Un portale dedicato ai ragazzi con autismo e sindrome di Asperger

Dal 13 dicembre il lancio del sito www.spazioasperger.it

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di Salvatore Cernuzio

ROMA, venerdì, 9 dicembre 2011 (ZENIT.org) – Al via da martedì 13 dicembre il sito www.spazioasperger.it: un portale, interamente dedicato alla sindrome di Asperger e alle condizioni dello spettro dell'autismo. Un’occasione per realizzare, attraverso la tecnologia, l’insegnamento cristiano dell’amore verso i deboli e l’accoglienza degli emarginati. Il primo “click” a Roma in occasione di un evento inaugurale dedicato a ragazzi e adulti con sindrome di Asperger. Per conoscere meglio l’iniziativa, Zenit ha intervistato Davide Moscone, psicologo cognitivo comportamentale, creatore del sito.

Dott. Moscone, da cosa nasce questa iniziativa?

Moscone: L’idea di questo sito nasce dal desiderio di far conoscere ad ampio raggio, in Italia e in italiano, e a diversi livelli, scientifico, artistico, cinematografico e biografico, l'esistenza di persone che si collocano in quello che oggi viene chiamato continuum o spettro autistico. A questo primo obiettivo di tipo informativo, se ne aggiunge un secondo di natura etica, ovvero permettere alle persone autistiche/neurodiverse o con sindrome di Asperger, di riconoscersi prima di tutto in questa particolare condizione. Durante tale processo di autoconsapevolezza, vorremmo offrire a queste persone e a coloro i quali vivono a contatto con loro, uno spazio virtuale dove trovare supporto e la possibilità di conoscere altre persone simili.

In quale situazione vivono oggi queste persone?

Moscone: Attualmente le persone Asperger non vengono riconosciute e rispettate nelle loro particolarità sensoriali, comportamentali, cognitive ed emotive, anche perché sono pochi i professionisti in grado di riconoscerli e sono, perciò, emarginati, presi in giro, le famiglie vivono drammi immensi. Quindi con questo sito vorremmo promuovere un rinnovamento culturale, una sensibilizzazione della società verso queste persone.

Si può dire che ci sia un senso quasi “missionario” in questo progetto?

Moscone: Assolutamente sì! Il sito nasce proprio con una missione: la considerazione delle persone deboli, “diverse”. L’obiettivo che io, David Vagni, fisico teorico che studia psicologia e neuroscienze, e Giorgio Pomettini, grafico professionista aspie, vogliamo raggiungere è aiutare queste persone che appartengono allo spettro autistico a riconoscersi nelle loro peculiarità e a ricercare il proprio posto nella società. A tal proposito, è simbolico che il sito si sia realizzato soprattutto grazie alla collaborazione con un gruppo di ragazzi e adulti con autismo ad alto funzionamento cognitivo e adattivo e sindrome di Asperger.

Come si articolerà il lancio del sito della prossima settimana?

Moscone: In occasione del primo click del sito, martedì 13 dicembre, abbiamo organizzato un evento a Roma in via Pietro De Francici, alle ore 17,30, presso Digital Assist, un’associazione culturale impegnata nella divulgazione della conoscenza informatica. Dopo la “messa online” e una breve presentazione della struttura del sito, i ragazzi sia asperger che neurotipici, cioè non autistici, potranno giocare con dei videogames multiplayer con 14 Pc predisposti, oppure con altri giochi di carte, di ruolo e da tavolo. In realtà questo evento è un po’ un pretesto….

In che senso?

Moscone: Diciamo che è preparatorio ad un’altra idea, ovvero offrire un appuntamento fisso ai ragazzi con sindrome di Asperger e autismo ad alto funzionamento in uno spazio dove possano incontrasi, giocare e fare esperienza di socializzazione, con la prospettiva di condividere insieme progetti nuovi, come ad esempio corsi che riguardano i loro interessi e talenti, nei quali saranno coinvolti in prima persona.

In conclusione quale augurio si fa?

Moscone: Mi auguro, innanzitutto, che con questo sito possa accrescere la consapevolezza sociale sullo spettro dell'autismo attraverso la condivisione delle nuove conoscenze scientifiche e delle testimonianze delle persone direttamente coinvolte, al fine di ridurre l'ignoranza che purtroppo ancora è diffusa nel nostro paese.

Mi auguro, inoltre, di poter aiutare, con questo lavoro, le persone neurodiverse ad accettarsi e ad essere accolte e a ricercare il proprio posto nella società, offrendo uno specifico e, a volte unico e insostituibile, contributo.