Un ritorno al ruolo biblico della donna

Mary Ellen Bork sulla chiamata di Dio alle donne moderne

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McLEAN, Virginia, giovedì 26 agosto 2004 (ZENIT.org).- Un recente documento vaticano ha criticato la “rivalità tra i sessi” e la “confusione deleteria” fra i loro ruoli introdotte dal femminismo, che sembrano ripercuotersi a livello “più immediato e nefasto” all’interno della famiglia, facendo poi appello ad una “collaborazione attiva” tra uomo e donna “nel riconoscimento della loro stessa differenza”.



Mary Ellen Bork non poteva dirsi più d’accordo.

La scrittrice, docente e moglie del giudice federale in pensione Robert Bork, ha parlato a ZENIT della necessità che le donne moderne rivendichino il ruolo che Dio ha dato loro nella società e rifiutino l’antropologia limitata e le idee fuorvianti del femminismo.

Perché in quest’era secolare incoraggia le donne ad abbracciare un ruolo più tradizionale, biblico?

Mary Ellen Bork: Le femministe radicali ed altre persone hanno denigrato i ruoli tradizionali della donna come moglie e madre, cercando di promuovere le donne come individui la cui realizzazione deve essere ricercata quasi esclusivamente sul posto di lavoro.

La maggior parte delle donne sta cercando di trovare un equilibrio tra le responsabilità nei confronti della famiglia e dei figli e l’utilizzo dei propri talenti sul posto di lavoro. Saranno più felici se acquisteranno la piena consapevolezza del loro ruolo insostituibile di persone con un dono importante anche per la vita di altre persone. Le donne hanno bisogno dell’incoraggiamento da parte di altre donne cristiane e del sostegno di una Chiesa che ha bisogno di approfondire la teologia del corpo.

Come ha insegnato Papa Giovanni Paolo II, le donne hanno un ruolo chiave nel restituire dignità al sacramento del matrimonio e nel conservare una cultura degna della persona umana. Questi compiti culturali estremamente importanti possono essere svolti meglio da donne ben formate nei valori cristiani e ben informate sulle battaglie culturali in campo politico.

E’ come se le donne avessero nelle loro mani i fili che formano la trama fondamentale della società e i loro sforzi per unirli portassero ad una trama più forte, in grado di resistere alle spinte centrifughe della cultura.

La chiave per aiutare le donne di fede oggi è di aiutarle ad approfondire la consapevolezza dei loro doni femminili e del loro impatto sulla società. Senza i loro doni, il mondo sarebbe un luogo freddo e poco civile. Senza i loro doni specifici la società perderebbe il suo equilibrio, perché mancherebbe il contesto culturale in cui le persone possono prosperare meglio.

Il Santo Padre ha affermato spesso che la crisi culturale più profonda di oggi è quella che riguarda la persona umana e il fatto di comprendere come vivere e il significato della vita. Molti si sono accontentati di una risposta superficiale al significato della vita, accettando l’ignoranza e la confusione sulla loro sessualità e sulla dimensione spirituale della vita.

Le donne di fede possono trovare sostegno in molti nuovi movimenti della Chiesa, soprattutto nella teologia del corpo. Voglio incoraggiarle a diventare consapevoli della loro dignità unica e a non lasciarsi influenzare dalle pressioni culturali che le privano di un’esperienza di vita profondamente femminile.

Quali sono le sfide che la cultura statunitense pone alle donne che vogliono perseguire la santità?

Mary Ellen Bork: La nostra cultura è molto ricca, altamente tecnologica, arrabbiata, secolare, basata sul sesso e sulla fretta. E’ anche generosa, tollerante, religiosa ed aperta.

Dobbiamo essere astuti come serpenti ed innocenti come colombe per trovare il cammino che porta alla santità in questo “abisso di scoramento”. Una sfida fondamentale è il fatto di pensare erroneamente di poterlo fare da soli, sia nella vita personale che in quella spirituale.

Le donne hanno bisogno di sperimentare un senso di comunità con gli altri. I gruppi di discussione spirituale e quelli di studio della Bibbia aiutano a vincere un senso di isolamento e di alienazione dalla cultura. In questo modo si può imparare anche come altre donne riescano a conciliare le pressioni del lavoro e la famiglia.

La riunione di poche persone nel nome di Dio per pregare e confrontarsi dona un momento di riflessione e di preghiera con persone che la pensano in maniera simile. Questa esperienza crea un supporto culturale per un serio perseguimento della santità.

In questo momento in cui le donne si sono inserite nella vita pubblica, vengono esercitate su di loro pressioni speciali per farle conformare alla società, cosa ne pensa?

Mary Ellen Bork: C’è una grande pressione culturale ad essere politicamente corrette e ad assumere posizioni popolari su questioni morali e sociali come l’aborto come scelta della donna e il matrimonio omosessuale come diritto fondamentale.

Myrna Blythe, ex direttrice del “Ladies’ Home Journal”, ha scritto un libro in cui spiega la pressione che il mondo editoriale di New York ha esercitato su di lei perché si conformasse alle idee liberali delle sue colleghe. Myrna, una donna d’affari di successo, veniva ostracizzata dagli incontri sociali e fatta sentire un’emarginata per il fatto di non essere d’accordo con le diffuse idee liberali.

Avanzando a livello professionale, le donne cattoliche si troveranno a dover affrontare le stesse pressioni sociali. Devono rimanere saldamente sulle loro posizioni: devono sapere che stanno portando i loro valori sul posto di lavoro con una presenza femminile che può davvero fare la differenza.

In questo tipo di ambiente, in cui si devono affrontare molte pressioni sociali, è possibile crescere a livello quotidiano in virtù come il coraggio, la prudenza e la pazienza. Unirsi ad un gruppo di donne che la pensano allo stesso modo e con cui si può riflettere sulla propria esperienza culturale può essere un balsamo per l’anima.

Cosa pensa della marcia a favore dell’aborto realizzata a Washington la primavera scorsa? Qual è il rapporto tra manifestazioni così pubblicizzate e la percezione che le donne hanno del loro ruolo?

Mary Ellen Bork: Le marce, le riunioni e le cene che promuovono ed onorano i punti di vista politicamente corretti sono uno stile di vita a Washington. Queste dimostrazioni sostengono l’ego e le posizioni delle femministe secolari e degli intellettuali di sinistra. La presenza delle star di Hollywood aggiunge fascino e prestigio a questi eventi.

I media nazionali coprono le manifestazioni di questo tipo in maniera così ampia che molte donne potrebbero ritenere queste idee accettate da tutti. La cultura dominante è molto liberale e mette in ombra, per così dire, coloro che hanno un punto di vista più biblico.

Le donne di fede si devono porre su una posizione difensiva. Parlando in termini sportivi, abbiamo bisogno di vivere in maniera offensiva, nel senso di comprendere le pressioni culturali, scegliere di vivere attivamente la nostra fede e cercare il modo di usare i nostri doni femminili. Dobbiamo essere preparate, avere una buona strategia e andare avanti senza timore.

E’ un’arte dire la verità sia a coloro che non sono d’accordo con noi che ai nostri confratelli e ai nostri amici che hanno bisogno di sostegno e di incoraggiamento. Sappiamo che non c’è un’unica strada per tutte le donne e che quelle che affermano la vita in tutte le sue forme esercitano un grande fascino su coloro che cercano la verità.

Sembra che molte donne vengano incoraggiate a sostenere l’aborto e che venga detto loro che non si può essere a favore della vita e della donna allo stesso tempo. Nota una grande resistenza nei confronti di questa mentalità?

Mary Ellen Bork: Sì. I sondaggi mostrano che molte giovani donne stanno rifiutando l’aborto e vogliono che ci siano più restrizioni a questa pratica di morte. La scienza è dalla parte di color che sostengono la vita in aspetti come la precisione degli ultrasuoni e le immagini dettagliate del bambino nel ventre materno. Molte donne stanno affermando il loro amore istintivo per i bambini e stanno rimanendo fedeli a questo fondamentale dono femminile.

La scienza e i fatti, però non fermeranno i leader culturali la cui agenda promuove l’aborto e la libertà sessuale. Hanno accettato una bugia e ne fanno il centro del loro movimento che è ora protetto dalla Costituzione. La gente, però, indipendentemente dal livello di apertura mentale, può essere portata a capire che la vita comincia con il concepimento, può essere persuasa da donne fiduciose della loro femminilità.

Le persone hanno quindi bisogno di capire che la donna è la prima casa del bambino e che non c’è niente di più umano che avere dei figli come frutto del rapporto matrimoniale.

Cosa possono fare le donne per rivendicare e rafforzare il loro ruolo speciale?

Mary Ellen Bork: C.S. Lewis, nel suo libro “Mere Christianity”, ha affermato: “Se si legge la storia ci si renderà conto del fatto che i Cristiani che hanno fatto di più per il mondo attuale erano proprio quelli che pensavano più al successivo”.

Le donne hanno bisogno di essere spiritualmente vive e di sviluppare la loro capacità di fare amicizia con una grande varietà di persone. Questo le rende capaci di sostenere altre persone che possono avere esperienze di vita diverse dalle loro.

Devono essere ben formate a livello intellettuale nella loro fede e capaci di “dare ragioni della fede che è in loro”. L’abilità di sostenere le persone in ciò che è giusto e che le porta alla verità è un ruolo essenziale a livello di formazione della cultura che le donne possono svolgere molto bene.

Qual è il significato della recente “Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla Collaborazione dell’Uomo e della Donna nella Chiesa e nel Mondo” ? Perché il documento è necessario per capire in maniera corretta l’autentica promozione delle donne?

Mary Ellen Bork: Questa breve dichiarazione indirizzata ai vescovi riafferma con precisione la visione della vita umana data nelle Sacre Scritture ed attaccata dal liberalismo secolare nelle società occidentali avanzate. La lettera non fornisce risposta alla nostra situazione culturale, ma costituisce una chiara dichiarazione dell’antropologia che deve essere affermata e spiegata ora che è oggetto di attacchi.

La lettera afferma la verità in base alla quale l’uomo e la donna sono complementari e che le differenze sessuali sono parte del disegno di Dio per la persona umana. Le tendenze culturali che cercano di cancellare le differenze sessuali in nome di un’uguaglianza radicale e gli esperimenti nel campo della sessualità polimorfa negano la rivelazione divina e possono condurre solo ad una grande infelicità personale.

Il vero linguaggio della storia della salvezza utilizza, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, il linguaggio di un patto tra marito e moglie. Lungi dall’essere un tocco poetico, questo linguaggio riflette il piano di Dio per gli esseri umani e per l’ordinamento della società.

La lettera rappresenta la femminilità, rinnovata dalla vita spirituale, come un dono attivo e dinamico essenziale per la famiglia, la società e la Chiesa. Ciò che il Papa chiama “genio femminile” è un dono d’apertura ad un’altra persona, l’opposto di un chiudersi concentrandosi sui “miei diritti”.

La Chiesa non sostiene una datata concezione della femminilità; promuove, anzi, una presenza attiva e dinamica ed incoraggia le donne ad usare questi doni per preservare la famiglia e costruire una società più umana.

Alcuni commentatori pensano che parlare della presenza femminile non sia discutere seriamente sui doni delle donne. Non capiscono abbastanza il ruolo di Maria, personificazione della realtà femminile e della presenza nella Chiesa. Maria è una persona che si è sacrificata, capace di discernere il volto di Cristo e di vivere l’eredità della Chiesa.

La Chiesa in America, che ancora soffre a causa degli scandali sessuali che hanno fatto sì che si guardi a lei con meno fiducia, potrebbe usare una forte presenza femminile per riacquistare la fiducia dei fedeli ed un senso di armonia nella comunità, profondamente destabilizzata da questi scandali.

Il progresso delle donne, una legittima priorità moderna, sta procedendo in alcuni circoli con un’antropologia limitata, che considera la natura umana malleabile e le differenze sessuali poco importanti. Le donne e gli uomini stanno cercando di ottenere lo stesso potere e le stesse funzioni perdendo così di vista le reali differenze sessuali. E allo stesso tempo negando il bisogno dei doni femminili e ridefinendo la sessualità umana affermano l’equivalenza tra omosessualità ed eterosessualità. Questa strada porta alla distruzione.

Il vero programma delle donne deve essere basato sulla verità, sulla persona umana e sulla sessualità umana. Abbiamo bisogno di più espressioni come questa lettera per spiegare la natura dei doni femminili per non darli mai per scontati.