Un Municipio di Roma progetta un registro del testamento biologico

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ROMA, lunedì, 6 aprile 2009 (ZENIT.org).- "L'ideologia torna a colpire nel X Municipio", si legge in un editoriale pubblicato sul numero di questa domenica di "Roma sette", inserto della Diocesi di Roma in edicola la domenica con il quotidiano "Avvenire".

"Dopo la decisione che, alla fine del 2005, istituì un registro delle unioni civili, andando al di là delle prerogative e competenze di un Municipio, e che definimmo 'improvvida deliberazione', arriva ora dalla giunta di Cinecittà una sorta di 'registro' del testamento biologico", spiega l'editoriale.

L'iniziativa, annunciata da un quotidiano, "renderebbe possibile compilare dei moduli con cui certificare le proprie volontà in merito ai 'trattamenti sanitari' di fine vita", osserva il testo.

Questo atto, "privo di valore giuridico", tenta, "con un intento appunto marcatamente ideologico, di scavalcare il Parlamento nazionale, in palese contrasto con il testo del disegno di legge approvato in materia dal Senato", commenta "Roma sette".

"Infatti, per la 'dichiarazione anticipata di trattamento' si prevede che potrà essere compilata presso il medico di medicina generale e registrata in uffici dedicati presso le Asl. Invece la cultura che inneggia all''autodeterminazione' pretende sempre di più, sfornando anche atti definiti 'segnali politici' ma che in realtà sono soltanto provvedimenti inutili".

"Niente più di questo. Inutili - conclude l'editoriale -. E, considerata l'assenza di valore legale, anche un po' arroganti".