Una evangelizzazione attraverso l’emigrazione è quanto auspica il Pontefice

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì 19 aprile 2004 (ZENIT.org).- Sabato 17 aprile Giovanni Paolo II ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Congresso Internazionale promosso dall’Unione Cristiana Enti Tra e Per i Migranti Italiani (U.C.E.M.I.).



L’UCEMI è nata il 20 marzo 1975 dalla fusione dell’UCEI (Ufficio Centrale Emigrazione Italiana, trasformato ora in Fondazione Migrantes), del CRAIES (Centro regionale assistenza Immigrati ed emigrati Sardi) e della FACIA (Federazione Associazioni Cattoliche in Argentina).

Riunitasi in assemblea ordinaria dal 15 al 17 aprile a Roma, presso la "Casa de la Salle" in via Aurelia, 476, l’UCEMI ha ricordato le caratteristiche della propria esistenza: l’associazionismo degli italiani nel contesto proprio delle parrocchie italiane e delle Missioni Italiane nel mondo.

Il Santo Padre ha salutato cordialmente l’UCEMI rivolgendo “un pensiero affettuoso a tutte le comunità di migranti italiani sparse nel mondo”.

Dopo aver ringraziato il Presidente dell’Unione, il signor Adriano Degano, il Pontefice ha poi affermato: “Voi operate nelle numerose associazioni cristiane degli emigrati, ben inseriti nelle comunità parrocchiali, in spirito di fraterna e generosa collaborazione”.

“Di questo mi rallegro, e vi incoraggio a coltivare sempre la dimensione religiosa dei vostri sodalizi, per tener vivi i valori ereditati dai padri e trasmetterli alle nuove generazioni”.

In questo modo, ha precisato il Papa “voi offrite un contributo importante all’evangelizzazione. Essa, infatti, come già in passato, anche nella nostra epoca è strettamente legata ai fenomeni migratori”.

“Vi esorto a far sì che la vostra fede sia sempre accompagnata dalla testimonianza di amore fraterno e dalla fattiva attenzione a quanti si trovano in difficoltà”, ha poi invocato Giovanni Paolo II prima di concludere affidando le rispettive associazioni a Maria Santissima, quale Madre dei Migranti.