Un surplus di tenerezza verso Benedetto XVI?

Come noi, papa Ratzinger è affascinato da Pier Giorgio Frassati

Roma, (Zenit.org) Nanda Parmiggiani Salsi | 895 hits

In quel memorabile 20 maggio 1990, giorno in cui si è realizzato un grande sogno di Papa Wojtyla, di Luciana Frassati Gawronska con i figli, e di generazioni di amici di tutto il mondo, ovvero la Beatificazione di Pier Giorgio, anche noi, per un grande dono della famiglia, siamo stati invitati. Eravamo accorsi in molti, e i più fortunati hanno potuto stare vicino all’altare dove Giovanni Paolo II, con la passione di sempre, ha presentato come ‘vivibili nella quotidianità’ le virtù eroiche del giovane, che già prima egli stesso aveva definito: “l’uomo delle otto beatitudini”.

Ma, in quel giorno, ci è stata data anche un’altra gioia: terminata la celebrazione, mentre stavamo scendendo le scale davanti alla Basilica di San Pietro, ci siamo trovati accanto l’allora cardinale Joseph Ratzinger, che ci ha sorriso con la sua delicata “complicità”, lasciando intendere di avere  condiviso di cuore il felice evento. Allora, vista la cordiale semplicità dell’eminente personaggio, da noi sempre seguito con grande ammirazione,  abbiamo osato chiedere: “Eminenza, se per il nostro Circolo Culturale, dedicato a Pier Giorgio, la invitassimo a Correggio per parlare ai giovani, ci farebbe questo onore?”. E, mentre il Suo sguardo ci scrutava con sorridente attenzione, la risposta è stata immediata e carica di simpatia: “Perché no? Se i miei impegni me lo permetteranno, verrò con piacere a Correggio!”. Ma, immediatamente, abbiamo capito come la nostra fosse stata una spontanea, quanto ingenua, speranza! Infatti, non abbiamo neppure tentato di invitarlo, data l’intensità e l’importanza delle responsabilità che erano affidate al Card. Ratzinger, negli anni in cui è stato il braccio destro dell’indimenticabile suo predecessore.

Poi, divenuto Papa, Benedetto XVI ha conservato la sua passione per il nostro Pier Giorgio, non lasciandosi scappare nessuna occasione per presentarlo come modello di vita, specie nel giorno della sua memoria liturgica, il 4 luglio, ogni anno, e in tutti gli incontri con i giovani.  Durante la liturgia della sua Festa, nel 2006, il Santo Padre ha detto: “Rivolgo un affettuoso saluto ai giovani qui presenti alla celebrazione liturgica del Beato Pier Giorgio Frassati: il suo esempio di fedeltà a Cristo e alla Chiesa del suo tempo (e come non sottolineare qui che il Papa,  tanto amato e difeso dal Nostro, portava il nome di Benedetto XV?) susciti in voi, cari giovani, propositi di coraggiosa testimonianza”.  Come alla fine dell’Udienza generale di mercoledì 4 luglio 2007, quando ha detto: “Cari giovani, l’esempio del Beato Pier Giorgio Frassati vi rafforzi nel testimoniare il Vangelo in ogni circostanza della vita, e vi sostenga perché si realizzi nel mondo la civiltà dell’amore, sulla base dell’intima unione con Dio”.

All’Angelus di  Castel Gandolfo del 27 luglio 2008: “Cari fratelli e sorelle, sono rientrato lunedì scorso da Sydney, sede della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Ho ancora negli occhi e nel cuore questa straordinaria esperienza, nella quale mi è stato dato di incontrare il volto giovane della Chiesa. […] Questa Giornata si è trasformata in una nuova Pentecoste, dalla quale è ripartita la missione dei giovani, chiamati ad essere apostoli dei loro coetanei, come tanti santi e beati, ed in particolare il Beato Pier Giorgio Frassati, le cui reliquie, collocate nella Cattedrale di Sydney, sono state venerate da un ininterrotto pellegrinaggio di giovani: ogni ragazza o ragazzo è stato invitato a condividere, come loro, l’esperienza personale di Gesù, che cambia la vita dei suoi amici”.

Non posso qui tacere la straordinaria esperienza, da me vissuta quando la Chiesa e la città di Torino hanno onorato le Spoglie di Pier Giorgio, prima che fossero affidate al Vescovo che le aveva richieste per la GMG di Sydney. Le Spoglie, infatti, riposano in una bara e non in un’urna, in quanto il corpo di Pier Giorgio, morto a ventiquattro anni nel 1925,  a seguito di una ricognizione avvenuta poco prima della Beatificazione, era stato trovato quasi intatto e bellissimo, com’era al momento della morte. Il Card. Severino Poletto, allora arcivescovo di Torino, con la famiglia Frassati Gawronska e con  alcuni rappresentanti della Chiesa australiana, hanno promosso una Veglia di preghiera nel Duomo di Torino, dal pomeriggio del 18 giugno 2008 a tutta la notte. E il mattino seguente, in processione attraverso la città, le Spoglie sono state portate al Cottolengo, dove sono state accolte con tutti gli onori e dove sono seguite altre celebrazioni liturgiche nella bellissima chiesa. Nella tarda mattina, con la Famiglia e con un mezzi  di trasporto speciali, abbiamo accompagnato Pier Giorgio all’aeroporto di Linate dove, dopo una breve cerimonia, è stato trasferito sull’aereo che l’ha condotto a Sydney.

E nell’incontro con i giovani di Torino, il 2 maggio 2010, in occasione dell’ostensione della Sindone, così si è espresso Benedetto XVI:  “Cari giovani, vi saluto con grande affetto e vi ringrazio per l’accoglienza e per l’entusiasmo della vostra fede. Attraverso di voi saluto l’intera gioventù di Torino e delle diocesi del Piemonte, con una preghiera particolare per i giovani che vivono situazioni di sofferenza, difficoltà e di smarrimento... Cari amici, l’amore di Cristo non è un amore confinato nel passato, non è un’illusione, non è riservato a pochi… Questa sera non posso non parlarvi di un giovane della vostra Città: il beato Pier Giorgio Frassati, la cui esistenza fu avvolta interamente dalla grazia e dall’amore di Dio e fu consumata, con serenità e gioia, nel servizio appassionato ai fratelli. Giovane come voi, visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace. Un ragazzo affascinato dal Vangelo delle Beatitudini, che sperimentò tutta la gioia di essere amico di Cristo, di sentirsi in modo vivo parte della Chiesa. Cari giovani, abbiate il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita! “Vivere e non vivacchiare”, ripeteva Pier Giorgio Frassati. Come lui, scoprite che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa! Il percorso spirituale del beato Pier Giorgio ricorda che il cammino dei discepoli di Cristo richiede il coraggio di uscire da se stessi, per seguire la strada del Vangelo. Questo esigente cammino dello spirito voi lo vivete nelle parrocchie e nelle altre realtà ecclesiali. Siate testimoni di Cristo in questo nostro tempo!”.

L’ultima citazione al caro Protettore del nostro Circolo Culturale è recentissima: è nel Discorso di Benedetto XVI alla Delegazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (17 dicembre 2012), dopo le olimpiadi di Londra: “Cari amici, in questo Anno della fede, vorrei sottolineare che l’attività sportiva può educare la persona anche all’”agonismo” spirituale, cioè a vivere ogni giorno cercando di far vincere il bene sul male, la verità sulla menzogna, l’amore sull’odio, e questo prima di tutto in se stessi. Anche il mondo dello sport può essere considerato un moderno ‘cortile dei gentili’, un’opportunità preziosa di incontro aperto a tutti, credenti e non credenti. […] Vorrei concludere ricordando la luminosa figura del beato Pier Giorgio Frassati: un giovane che univa in sé la passione per lo sport – amava specialmente le ascensioni in montagna – e la passione per Dio. Vi invito, cari atleti, a leggere una sua biografia: egli ci mostra che essere cristiani significa amare la vita, amare la natura, ma soprattutto amare il prossimo, in particolare le persone in difficoltà. Auguro anche a ciascuno di voi di gustare la gioia più grande: quella di migliorare giorno dopo giorno, riuscendo ad amare sempre un po’ di più”.

Vorrei però sottolineare che, quanto ho scritto fin qui, non basta a soddisfare il mio  profondo desiderio di manifestare la più grande riconoscenza a Benedetto XVI perché, dal momento in cui lo Spirito Santo lo ha  eletto a Pontefice, sono stata ‘catturata’ dalla sua pacata sicurezza e dall’umile ma consapevole suo coraggio. Dalla sua potenza logica e dialogica, nonché dall’amorevole nobiltà d’animo, che traspare da tutta la sua Persona. Da lui ho ricevuto straordinaria forza e nuove grandi ‘ragioni’ per crescere nell’amore di Dio e degli uomini e far sì che la mia fede s’incarni nella cultura, per essere maggiormente vissuta e testimoniata.