"Un nuovo anno scolastico tra speranze e aspettative, ansie e timori"

Messaggio di mons. Felice di Molfetta, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano

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ROMA, lunedì, 17 settembre 2012 (ZENIT.org).- Riprendiamo il messaggio di monsignor Felice di Molfetta, vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano e presidente del Centro di Azione Liturgica della Conferenza Episcopale Italiana, per il nuovo anno scolastico 2012-2013.

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Carissimi Dirigenti, docenti e giovani tutti,

è tornata a suonare la campanella nei nostri edifici scolastici con la quale siamo invitati tutti a varcare la soglia per dare inizio a un nuovo anno scolastico tra speranze e aspettative, ansie e timori. Ed io con voi, stimati dirigenti e docenti, ragazzi e ragazze, varco la medesima soglia inserito qual sono nelle vicende dell’intero territorio cittadino e diocesano.

La scrittrice torinese Paola Mastrocola nel suo romanzo “La gallina volante” (Guanda 2000), riferendosi al primo giorno di scuola così lo descrive: “Uno non se ne accorge subito. Il primo giorno di scuola è una specie di doccia o troppo fredda o troppo calda, non riesci a capirci niente, siamo tutti tirati. Loro perché non conoscono la scuola, l’aula, i compagni, i professori. Noi perché non conosciamo loro, noi sappiamo che ci giochiamo tutto”.

In questo “noi ci giochiamo tutto” sembra essere racchiusa l’intera parabola con la sua sfida il nuovo percorso che è dato di vivere dalle famiglie, dai docenti, dagli alunni tutti. Una sfida soprattutto per i precari, soggetti con maggiore frequenza, rispetto ai colleghi di ruolo, a instaurare nuove dinamiche relazionali e a cimentarsi con cambi di istituti e di linee didattiche.

Nondimeno, la sfida coinvolge anche coloro che sono passati dall’altra parte del fronte, chiamati a mettersi in discussione e chiedersi se si potrà essere all’altezza del compito e soprattutto, nell’attuale temperie dell’emergenza educativa, se si sarà davvero in grado di motivare i giovani alunni a far sorgere in loro il desiderio di scoprire, di confrontarsi e interpretare con consapevolezza le continue istanze di rinnovamento.

A tutto ciò si aggiungono problemi strutturali che angustiano la scuola; problemi che non vanno sottovalutati, ben consci che la nostra scuola ha bisogno di tantissime cose che finiscono per ricadere sui dirigenti, sui docenti e sugli alunni.

Lungi, perciò, dalla rituale retorica di occasione, consentitemi di dirvi, stimati dirigenti e docenti che sono singolarmente vicino a tutti e a ciascuno di voi, apprezzando il vostro non facile lavoro professionale, non sempre dovutamente considerato fino ad addebitarvi il cosiddetto mal di scuola. Nondimeno, qualora ciò dovesse esistere, siamo chiamati a debellarlo con l’energia e la dedizione, la competenza e la passione educativa intese a plasmare la personalità umana e culturale dei nostri ragazzi che saranno disposti a dare molto se a loro sarà dato tanto.

Carissimi giovani, ragazzi e ragazze, so che desiderate una scuola più dinamica, al passo con i tempi, con insegnanti che amino il loro lavoro e siano capaci di trasmettere il gusto di apprendere con il piacere di sapere. Altresì, so bene che non vi manca lo spirito critico ed esigente, fino a diventare impietosi verso gli stessi vostri docenti; comprendo che vorreste essere trattati da persone e non da numeri, in un contesto coinvolgente e rispondente alle vostre attese.

Sì, questa scuola che voi sognate sarà tale, se anche voi sarete pronti a collaborare con le istanze dei vostri professori che, di certo, vi ricordano che impegnarsi o non impegnarsi non è la stessa cosa. E se è vero che la scuola siete voi, amatela, adoperandovi a crescere e a coltivare in essa le proprie energie vitali con tenacia ed entusiasmo, ben consapevoli che ogni sogno, come la libertà da voi tanto desiderata, deve diventare una conquista che impegni quotidianamente la vostra volontà.

Non posso, perciò non augurarvi un buon anno scolastico, mentre oso invitare voi, cari docenti, ad esigere molto dai vostri ragazzi, a condizione che diate a loro tutto. E mi rivolgo con l’affetto di padre a voi giovani, dicendo: esigete moltissimo dai vostri professori, ma solo se sarete disposti a dare altrettanto.

Buon anno a tutti con tanta stima, affetto e ogni benedizione.

Cerignola, 10 settembre 2012.

† don Felice,
vostro Vescovo