Una Chiesa più "snella" per evangelizzare il mondo

Secondo l'Arcivescovo di Atene, la Chiesa per annunciare il Vangelo deve abbandonare molte usanze del medioevo europeo, tenendo però immutabile la sua dottrina e la sua vera Tradizione

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di mons. Nikolaos Foskolos

CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 15 dicembre 2012 (ZENIT.org) - Riportiamo di seguito il discorso di S.E.R. Mons. Nikolaos Foskolos, Arcivescovo di Atene, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad Nutum Sanctae Sedis" di Rhodos (Grecia), alla Nona Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi (13 ottobre 2012).

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La Chiesa, per annunziare il Vangelo agli uomini del ventunesimo secolo, deve tener conto della prima evangelizzazione fatta dagli Apostoli. In molte regioni del mondo si ripetono le stesse difficoltà che ha affrontato p.es. San Paolo in Atene e a Corinto.

Per evangelizzare il mondo la Chiesa deve essere più “snella”: come Davide non ha potuto affrontare Golia con le armi pesanti dategli da Saul, così la Chiesa deve abbandonare molte usanze del medioevo europeo (strutture materiali e spirituali, modo di parlare, consuetudini “del tempo che fu” ecc.) e, come Corpo mistico del Cristo Risorto, annunziare al mondo moderno il Vangelo della salvezza, tenendo immutabile la sua dottrina e la sua vera Tradizione.

Deve agire non come una potenza mondiale né come una potenza europea, ed offrire al mondo il Vangelo, l'annunzio gioioso, predicando a tutti il Cristo morto e risorto in modo chiaro e senza equivoci, come hanno fatto gli Apostoli e i grandi missionari, come ad esempio San Francesco Saverio.