Un Meeting dove i bambini conoscono e dialogano con Gesù

Novecento tra bambini e pre adolescenti giocano, cantano e pregano alla Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito

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di Antonio Gaspari

RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org).- “Non ne posso più è proprio l’ora di chiamare Gesù”, questa la frase scritta su un muro della Fiera di Rimini, in un padiglione dove 900 giovani divisi in tre gruppi dai tre ai cinque anni (baby) , dai sei ai dieci anni (bambini) e dagli undici ai quattordici anni di età (ragazzi), giocano, cantano, pregano, e crescono in amicizia e fraternità, come comunità cristiana.

E’ un iniziativa nata all’interno del Rinnovamento nello Spirito (RnS) nel 1999 come risposta alle necessità delle famiglie dei gruppi e delle comunità del RnS, che da 35 anni si ritrovano annualmente a Rimini.

“All’inizio era un servizio di baby sitter e di intrattenimento dei bimbi e dei ragazzi, poi però ci siamo resi conti di aver iniziato un progetto che è stato provvidenziale”, ha raccontato a ZENIT , Cinzia Torre Paiella- tra le iniziatrici e ideatrice del Meeting (baby, bambini e ragazzi).

Ottanta volontari divisi per gruppi di età, hanno accolto i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze, e insieme hanno condiviso e portato avanti un percorso di giochi, canti, preghiere e conoscenza del Vangelo.

Si inizia dai piccoli, (3-5 anni) a cui si raccontano storie ispirate e adattate dalla parabole del Vangelo. I bambini ascoltano le storie, le animano, giocano, cantano, ballano e pregano con grande naturalezza e gioia.

Si abituano a vivere tra loro e con gli adulti, percependo che c’è qualcun altro, un Dio buono che gli vuole bene e che li protegge. Il loro rapporto con il trascendente è naturale e condiviso.

Per i bambini e le bambine che frequentano le elementari, le storie, i giochi, i canti e le preghiere sono più animate. C’è un eroe a forma di goccia che si chiama “carismino” di cui si raccontano le storie, anche q ueste ispirate al Vangelo. I canti, studiati ad arte, sono semplici e coinvolgenti. I bambini si muovono e eseguono gesti che danno seguito alle parole. Cominciano ad avere coscienza dell’amicizia, della fratellanza, della comunità che manifesta la gioia.

Pregano e si confessano, scoprendo l’effetto salvifico della comunione. I bambini scrivono con il nastro adesivo sulla proprie maglie, di aver disubbidito, di aver detto bugie, di non aver aiutato chi aveva bisogno, … incontrano il sacerdote che li confessa, il quale li libera dai peccati, togliendogli e buttando via il pezzo di adesivo dove era scritta la mancanza.

“Così – ha spiegato Cinzia - i bambini capiscono bene di essere amati per quello che sono e non per quello che dovrebbero diventare”.

I ragazzi tra gli 11 ed i 14 anni, hanno lavorato per dipingere su un muro le immagini e le scritte che invitano a sviluppare i talenti e cercare Gesù.

I preadolescenti fanno giochi più impegnativi, gare di corsa, canti più sofisticati, preghiere più impegnative, praticano l’adorazione Eucaristica e si aprono alla conversione del cuore raccontando la loro esperienza di vita.

Nell’edizione di questo anno sono circa novecento i partecipanti, 200 i piccoli, 450 quelli tra i sei ed i dieci anni, e 250 i preadolescenti. Cinzia ha detto che la crisi economica ha limitato la partecipazione delle famiglie più numerose, ma l’iniziativa è in crescita continua, con tanti bambini che chiedono di partecipare e famiglie che chiedono di moltiplicare gli incontri a livello locale.

Ottanta sono gli animatori, alcuni con esperienza decennale. Il “Meeting dei baby, bambini e ragazzi” si svolge nelle diverse regioni dove sono presenti gruppi del RnS, con una edizione annuale che si svolge a Rimini.

Le storie, per i diversi gruppi. I testi, le musiche e l’animazione delle canzoni. I giochi con i diversi personaggi. Le preghiere e la pratica dei sacramenti. Tutto viene ideato, studiato e realizzato dal gruppo promotore del RnS.

Alla domanda di ZENIT sul perché non scrivere un manuale con testi, musiche e immagini da utilizzare non solo per i partecipanti al Meeting dei giovani, ma anche nelle parrocchie, Cinzia ha risposto che lo chiedono in tanti e forse il prossimo anno si farà.

“Quella che è iniziata come una risposta ad un esigenza – ha sottolineato Cinzia- è invece diventata una profezia”.

Riflette infatti l’impegno che la Conferenza Episcopale Italiana ha chiesto per far fronte alla “emergenza educativa” ricominciando a diffondere la fede e la conoscenza fin dai primi anni di vita.