Un ponte sul fiume Guai

Premio Letterario Nazionale dell'Associazione Moby Dick

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di Eugenio Fizzotti

ROMA, lunedì, 8 ottobre 2012 (ZENIT.org).- In collaborazione con la Scuola di Scrittura Creativa Omero, che organizza laboratori di sceneggiatura cinematografica, fiction tv, fotografia e formazione multimediale, l’Associazione Onlus Moby Dick, che offre gratuitamente sostegno psicologico professionale a persone malate di tumore e ai loro familiari, annuncia l’avvio della III Edizione del Premio Letterario Nazionale “Un ponte sul fiume Guai” aperto a racconti inediti sul tema del cambiamento di prospettiva esistenziale legato all’incontro con una malattia oncologica.

Particolarmente entusiasmante è la notevole quantità di ringraziamenti e di testimonianze di stima nei confronti di questa iniziativa di Moby Dick, che dimostra l’importanza della condivisione e la possibilità di una comprensione reciproca, da parte di coloro che, offrendo una descrizione della loro esistenza, vogliono condividere vissuti ed emozioni spesso celate.

Il concorso, infatti, propone di compilare in un racconto scritto l’episodio che si ritiene particolarmente significativo nell’effettuare il passaggio dalla comprensibile disperazione, legata alla scoperta di una malattia oncologica, alla coraggiosa rivalutazione del senso e del valore della vita quotidiana, a partire da quegli aspetti minimali che l’esperienza di malattia e la minaccia di morte permettono ora di valutare in modo nuovo.

Apprezzando la decisione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di conferire a questa iniziativa una propria medaglia di rappresentanza, l’Associazione Moby Dick ricorda che fino al 3 dicembre 2012 è possibile partecipare alla III edizione del Premio Letterario Nazionale“Un ponte sul fiume Guai”, ben sapendo che sono 2 milioni e 250 mila gli italiani che vivono con una diagnosi di tumore (il 4% dell’intera popolazione) e si stima che alla fine del2012, in Italia, saranno diagnosticati circa 364 mila nuovi casi di tumore.

Aperta a tutticoloro che desiderino esprimere e condividere emozioni e vissuti legati alla loro esperienza della malattia oncologica (pazienti, familiari e amici, operatori sanitari o volontari…). l'iniziativa si inserisce quindi nel quadro delle attività dell'Associazione che offre sostegno psicologico specialistico gratuito a malati oncologi e organici gravi e ai loro familiari e sostiene l’affermazione di un modello di assistenza sanitaria che pone la “persona” al centro dell’intervento e si prende cura della sua sofferenza psicofisica ed esistenziale.

Membri della Giuria sono Gianrico Carofiglio (Magistrato e scrittore, finalista Premio Strega 2012), Maurizio Cianfarini(Presidente di Moby Dick, psicologo), Raffaella Restuccia (Vicepresidente di Moby Dick, psicologa), Paolo Restuccia (Responsabile della Scuola di Scrittura Creativa “Omero” di Roma, regista del programma di Radio Due Il ruggito del coniglio, docente del corso on-line di «Scrittura generale» della Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università «La Sapienza» di Roma), Enrico Valenzi (Responsabile della Scuola di Scrittura Creativa di Roma ‘Omero’, docente anch’egli del corso on-line di «Scrittura generale» della Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università «La Sapienza» di Roma).

Patrocinato dalla Presidenza della Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e da Roma Capitale, ilPremio letterario si propone le seguenti finalità:

-     dare voce a coloro che avvertono il bisogno di esprimere la propria sofferenza o si sentono vicini per esperienza o semplicemente per sensibilità al tema;
-     offrire la possibilità di esprimersi a coloro che sanno, attraverso la scrittura, trasmettere emozioni e testimonianze altrimenti riservate solo a chi ne è coinvolto ma a volte non sa come parlarne;
-     interrompere l’isolamento di chi vive la malattia con un senso di disagio amplificato dallo stigma sociale;
-     contribuire a stimolare riflessioni e condivisione riguardo a un argomento, il cancro, che fino a tempi recenti rappresentava un tabù;
-     essere di conforto e fornire spunti e speranza attraverso la narrazione di esperienze vissute da altri;
-     dare merito a quanti, affrontando quest’esperienza di malattia, sono riusciti con coraggio a trarne profondi insegnamenti di vita.