Un nuovo anno, un nuovo viaggio, con la benedizione di Maria

Le parole di Benedetto XVI durante l'Angelus nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 46a Giornata Mondiale della Pace

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) | 1017 hits

Al termine della Celebrazione Eucaristica nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 46a Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano e - prima di recitare l’Angelus - rivolge ai fedeli e ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro le seguenti parole:

[Prima l'Angelus:]

Cari fratelli e sorelle,

buon anno a tutti! In questo primo giorno del 2013 vorrei far giungere ad ogni uomo e ogni donna del mondo la benedizione di Dio. Lo faccio con l’antica formula contenuta nella Sacra Scrittura: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» (Nm 6,24-26).

Come la luce e il calore del sole sono una benedizione per la terra, così la luce di Dio lo è per l’umanità, quando Egli fa brillare su di essa il suo volto. E questo è avvenuto con la nascita di Gesù Cristo! Dio ha fatto risplendere per noi il suo volto: all’inizio in modo molto umile, nascosto – a Betlemme soltanto Maria e Giuseppe e alcuni pastori furono testimoni di questa rivelazione –; ma a poco a poco, come il sole che dall’alba giunge al mezzogiorno, la luce di Cristo è cresciuta e si è diffusa ovunque.

Già nel breve tempo della sua vita terrena, Gesù di Nazaret ha fatto risplendere il volto di Dio sulla Terra Santa; e poi, mediante la Chiesa animata dal suo Spirito, ha esteso a tutte le genti il Vangelo della pace. «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini del suo compiacimento» (Lc 2,14). Questo è il canto degli angeli a Natale, ed è il canto dei cristiani sotto ogni cielo; un canto che dai cuori e dalle labbra passa nei gesti concreti, nelle azioni dell’amore che costruiscono dialogo, comprensione e riconciliazione.

Per questo, otto giorni dopo il Natale, quando la Chiesa, come la Vergine Madre Maria, mostra al mondo il neonato Gesù, Principe della Pace, celebriamo la Giornata Mondiale della Pace. Sì, quel Bambino, che è il Verbo di Dio fatto carne, è venuto a portare agli uomini una pace che il mondo non può dare (cfr Gv 14,27).

La sua missione è abbattere il «muro dell’inimicizia» (cfr Ef 2,14). E quando, sulle rive del lago di Galilea, Egli proclama le sue «Beatitudini», tra queste vi è anche «beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Chi sono gli operatori di pace? Sono tutti coloro che, giorno per giorno, cercano di vincere il male con il bene, con la forza della verità, con le armi della preghiera e del perdono, con il lavoro onesto e ben fatto, con la ricerca scientifica al servizio della vita, con le opere di misericordia corporale e spirituale. Gli operatori di pace sono tanti, ma non fanno rumore. Come il lievito nella pasta, fanno crescere l’umanità secondo il disegno di Dio.

In questo primo Angelus del nuovo anno, chiediamo a Maria Santissima, Madre di Dio, che ci benedica, come la mamma benedice i suoi figli che devono partire per un viaggio. Un nuovo anno è come un viaggio: con la luce e la grazia di Dio, possa essere un cammino di pace per ogni uomo e ogni famiglia, per ogni Paese e per il mondo intero.

[Dopo la recita della preghiera mariana, il Santo Padre ha salutato i fedeli in varie lingue. In italiano ha detto:]

Cari fratelli e sorelle!

Rivolgo a tutti l’augurio più cordiale per il nuovo anno: possa essere veramente un buon anno, e lo sarà se accoglieremo in noi e tra di noi l’amore che Cristo ci ha donato. Con gratitudine formulo i migliori auspici al Presidente della Repubblica Italiana e all’intera Nazione, come pure alle altre Autorità che mi hanno fatto pervenire messaggi augurali.

Rinnovo il mio affettuoso saluto ai giovani venuti a Roma per l’Incontro europeo della Comunità di Taizé. Esprimo la mia spirituale vicinanza alle iniziative ecclesiali in occasione dell’odierna Giornata Mondiale della Pace: penso, in particolare, alla Marcia nazionale che ha avuto luogo ieri sera a Lecce, come pure a quella di stamani qui a Roma, animata dalla Comunità di Sant’Egidio. Saluto gli aderenti al Movimento dell’Amore Familiare che stanotte hanno vegliato in preghiera in Piazza San Pietro, a anche a Milano e L’Aquila. A tutti ripeto la parola di Gesù: «Beati gli operatori di pace»!

[Ai pellegrini polacchi ha detto:]

Pozdrawiam wszystkich Polaków i życzę, aby rozpoczynający się rok był pełen pokoju i Bożego błogosławieństwa. Niech ten czas, przeżywany w duchu wzajemnej miłości, przyniesie wam wszelką pomyślność. Do siego roku!

Saluto tutti i polacchi e auguro che l’anno che inizia sia pieno della pace e della benedizione di Dio. Questo tempo, vissuto in spirito di amore fraterno, vi porti ogni prosperità. Felice anno nuovo!

[In conclusione, il Papa si è rivolto nuovamente ai fedeli italiani:]

Infine, saluto tutti i pellegrini di lingua italiana: i gruppi parrocchiali, le famiglie, i giovani; in particolare i ragazzi di Gioventù Studentesca della Liguria. A tutti auguro abbondanza di pace e di bene per ogni giorno del nuovo anno!