Un hashtag per ringraziare il Santo Padre

Tramite il sito www.graziefrancesco.com è possibile inviare un messaggio a papa Francesco in occasione del suo primo anniversario di pontificato

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 396 hits

Una schermata a sei colonne lungo le quali, dal basso verso l’alto, scorrono messaggi d’auguri e di ringraziamento al Santo Padre in varie lingue. Così si presenta la homepage del sito www.graziefrancesco.com che, fino a domani sera, permetterà a tutti gli utenti del mondo, di scrivere e pubblicare una breve frase da rivolgere a papa Francesco, in occasione del suo primo anniversario di pontificato.

Utilizzando l’hashtag #GrazieFrancesco sarà possibile pubblicare – anche anonimamente - il messaggio via Facebook, via Twitter o direttamente via e-mail.

Tutti i messaggi, inviabili fino alle 19.06 di giovedì 13 marzo, saranno mostrati personalmente al Pontefice. Sarà possibile scriverli in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, polacco e arabo.

Chiunque voglia visionare l’elenco completo dei messaggi che saranno consegnati al Papa può farne richiesta al seguente indirizzo: info@graziefrancesco.com.

Come logo per la campagna è stato scelta un’immagine che richiama la lavanda dei piedi, massima espressione del servizio evangelico, che è stato uno dei gesti più rappresentativi di Francesco nel suo primo mese da papa, quando, in occasione dell’ultimo giovedì santo, lavò i piedi ai giovani carcerati del penitenziario minorile di Casal del Marmo.

La campagna mondiale Grazie Francesco è promossa dal gruppo Lio Lindo, con il supporto della Giornata Mondiale della Gioventù. Si tratta di un gruppo aperto di giovani con l’obiettivo di diffondere la cultura della carità che papa Francesco promuove con la sua testimonianza. Il gruppo è nato in Argentina e attualmente si avvale di volontari in tutto il mondo.

Lio è un’espressione gergale giovanile argentina che equivale a “fare rumore”, “fare casino” o “farsi notare”. Lo stesso papa Bergoglio, alla GMG di Rio 2013 esortò i giovani di tutto il mondo ad “hacer lio”, a “fare casino” per portare la Chiesa fuori dalle proprie diocesi.