Una carmelitana compagna di Edith Stein si è incontrata con Benedetto XVI

Chiedendogli di dichiarare la santa tedesca Dottore della Chiesa

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COLONIA, venerdì, 26 agosto 2005 (ZENIT.org).- Benedetto XVI si è incontrato a Colonia con l’ultima religiosa in vita ad essere stata compagna di Edith Stein – Santa Teresa Benedetta della Croce (1891-1942) –, martirizzata ad Auschwitz e che ha vissuto buona parte della sua vita consacrata nel Carmelo della città che ha ospitato la recente Giornata Mondiale della Gioventù.



Nel corso dell’incontro, suor Teresia Margareta Drügemöller, ha presentato una richiesta al Papa: “ Desidero tanto che Lei dichiari Edith Stein Dottore della Chiesa”.

Il Pontefice avrebbe quindi risposto: “Ogni cosa ha bisogno del suo cammino, ma prenderò in considerazione tale richiesta”.

L’incontro ha avuto luogo in seguito all’invito di partecipazione inoltrato dal Vescovo di Roma per la messa privata celebrata, il 20 agosto mattina, nella cappella dell’Arcivescovato di Colonia insieme a venti rappresentanti dei religiosi e delle religiose di questa Arcidiocesi.

Fra gli invitati figurava anche la Priora del Carmelo di Colonia, suor Ancilla, la quale ha insistito ad essere accompagnata da una monaca, suor Teresa Margarita, compagna di Edith Stein durante il noviziato e durante tutto il tempo della sua permanenza nel Carmelo di questa città tedesca.

A dare notizia dell’incontro è stato l’Ordine dei Carmelitani Scalzi (http://www.ocd.pcn.net), aggiungendo anche come commento: “Quest’incontro, tanto intimo e personale con il Papa, è stato il più bel regalo che lei potesse ricevere, proprio nel giorno in cui compiva 95 anni d’età”.

Suor Teresia Margareta è stata la prima a farsi promotrice della beatificazione di Edith Stein già negli anni ‘50, quando cominciò a raccogliere documenti, lettere e fotografie, mettendo così le basi dell’attuale archivio “Edith Stein” contenuto nel Carmelo di Colonia.

Circa l’incontro con il Santo Padre, la stessa Priora ha affermato in una lettera: “Siamo rimaste molto impressionate dalla semplicità accogliente e ben nota del Papa, nonché dalla sua profonda interiorità”.

Nata nel 1891 a Breslavia, da famiglia ebrea, filosofa ed alunna e poi assistente di Edmund Husserl, docente a Münster, Edith Stein si convertì al cattolicesimo nel 1922 e nel 1933 vestì l’abito carmelitano a Colonia con il nome di suor Teresa Benedetta della Croce. Arrestata e deportata ad Auschwitz dai nazisti, morì nel 1942.

Successivamente, proclamata beata il 1° maggio 1987 a Colonia, nel corso della visita pastorale di Giovanni Paolo II in Germania, la Stein è stata canonizzata undici anni dopo, a San Pietro, l’11 ottobre 1998.

Edith Stein è stata una delle patrone della XX edizione della Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Colonia dal 16 al 21 agosto.

Oltre ad essere menzionata pubblicamente in quattro discorsi ufficiali tenuti da Benedetto XVI, durante il suo viaggio apostolico in Germania, alla santa martire carmelitana sono state dedicate alcune delle attività della GMG: vigilie di preghiera, Via Crucis, una mostra fotografica, uno spettacolo teatrale, sessioni accademiche e, soprattutto, celebrazioni eucaristiche.

Tuttavia è stata ricordata in maniera particolare nell’attuale monastero delle Carmelitane, che si trova in via “Vor den Siebenburgen”, luogo originario della prima fondazione nel 1637.

Sebbene il monastero sia stato soppresso in diverse occasioni per essere trasferito in altri luoghi della città - per cui Edith Stein non ha mai vissuto nell’attuale edificio -, tuttavia è pur sempre questa la comunità che a suo tempo l’aveva accolta e nella quale ha vissuto fino alla sua fuga in Olanda, avvenuta il 31 dicembre 1938.

Prima di lasciare Colonia, però, Edith Stein ha voluto passare per il luogo della primitiva fondazione, per venerare la statua della “Madonna della Pace”, titolare del monastero, e per pregare nella cripta davanti alle tombe delle fondatrici.

Durante la GMG la chiesa della comunità si è trasformata in un luogo di adorazione perpetua, aperto giorno e notte, sul modello della spiritualità di Edith Stein che ha fatto dell’adorazione e della Croce gli aspetti più caratterizzanti della sua santità.

Grazie alla generosità del vicino Istituto “Max Plance”, il monastero ha potuto accogliere gruppi e offrire conferenze in diverse lingue.