Un passo avanti verso la riconciliazione tra russi e polacchi

Il presidente della Conferenza Episcopale Polacca e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia firmeranno a Varsavia il messaggio comune ai due popoli

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di Don Mariusz Frukacz

CZESTOCHOWA, venerdì, 10 agosto 2012 (ZENIT.org) – Il 17 agosto, a Varsavia, il Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, l'arcivescovo Jozef Michalik, e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill I, firmeranno il messaggio comune ai popoli polacco e russo.

La firma del documento avrà luogo esattamente tra una settimana, venerdì 17 agosto, presso il Castello Reale di Varsavia. La prima visita nella storia della Polonia di un capo della Chiesa ortodossa russa durerà dal 16 al 19 agosto.

“Si tratta di un avvenimento senza precedenti” sottolineano i rappresentanti della Chiesa cattolica in Polonia e della Chiesa ortodossa russa. “Lo scopo di questo documento è di risolvere delle pagine dolorose della storia polacca e russa” aggiunge don Józef Kloch, portavoce della Conferenza Episcopale Polacca, “la questione importante è iniziare un dialogo, che nasca sulla base dello stesso Vangelo di Cristo”.

Un passo importante che “in questa fase non possiamo non fare” ha dichiarato l’Arcivescovo Jozef Michalik a KAI (Agenzia di Informazioni Cattolica in Polonia). “Questo evento non deve essere trattato in termini politici – ha poi affermato il Presidente della Conferenza Episcopale Polacca - ma come l’indicazione di una strada, un simbolo e un segno di obbedienza alla volontà di Cristo, un passo importante sulla via del perdono”.

Lo stesso messaggio ai popoli della Russia e Polonia e lo scambio di lettere tra i vescovi polacchi e tedeschi del 1965, quasi 50 anni prima di questa iniziativa, “nascono dal Vangelo” ha precisato mons. Michalik.

Il primo passo importante verso la riconciliazione russo-polacca è stata la visita dei monaci di un convento nei pressi di Ostashkov, il 24 settembre 2009, a Jasna Góra, nel santuario della Madonna Nera di Czestochowa,.

Al momento della preghiera mariana denominata “Appello di Jasna Góra”, nella Cappella della Madonna, la delegazione della Chiesa Ortodossa Russa era guidata da Arkadij Gubanow, Priore del Monastero Ortodosso di San Nil a Stolobienskoje, zona di Twer.

Durante la preghiera, l’Arcivescovo Metropolita di Czestochowa, Sua Ecc. Mons. Stanislaw Nowak, e padre Izydor Matuszewski, Priore generale dei Padri Paolini custodi del Santuario, consegnarono anche una copia dell’Icona della Madonna Nera di Czestochowa alla delegazione della Chiesa Ortodossa Russa.

“Questa Santa Icona della Madonna Nera è un segno della nostra vicinanza spirituale, e anche un simbolo dei due polmoni dell’Europa, Orientale e Occidentale, come insegnava il Servo di Dio Giovanni Paolo II” disse mons. Nowak alla consegna dell’icona.

I monaci ortodossi, poi, conservarono la copia dell’immagine della Madonna nel Monastero di San Nil a Stolobienskoje che, durante la Seconda Guerra Mondiale, negli anni 1939–1940, fu adibito a lager sovietico dove furono uccisi oltre 6 mila soldati polacchi.

“In questo luogo, nel nostro monastero, dobbiamo pregare insieme, Russi e Polacchi, davanti alla Santa Icona della Madonna di Czestochowa, per chiedere la pace e pregare per tutti coloro che furono uccisi” esortò Arkadij Gubanow, Priore del Monastero Ortodosso di San Nil.

La prima riunione dei rappresentanti della Chiesa cattolica in Polonia e la Chiesa ortodossa russa ebbe luogo, invece, a Varsavia il 26 febbraio 2010.  I vescovi designarono una gruppo speciale per i colloqui con la Chiesa ortodossa russa.

Come presidente fu scelto l'arcivescovo Henryk Muszynski; i membri inclusero anche l'Arcivescovo Stanislaw Budzik e il vescovo Tadeusz Pikus.

Ulteriori colloqui sulla riconciliazione russo-polacca ebbero luogo poi il 1° giugno 2011 e il 15 marzo 2012. I rappresentanti dell'Episcopato polacco e il Patriarcato di Mosca discussero già le modifiche recenti.

Anche lo scorso 15 luglio si era tenuta una breve riunione a Katyń, nel luogo dove all’inizio del secondo conflitto mondiale si consumò il tragico eccidio. Il capo della Chiesa Ortodossa Russa Kirill I si era recato a Katyń, come tappa del suo viaggio pastorale presso la diocesi di Smolensk e, in questo luogo, consacrò la nuova Chiesa ortodossa della Resurrezione di Cristo.

La firma del 17 agosto sarà, dunque, il risultato di questo lavoro, nonché un altro passo verso la riconciliazione.