Un ordine del giorno per difendere la centralità della famiglia naturale

Lo ha presentato Giuliano Meschini, consigliere del Comune di Macerata, raccogliendo la proposta dei Giuristi per la Vita

Roma, (Zenit.org) Federico Cenci | 619 hits

Un ordine del giorno per affermare la centralità della famiglia naturale nella società e per contrastare ogni tentativo di limitarne la libertà d’opinione, d’educazione e di credo religioso. È quanto è stato presentato lo scorso mercoledì dall’onorevole Giuliano Meschini, consigliere comunale di Macerata.

Meschini è stato uno dei primi a raccogliere una proposta lanciata di recente in ambito nazionale dall’Associazione Giuristi per la Vita, volta a tutelare il valore della famiglia come sancito dalla Costituzione e dalla Carta Universale dei Diritti dell’Uomo. Nell’intervista che segue, il consigliere maceratese spiega a ZENIT le ragioni del suo gesto.

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Onorevole Meschini, come è nata l’idea di presentare al Consiglio comunale di Macerata questo ordine del giorno?

È nata poiché ho raccolto la proposta dei Giuristi per la Vita, che risponde ai miei ideali di famiglia. Sono sposato con tre figli e cinque nipoti. Ho deciso di presentarlo al Consiglio Comunale di Macerata perché siano chiare le posizioni di tutte le forze politiche in merito e perché si possano adottare le politiche migliori sia riguardanti il lavoro ed i servizi sociali. Essendo la famiglia naturale la cellula fondamentale della società è necessario spenderci in formazione e sostegno per poter avere una società sana, sia nelle sedi nazionali che locali.

È realistico che un Comune come quello di Macerata, in cui nel 2006 fu approvata la nascita di un registro delle unioni civili, approvi una proposta come la sua?

A Macerata non esiste un registro delle unioni civili e anche se il Consiglio Comunale il 20 aprile 2006 con maggioranza di centro sinistra ne ha approvato l’indirizzo, di fatto il progetto non ha avuto più seguito. Questo ordine del giorno da me presentato ha anche l’obiettivo di cambiare quella presa di posizione del Consiglio Comunale.

A proposito di Macerata, negli ultimi mesi il Consiglio Comunale è stato animato da un dibattito circa la donazione alla città da parte del comitato “Stringiamoci a Coorte” di un monumento che è stato definito “massonico”. Di che si tratta? Vede un nesso tra la battaglia in favore della famiglia naturale e quella contro la cultura radical-massonica?

Mi sono battuto contro questo monumento e non è stato approvato, in quanto un’amministrazione comunale non può accettare monumenti di parte per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Nel caso specifico ho organizzato un dibattito pubblico in cui il comitato “Stringiamoci a Coorte” non ha partecipato declinando un confronto democratico con i cittadini. Ma Macerata è una città in cui la massoneria è presente con molte logge e interagisce fortemente con le forze politiche in modo trasversale. La cultura massonica ha una posizione relativistica rispetto alla famiglia naturale ed ha una visione soggettivistica dei valori.

Tornando al testo del suo ordine del giorno, apparentemente non dice nulla di nuovo; è già riconosciuto finanche dalla nostra Costituzione che la famiglia, composta da un uomo e una donna, è il perno della società. Perché la necessità di ribadirlo?

Perché viviamo in una società che sta relativizzando tutto, e la famiglia è quella che sta subendo l’attacco più forte sia da lobby economiche che ideologiche. L’individualismo esasperato è la causa fondamentale dei divorzi e delle convivenze, in cui si perde il valore della solidarietà e dell’amore dono di sé. Si entra così in una confusione di ruoli in cui a pagarne le conseguenze sono soprattutto i figli.

Nel testo definisce la famiglia “un dato pregiuridico e prepolitico” e dunque in possesso di “diritti propri, che sono inalienabili”. Tra questi, viene espressamente citato quello all’educazione dei figli “in conformità alle convinzioni morali e religiose” dei genitori. Si tratta di un diritto che è oggi minacciato?

Sicuramente sì. La famiglia naturale è la culla della vita e dell’educazione dei figli per cui è dovere della società difenderla e sostenerla come bene comune fondamentale. I genitori hanno il dovere di assumersi tutte le responsabilità della scelta di creare una famiglia, per cui è necessario formarli adeguatamente a questa scelta e vanno sostenuti in questo compito tanto gravoso ma anche tanto gioioso.

Si parla inoltre del diritto della famiglia a “non essere contraddetta e danneggiata nel suo compito educativo da un’azione suggestiva ed erosiva dei mezzi di comunicazione”. A cosa fa riferimento?

I media sono oggi i propagatori dell’informazione e della cultura. Essendo tanto potenti ed invadenti nella vita personale, devono essere regolamentati in modo da non travalicare l’etica morale del bene comune fondamentale, violando le libertà inalienabili dei cittadini per una informazione libera e corretta, soprattutto delle fasce più deboli della società. Oltre all’immoralità in tante immagini senza il rispetto del normale senso di pudore è grave l’usarle per promuovere pubblicità di prodotti di largo consumo. Mettere l’omosessualità come stile di vita va molto oltre il rispetto di differenze di genere marginali e inoltre non può sostituire il valore assoluto della famiglia eterosessuale.

Le sue opinioni in materia sono in linea con quelle del partito cui appartiene, l’Italia dei Valori? Nel luglio 2012 fu proprio l’Italia dei Valori che presentò alla Camera una proposta di legge per il matrimonio omosessuale e per l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso…

L’Italia dei Valori si è completamente rinnovata con il Congresso del 29 e 30 giugno 2013, sia nella direzione e sia nello statuto. Il nuovo statuto mette esplicitamente la cultura cristiana come fondamento della nostra azione politica, soprattutto sul valore della solidarietà. Si è abbandonato il personalismo partitico, togliendo il nome Di Pietro dal simbolo del partito. Il rispetto delle regole, della trasparenza e della democrazia interna come capisaldi della legalità. Inoltre, unico partito in Italia, ha posto l’incompatibilità ad iscriversi al partito di cittadini iscritti alla massoneria. Il nuovo segretario nazionale Ignazio Messina è  l’artefice di questo nuovo corso insieme alla maggioranza degli iscritti ed in cui io ho partecipato attivamente.