Un gioiello paleocristiano nel Rione Monti (Terza e ultima parte)

Una visita alla Basilica di S. Prassede. I mosaici

Roma, (Zenit.org) Paolo Lorizzo | 767 hits

Abbiamo precedentemente sottolineato la bellezza e l’importanza dei mosaici del catino absidale, ma questi sono presenti anche nell’arco absidale e nell’arco trionfale della Basilica di S. Prassede.

Il ‘tematismo’ dell'arco absidale si riallaccia ai capitoli 4 e 5 del libro dell'Apocalisse. Al centro troneggia la figura del Cristo-Agnello, posto all'interno di un ‘clipeo’ blu, rappresentato seduto su un trono e fiancheggiato dai sette candelabri, identificati con le chiese d'Asia (Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea). Ai piedi del trono è chiaramente visibile un rotolo bianco caratterizzato da sette segni neri (il rotolo dai ‘sette sigilli’). A completare il tutto la presenza di quattro angeli (raffigurati stanti al di sopra di nuvole), quattro definiti dall’Apocalisse ‘esseri viventi’ (si tratta dei quattro Evangelisti) e ventiquattro ‘vegliardi’ vestiti di bianco e seduti su altrettanti troni, mentre offrono corone d’oro al Cristo. Questi sono posizionati al di sotto degli evangelisti e tutti egualmente distribuiti ai lati del Cristo.

Anche l’Arco trionfale fa riferimento al libro dell’Apocalisse, incentrandosi in particolare sul capitolo 21. Posta al centro è la raffigurazione della ‘Gerusalemme Celeste’, che presenta due porte aperte (ciascuna con a guardia un angelo), all’interno della quale sono raffigurati ventuno personaggi, nel cui centro troneggia la figura del Cristo vestito con una tunica rossa ed affiancato da due angeli. Nel registro inferiore, partendo da sinistra, sono visibili le figure di Maria, Giovanni Battista e Santa Prassede, seguite dai dodici apostoli scanditi sei per ciascun lato. Poste alle estremità ci sono le figure di Mosè a sinistra (tiene in mano una tavola con la scritta ‘legge’ in latino) e a destra il profeta Elia con le braccia tese verso il centro. Fuori la cittadella, posti su due ordini, sono gli Eletti. Quelli del registro superiore, a loro volta divisi in due gruppi, sono guidati da un angelo con ali alzate che indica loro l’ingresso della città, mentre nell’ordine inferiore sono raffigurati Eletti che agitano rami di palma. Ipotizziamo che gli Eletti raffigurati nel registro superiore siano tenuti in maggiore considerazione, anche perché è possibile scorgervi le figure di Pietro e Paolo, i vescovi (identificati da casula e pallio) e i martiri coronati, nonché personaggi femminili adornati da ricche vesti (si distinguono le SS. Pudenziana e Prassede che aprono il corteo di sinistra). Sfortunatamente la parte inferiore del mosaico, coincidente con le basi dell’arco trionfale, è stata distrutta da Carlo Borromeo per la costruzione di due edicole per la conservazione dei reliquiari.

La decorazione musiva, oltre a rivestire i tre importanti elementi architettonico/strutturali dell’edificio, è presente anche nelle cappelle di S. Zenone e in quella della ‘colonna della flagellazione’. Presso la parte esterna della cappella del martire romano Zenone, è visibile una decorazione divisa in due ordini: in quello inferiore, corrispondente all’entrata dell’oratorio fatto costruire da Papa Pasquale I, dove è presente materiale di reimpiego, è visibile l’architrave sorretta da due colonne con capitelli, gli stipiti della porta e l’urna cineraria. L’ordine superiore è decorato ‘musivamente’ da una serie di clipei in doppio ordine. Quello che decora lo spazio immediatamente attiguo alla finestra presenta al centro l’immagine della Madonna col Bambino, mentre quello più esterno presenta al centro l’immagine di Cristo circondato dai dodici Apostoli. Nei quattro angoli sono posizionate altrettante immagini di personaggi di incerta attribuzione, due probabilmente corrispondenti a Mosè ed Elia e le altre due forse i due pontefici Pasquale I ed Eugenio II fatte realizzare nel XIX secolo.

All’interno di una nicchia posta in comunicazione con la navata di destra e la cappella di S. Zenone è conservata una colonna portata a Roma da Gerusalemme dal cardinale Giovanni Colonna nel XIII secolo e ritenuta l’oggetto su cui Gesù subì la flagellazione, protetta da una sorta di reliquiario in bronzo.

L’ambiente è decorato da quattro colonne poste ai lati che idealmente sorreggono quattro angeli realizzati in mosaico sulla volta, che presenta al centro l’immagine di Cristo Pantocratore all’interno di un clipeo, mentre nella controfacciata è visibile un trono gemmato e i Santi Pietro e Paolo ai lati.

La parete a sinistra riproduce le immagini delle Sante Agnese, Pudenziana e Prassede, che presentano la corona del martirio. Sono ancora molte le scene raffigurate lungo le pareti, ma su tutte ricordiamo la liberazione dagli inferi da parte di Adamo ed Eva e il Cristo nelle sembianze dell’Agnello su un monte con due cervi che si dissetano bevendo acqua dai quattro fiumi sacri oltre ad altre immagini o busti di personaggi che forniscono completezza ad un tessuto iconografico di grande rilevanza artistica e storica. 

* Paolo Lorizzo è laureato in Studi Orientali e specializzato in Egittologia presso l'Università degli Studi di Roma de 'La Sapienza'. Esercita la professione di archeologo.