Un ritorno ai valori estetici dell'Arte Sacra (Prima parte)

A colloquio con la scultrice Anna Gulak, co-vincitrice del Premio delle Accademie Pontificie 2012

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di Włodzimierz Rędzioch

ROMA, sabato, 24 novembre 2012 (ZENIT.org) – Assieme al pittore spagnolo David Ribes Lopez, la giovane scultrice polacca Anna Gulak ha ricevuto il 21 novembre scorso il Premio delle Accademie Pontificie 2012 dalle mani del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano.

Il premio annuale, istituito 18 anni fa dal beato Papa Giovanni Paolo II, è destinato sia agli artisti che alle istituzioni che operano nel campo dell’architettura, della pittura e della scultura, e il cui lavoro rappresenta un contributo significativo allo sviluppo degli studi religiosi, dell’umanesimo cristiano e dell’espressione artistica.

La giuria è costituita da vari noti artisti italiani, che hanno preso in considerazione decine di artisti ed architetti di tutto il mondo. Il premio è stato consegnato durante la 17° Sessione pubblica delle Pontificie Accademie.

Era presente, tra gli altri, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, insieme a vari rappresentanti della Chiesa, delle autorità civili e dei media.

ZENIT ha intervistato Anna Gulak.

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Può presentarsi ai nostri lettori?

Anna Gulak: Sono una giovane artista, diplomata in Pittura e Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Varsavia, in Polonia. Mi occupo anche di grafica, di design di interni, della questione dell’arte nell’architettura e di arte sacra.

Il 21 ottobre dell’anno scorso, in Vaticano, in occasione della prima festa liturgica del Beato Giovanni Paolo II, il governatore della Città del Vaticano ha aperto la mia mostra intitolata Volti del Beato Giovanni Paolo II nell’atrio del Aula Paolo VI.

Anche se Lei si è laureata presso l’Accademia nel 2009, aveva già avuto contatti con il Vaticano...

Anna Gulak: Esattamente. Durante il mio secondo anno di studi, sono stata scelta per la progettazione e realizzazione, su richiesta dello Stato della Città del Vaticano, di una medaglia per commemorare il 100° pellegrinaggio di papa Giovanni Paolo II durante il 25° Giubileo del suo Pontificato.

Dopo la morte dell’amato Giovanni Paolo II, il nostro attuale Papa, Benedetto XVI, mentre stava guardando diverse medaglie ha ammirato quella mia creata nel 2003 e mi hanno chiesto un’altra volta a progettarne una per il pellegrinaggio dello scorso anno di Papa Benedetto a Madrid. Anche questa medaglia, alla fine, è stata scelta tra molti altri progetti.

[Lo Stato della Città del Vaticano emette ogni anno una serie di monete e una medaglia commemorativa, NdA].

Chi per primo ha visto le sue opere in Vaticano?

Anna Gulak: Nel 2002, l’allora monsignor Dziwisz ha avuto l’occasione di vedere la mia prima scultura. Mi ha proposto di realizzare una medaglia pontificia. In quel momento, non sapevo che le medaglie venivano scelte attraverso una gara aperta e che molti artisti eccezionali da tutto il mondo presentavano le loro opere. Dopo un po’ sono stata informata che nonostante la grande concorrenza, era stata selezionata la mia medaglia.

Da dove nasce il suo interesse per il Beato Giovanni Paolo II?

Anna Gulak: Giovanni Paolo II non è stato solo un Papa, ma anche un uomo moderno, di grande carisma e di molti talenti. È stato anche umano in ogni suo aspetto e senso: grande, ma umile, forte, ma sofferente. Un grande leader e diplomatico, filosofo, poeta, sportivo ed attore. Deciso ma gentile, realista ma con l’anima di un artista, moralmente irremovibile ma empatico. Si potrebbe usare molte parole per descriverlo.

Sono stata affascinata dal suo passo energico, dalle sue parole e dai suoi gesti. Tutto il suo atteggiamento e personalità sono per me una personificazione della bellezza di Dio e dell’amore.

[La seconda parte verrà pubblicata domenica 25 novembre]