Un set in miniatura per trasmettere "interattivamente" la fede ai figli

Al Congresso Eucaristico Internazionale alcune esposizioni offrono strumenti catechetici per famiglie

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di Junno Arocho

DUBLINO, giovedì, 14 giugno 2012 (ZENIT.org) – Andando in giro per la Royal Dublin Society, sede del 50° Congresso Eucaristico Internazionale, è possibile trovare una serie di seminari, indirizzi e liturgie che aiutano i partecipanti a sviluppare un amore più profondo verso la Chiesa e il sacramento dell'Eucaristia.

Il congresso ha anche una sala espositiva, dove centinaia di persone provenienti dall'Irlanda e da tutto il mondo possono visionare prodotti utile per l'uso nella liturgia e visualizzare su display informazioni sulle risorse delle missioni in tutto il mondo.

Al centro della sala espositiva, incontriamo Gerry Malone intento a spiegare il suo prodotto a una folla raccolta intorno. Il 52enne irlandese, insieme con la moglie Ann, i figli - compresa Sinead e suo marito Sebastian Kraszkiewicz – e il socio in affari Paul Barnes, ha creato un set in miniatura di arti e mestieri per i bambini chiamato The Jesse Box.

"E 'un modo per aiutare i genitori a raccontare le storie della Bibbia in cui i bambini vengono coinvolti attivamente creando la storia stessa - ha dichiarato a ZENIT - Quello che stiamo cercando di fare è incoraggiare la liturgia familiare, dove i genitori leggeranno un brano della Scrittura".

Spiegando il prodotto, Malone, ha raccontato che lui, Barnes e Kraszkiewicz, sono stati spinti principalmente “dall'importanza di utilizzare la Sacra Scrittura per passare la fede ai loro figli”.

Originariamente, il signor Barnes voleva creare una Natività che richiamasse esteticamente i bambini, in modo da spiegare loro la storia del Natale. L'idea si è poi sviluppata nel narrare la storia in diverse fasi, e ha portato alla fine a raccontare altre storie della Bibbia.

"Abbiamo pregato molto e abbiamo lavorato su questo progetto per due anni e mezzo" ha spiegato. "Noi tre apparteniamo al Cammino Neocatecumenale che è presente nella nostra parrocchia – ha poi raccontato - e nel corso degli anni, con questa comunità, abbiamo ricevuto tante, tante ricchezze riguardo alla comprensione della Chiesa e a ciò che essa dà a tutti. Scoprendo questo, attraverso il Cammino, abbiamo cercato di passare la fede ai nostri figli, ma abbiamo anche visto come in questa società secolarizzata di oggi, sia veramente difficile farlo”.

Alla domanda perché abbiano scelto di lanciare il loro prodotto durante il Congresso Eucaristico, Kraszkiewicz ha risposto che il motivo era dato dal fatto che “i partecipanti al Congresso stanno guardando verso la nuova evangelizzazione e sono alla ricerca di strumenti che spieghino la fede, per aiutare il rinnovamento della Chiesa”.

“Il rinnovamento – ha proseguito - dipende dai giovani che vengono nella nostra chiesa, ed esso non può avvenire se viene a mancare la fede delle nuove generazioni”. Questo, ha aggiunto, “è uno dei motivi per cui abbiamo creato The Jesse Box: volevamo aiutare i genitori a passare la fede ai figli. Se si passa, infatti, la fede ai bambini nelle loro famiglie nessuno potrà mai più portarla via da loro, è un’esperienza che resterà per tutta la vita”. In tal senso, ha detto ancora Kraszkiewicz, il Congresso di Dublino è che “è un posto ideale”.

La gente ha risposto positivamente a questo set in miniatura. Durante il congresso, i membri del Cammino Neocatecumenale, che hanno aiutato il signor Malone nell’esposizione, hanno eseguito un gioco per dimostrare come sia possibile utilizzare The Jesse Box durante una liturgia familiare.

"Quello che facciamo riguarda le origini dell’Eucaristia attraverso la Scrittura, a cominciare dall'esodo durante la notte di Pasqua – ha spiegato Malone -. I partecipanti al congresso sono molto vicini a questa storia e sono rimasti colpiti di come abbiamo usato la Pasqua degli Ebrei per spiegare le radici della nostra Eucaristia".

Parlando poi dell'importanza della liturgia in casa, l’ideatore del box ha sottolineato la necessità di trasmettere la fede ai figli che ha visto nella propria famiglia d’origine. "Ho spesso pensato che altre cose fossero importanti per la mia famiglia – ha affermato - come fare soldi, avere successo e via dicendo. Tutto questo sembrava importante, ma allo stesso tempo passa via velocemente. Quello che ho capito è che ciò che non passa è l'amore di Cristo, ed è il messaggio che voglio trasmettere ai miei figli: che Cristo esiste, ha vinto la morte e vuole renderci partecipi di questa vittoria”.

La fede, ha concluso, “voglio che sia un fondamento per loro. Vedranno molte cose nella loro vita, dovranno affrontare molti problemi nel lavoro, nel matrimonio, o in qualunque altra parte, ma avranno questa roccia a cui possono sempre tornare”. 

[Traduzione dall'inglese a cura di Salvatore Cernuzio]