Un Natale vero? Le riflessioni del cardinale Biffi

Un volumetto delle Edizioni Studio Domenicano raccoglie vent'anni di omelie

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di Luca Marcolivio

ROMA, sabato, 24 dicembre 2011 (ZENIT.org) - È uscito cinque anni fa ma la sua attualità non è in discussione, trattando un argomento attuale da venti secoli: il Natale. Un Natale vero? (ESD, 2006) è l’istant book che raccoglie le 41 omelie natalizie tenute dal cardinale Giacomo Biffi durante i suoi vent’anni da arcivescovo di Bologna (1984-2003).

Riflessioni tanto chiare quanto profonde, nelle quali l’acuta intelligenza di uno dei più illustri porporati italiani, si confronta con le problematicità del nostro tempo, alla luce della realtà lietissima della venuta al mondo di Nostro Signore Gesù Cristo nel bambinello di Betlemme.

Le parole di Biffi sulla Natività “muovono l’anima”, afferma Giuseppe Barzaghi OP, nella prefazione. Le riflessioni dell’arcivescovo emerito di Bologna, “sono attente alle circostanze storiche in cui risuonano” ma soprattutto “fanno risuonare nella situazione il valore divino di ciò che è eterno”, aggiunge il prefatore.

Nelle sue omelie Biffi si sofferma sempre su risvolti mai banali di un Natale sempre visto alla luce della tradizione e della dottrina cristiana più rigorosa.

Toccanti sono le parole che il cardinale dedica al presepe, descritto come un autentico avamposto contro la disumanizzazione dell’era contemporanea: una vera e propria “lezione di vita”, con Maria, serena e dal “cuore gonfio d’amore”, immagine che sfida “la frenesia sessuale che gabellata per culto della libertà e della schiettezza, sta ossessionando e avvilendo il nostro tempo”.

Gesù Bambino, debole, indifeso e innocente nella sua mangiatoia, “senza astuzia, senza aggressività”, è “emblema di mitezza” contro il “mito scellerato” della violenza, dell’aggressività ideologica e della guerra.

La stalla, infine, è una vera propria provocazione alla “adorazione della ricchezza”, tipica del nostro tempo, una sfida alla presunzione “dell’onnipotenza e dell’intangibilità delle leggi economiche, quasi fossero più grandi e venerabili dell’uomo”: parole pronunciate nel Natale 1985 e che dimostrano la straordinaria lungimiranza del cardinale Biffi.

Scorrendo le 176 pagine del volumetto, il lettore troverà decine di spunti di riflessione e di chiavi di lettura sempre estremamente credibili e stimolanti: il Natale come sconfitta della solitudine, come festa della vita e trionfo della luce, momento culmine dell’amore, della gioia, della speranza e della giustizia.

Nelle sue riflessioni Biffi lascia intendere che tutte le impalcature apparentemente “secolarizzanti” del Natale (le luci, i regali, la convivialità) non nascono da sé ma sono comunque una derivazione della festa cristiana più autentica: la luce divina che fa la sua apparizione nel mondo, il dono – il più grande di tutti – del Figlio da parte del Padre celeste a tutti gli uomini, la condivisione dei frutti del nostro lavoro quotidiano.

Il Natale è quindi una grande occasione per tutta l’umanità, l’Occasione per eccellenza. Questa festa, tuttavia, nota Biffi, comporta anche un rischio altrettanto alto: quello di lasciarci vincere dalla nostra cecità e rifiutare un dono così grande.

Il rischio di finire per rifiutare questa immensa grazia, potrà essere scampato se l’uomo conserva lo stupore per un mistero che si rinnova oggi, accettando di condividere con Cristo che nasce “la sua stessa condizione di figlio, erede dell’immortalità e della gioia di Dio”.

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