Un rapporto registra i crimini per odio ai cristiani in Europa

Un osservatorio chiede un'azione internazionale a favore dei cristiani

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VIENNA, venerdì, 17 dicembre 2010 (ZENIT.org).- Un rapporto documenta vari casi di crimini per odio ai cristiani in Europa, di intolleranza e discriminazione, e rivolge un appello all'azione internazionale a favore dei cristiani.



Si tratta del rapporto quinquennale dell'Osservatorio sull'Intolleranza e la Discriminazione dei Cristiani in Europa, pubblicato l'11 dicembre.

La pubblicazione ha coinciso con l'incontro di due giorni sull'implementazione della dimensione umana nella libertà religiosa dell'Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODIHR) dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), conclusosi venerdì a Vienna (Austria).

La direttrice dell'Osservatorio, Gudrun Kugler, ha sottolineato che “l'intolleranza e la discriminazione dei cristiani includono la negazione dei diritti dei cristiani in aree come la libertà d'espressione e la libertà di coscienza”.

“La libertà religiosa è in pericolo soprattutto per quanto riguarda la sua dimensione pubblica e istituzionale”, ha aggiunto.

“Abbiamo ricevuto anche molte informazioni sull'eliminazione di simboli cristiani, lo stereotipo negativo dei cristiani nei mezzi di comunicazione e gli svantaggi sociali per i cristiani, come essere ridicolizzati o ignorati per le promozioni sul posto di lavoro”.

“Lavoriamo per aumentare la consapevolezza di un problema crescente in Europa come primo passo verso una soluzione – ha detto la Kugler –. Il nostro obiettivo è l'uguaglianza dei diritti per tutti, inclusi i cristiani”.

L'Osservatorio ha una pagina web attraverso la quale segue e cataloga casi di discriminazione contro i cristiani.

Attacchi violenti


Nella sezione del rapporto dedicata ai crimini per odio che implicano attacchi violenti a persone cristiane, appaiono vari casi documentati.

Tra questi, si enumerano attacchi contro attivisti pro-vita a Vienna a settembre, l'assalto a bastonate a un sacerdote cattolico e a un altro ortodosso in Germania, un attacco violento a quattro frati francescani nel loro monastero in Italia e molti altri.

Si sottolinea anche che nel novembre 2009 l'Ufficio Federale di Indagine ha pubblicato alcune statistiche che mostrano un incremento del 9% dei crimini contro i gruppi religiosi rispetto all'anno precedente, e un aumento del 25% dei crimini per odio contro i cattolici.

Il rapporto indica che “il cristianesimo, maggioritario in Europa almeno a livello numerico, affronta atti di intolleranza, in parte commessi da piccoli gruppi radicali”.

“Le leggi discriminatorie si creano quando l'intolleranza si accompagna al potere legislativo”, avverte.

La comunità politica, aggiunge, “ha il dovere di considerare e affrontare il fenomeno dell'intolleranza e della discriminazione dei cristiani come un appello all'uguaglianza dei diritti e delle libertà di tutti”.

L'Osservatorio ha pubblicato alcune raccomandazioni per affrontare questi problemi, esortando i Governi delle Nazioni europee ad “astenersi dalle ingerenze e a modificare la legislazione che discrimina i cristiani”.

Ha anche chiesto alle autorità di “riconoscere e condannare l'intolleranza e la discriminazione contro i cristiani e di assicurare il diritto dei cristiani a partecipare pienamente alla vita pubblica”.

L'Osservatorio ha quindi incoraggiato l'Unione Europea a “rispettare, senza pregiudizi, la difesa dell'autonomia della Chiesa in base all'articolo 17 (1) del Trattato di Lisbona e a promuovere un maggiore dialogo con i leader delle Chiese sulla questione dell'intolleranza e della discriminazione secondo l'articolo 17 (2)”.

Rivolgendosi all'Agenzia dei Diritti Fondamentali, ha poi rivolto un appello a “fare della libertà religiosa, di espressione e di coscienza una priorità del suo lavoro”.

Il rapporto raccomanda anche ai membri dell'OSCE di “usare tutti i mezzi per lavorare contro l'intolleranza nei confronti dei cristiani” e di collaborare “più strettamente con i rappresentanti delle Chiese cristiane”.

Il Rapporto completo può essere letto su www.IntoleranceAgainstChristians.eu