Un pastore anglicano vince il Premio Ratzinger

Il reverendo Richard A. Burridge ha ricevuto il riconoscimento in ex aequo con il teologo tedesco Christian Schaller

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 575 hits

Per la prima volta il Premio Ratzinger sarà attribuito a un non-cattolico: il teologo anglicano Richard A. Burridge è infatti il vincitore della terza edizione, in ex aequo con lo studioso bavarese Christian Schaller.

Il Premio Ratzinger sarà consegnato in occasione del prossimo Simposio I Vangeli: Storia e cristologia. La ricerca di Joseph Ratzinger, promosso dalla Fondazione Vaticana “Joseph Ratzinger – Benedetto XVI”, in programma dal 24 al 26 ottobre prossimo presso la Pontificia Università Lateranense.

I profili dei due premiati e il programma del Simposio, assieme ad altre attività della Fondazione, sono stati presentati stamattina in Sala Stampa Vaticana.

Richard A. Burridge, nato nel 1955, ha studiato a Oxford e ha conseguito il dottorato in teologia all’Università di Nottingham nel 1989. Pastore anglicano, Burridge è Decano del King’s College di Londra, dove nel 2007 è stato nominato Direttore degli Studi del Nuovo Testamento e l’anno seguente ha ottenuto una Cattedra personale di esegesi biblica.

“Richard Burridge è sicuramente oggi una figura eminente nel campo degli studi biblici, non solo di lingua inglese – ha sottolineato durante la conferenza stampa il cardinale Camillo Ruini, già presidente della CEI e oggi presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Ratzinger -. Ha dato in particolare un grande contributo sul quel terreno decisivo che è il riconoscimento, storico e teologico, del legame inscindibile dei Vangeli a Gesù di Nazaret”.

Ruini ha espresso quindi soddisfazione per il conferimento del Premio Ratzinger al reverendo Burridge: “questo legame tra Gesù e i Vangeli è infatti il cuore dell’opera teologica e della sollecitudine pastorale di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”, ha aggiunto il porporato.

L’altro premiato, Christian Schaller, è nato nel 1967 a Monaco di Baviera, città dove ha compiuto tutti i suoi studi. Ha conseguito il dottorato in teologia presso l’Università “Ludwig Maximilian” ed è stato allievo e collaboratore alla cattedra di teologia sistematica di monsignor Gerhard Ludwig Müller, oggi Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Dal 2008 Schaller è Vicedirettore dell’Istituto Benedetto XVI di Regensburg.

“Il Premio Ratzinger gli verrà conferito non solo per il suo contributo agli studi teologici ma anche come riconoscimento del ruolo che sta svolgendo nella pubblicazione dell’Opera Omnia di Joseph Ratzinger. Questa pubblicazione ha infatti un’importanza primaria per il futuro degli studi ispirati al pensiero di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, che è lo scopo centrale della nostra Fondazione”, ha commentato Ruini.

Il programma del Simposio è stato esposto in modo dettagliato da monsignor Jean-Louis Bruguès, OP, Presidente del Comitato Organizzativo del Simposio.

Durante la prima giornata, giovedì 24 ottobre, si affronterà il tema della ricerca sul Gesù dei Vangeli, considerando questi ultimi come testi.

In qualità di relatori interverranno: il prof. Bernardo Estrada (Pontificia Università della Santa Croce); il prof. Juan Chapa (Università di Navarra); il prof. Richard Burridge (King’s College di Londra), il prof. Yves Simoens (Pontificio Istituto Biblico-Gregoriana).

La giornata di venerdì 25 ottobre sarà invece dedicata alla figura di Gesù che i Vangeli ci presentano e alla teologia in essi contenuta, anche in rapporto ad altri scritti del Nuovo Testamento.

I relatori saranno: il prof. Klaus Berger (Università di Heidelberg, Germania); il prof. John P. Meier (University of Notre-Dame, USA); il prof. Antonio Pitta (Pontificia Università Lateranense, Roma); il card. Prosper Grech (Pontificia Università Lateranense-Augustinianum, Roma).

La terza e ultima giornata, sabato 26 ottobre, sarà infine dedicata allo studio la proposta del Gesù di Nazaret di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI – il suo spessore, la sua ricezione e la sua eredità – grazie ai contributi del prof. Thomas Söding, dell’Università di Bochum, e del cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Durante la conferenza stampa è intervenuto anche monsignor Luis Romera, vicepresidente del Comitato Organizzativo del Simposio. “L’opera Gesù di Nazaret offre al lettore una visione di insieme del Signore dove convergono molti dei motivi centrali della teologia di Ratzinger”, ha commentato lo studioso.

La peculiarità della trilogia ratzingeriana sulla vita di Gesù sta in particolare nella “meticolosità del metodo storico” ma anche nella “penetrazione intellettuale della fede; soltanto così si raggiunge il rigore ermeneutico che esigono i Vangeli”, ha quindi concluso monsignor Romera.

Ha chiuso la conferenza stampa, monsignor Giuseppe A. Scotti, ricordando in primo luogo che il convegno previsto a Roma il prossimo autunno è il terzo a cura della Fondazione Ratzinger: i primi due simposi si svolsero a Bydgoszcz, in Polonia (2011) e a Rio de Janeiro (2012).

Monsignor Scotti si è poi soffermato su un'altra finalità di rilievo della Fondazione: le borse di studio. A ciò si aggiunge un Simposio per teologi africani teso a giungere ad una appropriazione pastorale e pedagogica della trilogia Gesù di Nazaret.

Il Simposio africano “si svolgerà a Cotonou, in Benin, dal 16 al 21 settembre e vuole essere un modo semplice e concreto per mettersi a servizio della Chiesa in Africa e dare continuità al Sinodo sulla Chiesa in Africa”, ha spiegato monsignor Scotti.