Un passo importante per la strada della riconciliazione

Il parere del Presidente della Polonia e del Nunzio Apostolico sulla firma del messaggio comune della Chiesa Ortodossa russa e della Chiesa Cattolica polacca

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di Don Mariusz Frukacz

CZESTOCHOWA, sabato, 18 agosto 2012 (ZENIT.org) - “Spero che il messaggio comune della Chiesa Ortodossa Russa e della Chiesa Cattolica in Polonia alle due nazioni potrà essere un passo importante per il dialogo serrato e intenso tra Polacchi e Russi; un dialogo fondato sulla verità, la fiducia, la buona volontà e la comprensione reciproca”.

Queste le parole del Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, durante l’incontro con Kirill I, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, svoltosi, giovedì 16 agosto, a Belvedere, in Varsavia. 

“Il messaggio apre un nuovo capitolo nei rapporti tra le Chiese, come segno di un percorso di riconciliazione” ha detto il Presidente, aggiungendo: “Esprimo la speranza che il messaggio raggiunga il più possibile i fedeli di entrambe le Chiese e che sarà una fonte importante di riflessione per il nostro popolo”.

Secondo Komorowski, “in questo modo, si dovrebbe percorrere insieme la strada del bene per i nostri paesi e per il mondo, che è ancora così diviso e ha bisogno di esempi di perdono reciproco e fratellanza comune.”

Questa strada verso la riconciliazione è “una conversazione che si rivolge a valori fondamentali quali la libertà e la responsabilità, la carità e il perdono”, che può portare “in futuro in un luogo sicuro e durevole” ha soggiunto.

In tal direzione, sono importanti “le preoccupazioni delle Chiese cristiane circa i fondamenti morali delle comunità umane”.  “Esse – ha spiegato Komorowski - possono scuotere le coscienze degli uomini, le loro sofferenze e i loro bisogni. Sono le Chiese, infatti, che possono accendere congiuntamente la luce che illuminerà il cammino della riconciliazione tra i popoli e tra le società”.

La Polonia, ha poi aggiunto, è sempre stato un paese “profondamente interessato a stabilire buoni rapporti con tutti i nostri vicini. Questo è importante per la pace e lo sviluppo della civiltà dei nostri paesi e per l'Europa. Quindi continuiamo e continueremo a lottare per gettare le basi per delle buone relazioni tra i nostri paesi”.

Al termine del discorso, il Presidente ha infine dichiarato di aver apprezzato gli sforzi della Chiesa Ortodossa Russa “per scoprire la verità storica e il rifiuto del male, che nella storia, soprattutto del XX secolo, si basava su un’ideologia che andava contro gli obiettivi della libertà e della dignità umana”. 

“È stato il male del totalitarismo comunista – ha osservato – a colpire così dolorosamente la nazione polacca, intaccando anche il clero e i fedeli della Chiesa Ortodossa in Russia. Molti di loro hanno pagato il prezzo più alto per il loro attaccamento alla fede e il loro ordine morale”.

Tuttavia, ha concluso Bronisław Komorowski, “questa storia della persecuzione e della sofferenza di entrambe le Chiese è qualcosa che può far comprendere meglio entrambe.  Credo che esse possano dare un contributo significativo al riavvicinamento russo-polacco, dal momento che incitano le nostre nazioni a superare i pregiudizi accumulati e gli stereotipi che interferiscono l’uno con l'altro, guardando l'altro con reciproca fiducia e speranza per il futuro”.

Anche l’Arcivescovo, Celestino Migliore, Nunzio Apostolico in Polonia, ha commentato questo storico evento per i due Paesi. In un’intervista a KAI (Agenzia Cattolica delle Informazioni in Polonia), ha dichiarato: “Sono convinto che oggi Mosca e il Vaticano sono ancora più vicine. Non sto parlando di questioni teologiche, ma dell'aspetto della coesistenza dei fedeli di entrambe le Chiese, cattolica e ortodossa. Tutto ciò esprime la buona volontà di entrambe le parti".

Sulla firma del documento ai popoli polacco e russo da parte del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia e del presidente della Conferenza Episcopale Polacca, avvenuta ieri a Varsavia, il Nunzio ha affermato che questo gesto “è un nostro dovere di cristiani. Un obbligo che nasce dal Vangelo, che esorta noi cristiani a stare insieme e lavorare insieme”.