Un Padre che accoglie e perdona

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 628 hits

Lettura

Le tre parabole della misericordia e della gioia, riportate dall’evangelista “della mansuetudine di Cristo”, hanno come destinatari, da una parte, i peccatori che si avvicinavano a Gesù per ascoltarlo e, dall’altra, i farisei e gli scribi che mormoravano. Lo scopo della parabola, tradizionalmente detta del “figlio prodigo”, come di quella della pecora smarrita e della moneta perduta è quello di giustificare il comportamento di Gesù di fronte ai moralisti dei tempo che si scandalizzavano per la sua accondiscendenza verso i peccatori. Si tratta di una catechesi classica per il periodo quaresimale sul Padre ricco di misericordia, sul peccato e sulla conversione. 

Meditazione

Il figlio minore, che rifiuta l’appartenenza originaria, sperimenta la schiavitù del peccato e decide infine di ritornare alla casa paterna, apparentemente sembra il protagonista della parabola. Il protagonista della parabola è in realtà il Padre veramente prodigo di amore che, spinto da una profonda commozione, per primo va incontro al figlio scappato da casa, senza attenersi ai protocolli tradizionali. È un Padre diverso dagli altri: non oppone resistenza alla richiesta del figlio, educa alla libertà, aiuta a maturare, attende il figlio perduto prima ancora che il figlio pensi di ritornare. È uno che non la fa pagare al figlio, perché sa che il figlio scialacquatore ha già pagato abbastanza con l’amarezza, la solitudine, l’esperienza della corruzione della propria umanità. L’atteggiamento del Padre misericordioso non è condiscendenza al male, ma attesa rispettosa del ritorno. L’amore del Padre – che rimane sempre fedele nei confronti del figlio sbandato, il quale ritorna a casa accontentandosi di fare il servo – si esprime come generosità senza limiti, rispetto, finezza, pazienza e tolleranza infinita, tenerezza che sa soffrire e tacere, accoglienza gratuita e disinteressata che conferma il figlio nella sua dignità originaria, perdono pieno che fa festa. La parabola è una sintesi plastica della storia personale di ognuno di noi, sia che ci identifichiamo nel figlio minore, che con il peccato abbandona la casa paterna ma poi decide di ritornare, sia che ci identifichiamo con il fratello maggiore, troppo farisaicamente sicuro di sé e dei propri meriti, geloso e sprezzante nei confronti del fratello minore. Ciò che ultimamente importa è che non dubitiamo mai dell’amore del Padre. 

Preghiera

«O Cristo, nostro unico mediatore, tu ci sei necessario per venire in comunione con Dio Padre, per diventare con te, che sei suo Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi, per essere rigenerati nello Spirito Santo» (Paolo VI). 

Agire

Imitiamo il Padre misericordioso con un gesto di perdono verso chi ci ha offeso o si è mostrato ingrato.

Meditazione del giorno a cura di monsignor Michele Pennisi, arcivescovo eletto di Monreale, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it