino Jorge Mario Bergoglio

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 3000 hits

Un sant'uomo, umile, buono, caritatevole, che ha invitato il popolo festante a pregare per lui e che ha chiesto di andare domani a rendere omaggio alla Vergine a Santa Maria Maggiore.

E’ Jorge Mario Bergoglio, un argentino di origini italiane, primo papa della Compagnia di Gesù, primo papa non europeo, primo papa dell’America latina, unico gesuita al conclave.

Una vocazione adulta. Tecnico chimico. Sacerdote a 33 anni, dopo aver conseguito la laurea in Filosofia ed in Teologia. Ha deciso di chiamarsi Francesco, chi lo conosce sa perché.

Cardinale e arcivescovo di Buenos Aires, è una persona dotata di una umiltà disarmante. Testimone di carità e della misericordia ha dedicato gran parte della sua vita e del suo apostolato alla cura dei poveri e dei malati. Ha destato scalpore la sua decisione di lavare i piedi ai malati di AIDS.

La scelta del nome riflette esattamente la sua natura. Persona semplicissima, non ha l’autista, non ha il segretario, si muove in bicicletta, in metrò o in autobus. Ti offre il caffè e lo prepara lui. Ha costruito parrocchie e centri di aiuto nei quartieri più poveri di Buenos Aires.

Beve il mate, un infuso di foglie dell’erba mate molto popolare in Argentina. Ha messo piede nei posti dove la situazione è più disperata. La tonaca non è mai stata per lui un impedimento, al contrario simbolo della Chiesa di Cristo, pastore che cerca le pecorelle smarrite.

Un parroco ha raccontato che nella sua parrocchia stavano aspettando l’arcivescovo per impartire le cresime. Hanno visto un prete arrivare in bicicletta. Tutto avrebbero immaginato meno che fosse l’arcivescovo.

Insieme alla preghiera ha dedicato gran parte del suo apostolato alla cura dei bisognosi e dei deboli. Appassionato di calcio, ha gli avi piemontesi e tifa Juventus per l’Italia. In Argentina è tifoso del San Lorenzo, una squadra argentina che è stata fondata da un sacerdote.

Un sacerdote normale, preparato e rigoroso come un gesuita, buono e fraterno come un francescano, cosciente delle debolezze umane e della misericordia di Dio, umilmente chiede e offre sempre preghiere a chiunque incontra.

Nella sua prima uscita ha chiesto alla gente di pregare per lui offrendo le sue preghiere per ognuno dei fedeli. Un padre spirituale che conosce la povertà e la sofferenza, è vicino alla gente, unico limite: l'età. Nato nel 1936 compirà 77 anni il 17 dicembre di quest’anno.

Nel conclave del 2005 è stato il più votato dopo Joseph Ratzinger. Poteva bloccarne l’elezione. Con umiltà ha chiesto di votare il futuro Benedetto XVI. Ha sempre rifiutato ogni possibile privilegio. Ha sempre cercato la fraternità e la condivisione dei poveri e dei deboli. In Argentina sono in molti a credere che sia un santo.

Interessante anche notare che è stato eletto un pontefice di un Paese cattolicissimo che sta in mezzo ai due oceani, tra l’Atlantico e il Pacifico. Era difficile prevedere la sua elezione, ma due ore prima della fumata bianca, ho incontrato un caro amico, il prof. Guzman Carriquiry, segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina, già sotto-segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, il quale mi ha assicurato che il cardinale Bergoglio sarebbe stato eletto Papa.