Una Chiesa chiusa in sè stessa, è una Chiesa malata

In una lettera ai vescovi argentini riuniti in Assemblea Plenaria, papa Francesco esorta ad una pastorale missionaria. Si scusa poi per la sua assenza dovuta a "impegni assunti di recente"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 862 hits

L’invito ad uscire da sé stessi ed andare verso le periferie dell’esistenza è il filo conduttore di tanti discorsi di papa Francesco. Ancora una volta il Pontefice ha ribadito tale esortazione in una lettera inviata ai vescovi dell’Argentina, in cui ha sollecitato la Chiesa a portare avanti una pastorale "completamente missionaria", evitando il rischio di chiudersi in sè stessa e, dunque, di "ammalarsi”.

Gli ex colleghi nell’episcopato di Bergoglio sono in questi giorni riuniti al Santuario della Madonna del Pilar per l’Assemblea Plenaria che si svolgerà fino al 20 aprile. Un appuntamento importante, che l'arcivescovo di Buenos Aires non ha mai mancato. Tanto che, nella lettera, il Papa si scusa per la sua assenza, causata – scrive con ironia – da “impegni assunti di recente che mi trattengono”. "Suona bene?" aggiunge il Santo Padre con grande humour, riferendosi all’elezione al Soglio Pontificio e al governo della Chiesa universale.

Secondo quanto riferito dalla Radio Vaticana, il Pontefice ha rivolto parole affettuose ai presuli, indicando come riferimenti per le giornate di lavoro il documento conclusivo della conferenza dei Vescovi latinoamericani (Aparecida 2007) e “Prendere il largo” della Conferenza Episcopale Argentina. L’impulso è sempre lo stesso:  “andare verso le periferie esistenziali e crescere nella parresia”, cioè nella piena libertà di parola.

“Una Chiesa che non esce fuori da se stessa – scrive papa Francesco - presto o tardi, si ammala nell'atmosfera viziata delle stanze in cui è rinchiusa”. È vero che uscendo cresce il rischio di incorrere in un incidente, ma – sottolinea il Santo Padre – “preferisco mille volte di più una Chiesa incidentata che ammalata”.

La Chiesa è continuamente a rischio di contagio, e la sua malattia, secondo il Pontefice, ha un nome: “l’autoreferenzialità, guardare a sé stessi, ripiegati su sé stessi”. Addirittura il Papa parla di “narcisismo che conduce alla mondanità spirituale e al clericalismo sofisticato”. Un veleno questo, che non consente di assaporare “la dolce e confortante gioia dell'evangelizzare”.

La lettera si conclude con l’abbraccio fraterno del Successore di Pietro ai vescovi. Nelle ultime righe, poi, il Pastore del mondo si appella per l’ennesima volta al suo popolo per una speciale richiesta: “Pregate per me affinché non mi inorgoglisca e sappia ascoltare ciò che Dio vuole e non ciò che voglio io”.

Da parte sua l’episcopato argentino ha reso noto in una nota diffusa durante l'Assemblea, ripresa sempre dalla Radio Vaticana, che tutti i vescovi argentini “si rallegrano per l'elezione di papa Francesco, primo Pontefice loro connazionale”. Nell’agenda della Plenaria, oltre alle questioni principali come la riforma del Consiglio della Magistratura, sono presenti altri temi, tra cui l’elezione di papa Francesco, ed i preparativi per il IV Congresso Missionario nazionale che si aprirà a Catamarca il 17 agosto 2013.