Un no-global contro la fecondazione artificiale

Candidato per i Verdi alle prossime elezioni europee, José Bové teme il ritorno all'eugenetica e ritiene che l'idea di "fabbricare l'uomo" ponga "enormi problemi etici"

Parigi, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 360 hits

Non è cattolico, né conservatore ma le sue più recenti dichiarazioni sembrano davvero portare acqua al mulino della difesa della vita e della famiglia naturale.

José Bové, esponente di spicco dei no-global francesi, non rinnega la sua militanza politica e alle elezioni europee del prossimo 25 maggio, è candidato per i Verdi – alleati con i socialisti del presidente Hollande - nella circoscrizione Sud-Ovest transalpina.

C’è, tuttavia, un piccolo particolare: Bové è contrario alla fecondazione assistita, all’utero in affitto e a ogni forma di manipolazione genetica. Un outing destinato a scatenare un polverone.

“Dal momento che contesto le manipolazioni genetiche sugli animali e i vegetali, sarebbe curioso se non fossi coerente per quanto riguarda gli uomini”, ha detto in un’intervista al quotidiano Liberation dello scorso 30 aprile.

Tale contestazione, Bové la esprime sia riguardo alle coppie omosessuali che alle coppie eterosessuali. “Penso che il diritto alla vita e il diritto al figlio siano due cose diverse – ha spiegato -. Non credo che il diritto al figlio sia un diritto. Bisogna combattere la fecondazione perché non sappiamo dove andremo a finire”.

Il candidato dei Verdi teme il ritorno dell’“eugenetica” e ritiene che l’idea di “fabbricare l’uomo” ponga “enormi problemi etici”, quindi vada “sempre combattuta”. E ha aggiunto: “Ora mi farò un sacco di nemici”.

Come era prevedibile, infatti, Bové è stato contestato da vari rappresentanti della gauche. “Abbiamo un nuovo aderente della Manif Pour Tous?”, si è domandata con sarcasmo, la senatrice dei Verdi, Ester Benbassa, che, in modo un po’ sofistico, ha replicato argomentando che un bambino che nasce dalla fecondazione artificiale “non è un ogm e non c’è alcuna modificazione genetica”.

Più conciliante la posizione del portavoce del partito, Julien Bayou, che ha ricordato che nei Verdi la posizione generale è favorevole all’“accesso legale per tutti alla procreazione medicalmente assistita”, un tema per il quale, tuttavia “c’è libertà di parola e non è un problema se vi sono opinioni diverse”.