Un miracolo riconosciuto potrebbe far diventare fra’ Galvão il primo santo brasiliano

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SAN PAOLO, lunedì, 23 gennaio 2006 (ZENIT.org).- Con il riconoscimento da parte di una commissione medica italiana del miracolo attribuito all’intercessione di fra’ Galvão (1739-1822), il religioso potrebbe diventare il primo santo nato in Brasile.



“Posso dire che è stato approvato il miracolo. E’ un bel caso. Attendiamo. Vedrete che sarà un caso veramente molto bello”, ha affermato questo giovedì suor Cláudia Hodecker, dell’ordine delle Suore Concezioniste, che lavora al processo di canonizzazione.

Secondo la suora, è ora necessario che un gruppo composto da teologi e Cardinali e lo stesso Papa firmino ratificando la canonizzazione. Questo procedimento potrebbe richiedere tre mesi di tempo.

La postulatrice della causa di fra’ Galvão è suor Célia Cadorin, responsabile del processo che nel 2002 ha portato agli altari Madre Paulina (1865-1942), nata in Italia ma che operò in Brasile, il cui santuario si trova a Nova Trento (nello Stato di Santa Catarina, nel sud del Paese).

Fra’ Galvão nacque nel 1739 in una famiglia profondamente religiosa e conosciuta per la sua grande carità nei confronti dei poveri. Battezzato con il nome di Antônio Galvão de França, dopo aver studiato con i padri della Compagnia di Gesù a Bahia entrò nell’Ordine dei Frati Minori nel 1760, come ricorda la biografia diffusa dalla Santa Sede.

Fu ordinato sacerdote nel 1762 e completò gli studi teologici nel convento di San Francesco a San Paolo, dove visse per 60 anni, fino alla morte avvenuta il 23 dicembre 1822.

La vita di fra’ Galvão è stata caratterizzata dalla fedeltà alla sua consacrazione come sacerdote e religioso francescano e da una devozione particolare e una totale dedizione all’Immacolata Concezione, come “figlio e servo perpetuo”.

Al di là degli incarichi che ricoprì all’interno dell’Ordine e nel Terz’Ordine Francescano, è conosciuto soprattutto come fondatore e guida del “Recolhimento” (Casa di Ritiro) dell’Immacolata Concezione, più noto come “Rifugio della Luce”, dal quale hanno avuto origine altri nove monasteri.

Oltre che fondatore, fra’ Galvão è stato anche il progettista e il costruttore del monastero che le Nazioni Unite hanno dichiarato patrimonio culturale dell’umanità.

Quando era ancora in vita, nel 1798 il Senato di San Paolo lo ha definito “uomo della pace e della carità” perché era conosciuto e cercato da tutti come consigliere e confessore, oltre che come il francescano che accoglieva e curava i malati e i poveri nel silenzio della notte.

Fra’ Galvão ci invita a crescere in santità e nella devozione all’Immacolata Concezione e lascia a tutti i Brasiliani il messaggio di essere persone di pace e di carità, soprattutto nei confronti dei poveri e degli emarginati.

Il religioso è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1998.

Nella sua omelia nel corso della concelebrazione eucaristica, il Papa affermò che fra’ Galvão “volle rispondere alla propria consacrazione religiosa, dedicandosi con amore e devozione agli afflitti, ai malati e agli schiavi della sua epoca in Brasile”.

“La sua fede genuinamente francescana, evangelicamente vissuta e apostolicamente impiegata nel servizio del prossimo servirà da stimolo per imitarlo come ‘uomo della pace e della carità’”.

Secondo Giovanni Paolo II, “la missione di fondare i Recolhimentos dedicati a Nostra Signora e alla Provvidenza continua a produrre frutti sorprendenti: fervente adoratore dell’Eucaristia, maestro e difensore della carità evangelica, prudente consigliere della vita spirituale di tante anime e difensore dei poveri”.

“Che Maria Immacolata, di cui fra’ Galvão si considerava ‘figlio e servo perpetuo’, illumini i cuori dei fedeli e risvegli la fame di Dio fino alla donazione al servizio del Regno, attraverso la propria testimonianza di vita autenticamente cristiana”.