Una fiaccolata per ricordare la bellezza della Chiesa del Concilio

Il Presidente dell'Azione Cattolica Italiana, Franco Miano, racconta l'evento dell'11 ottobre che celebra l'inaugurazione dell'Anno della Fede e il 50° anniversario dell'apertura del Vaticano II

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di Salvatore Cernuzio

ROMA, domenica, 7 ottobre 2012 (ZENIT.org) – Cinquant'anni fa, la sera dell’11 ottobre, piazza San Pietro presentava uno scenario suggestivo. Sotto la finestra del Palazzo Apostolico, infatti, una moltitudine silenziosa di fedeli, giunta da Castel Sant’Angelo, era riunita con le fiaccole in mano per celebrare l’apertura del Concilio Vaticano II. Quest’anno la storia si ripete. Giovedì 11 ottobre, alle 19, l’Azione Cattolica Italiana, in collaborazione con la Diocesi di Roma, ha organizzato una grande fiaccolata per vivere in gioia e comunione l'inaugurazione dell’Anno della Fede e commemorare il 50° dell'apertura del Vaticano II. “La Chiesa bella del Concilio” è il titolo di questo evento, di cui Franco Miano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica, ha raccontato a ZENIT ogni dettaglio.

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Dott. Miano cosa ha ispirato questa iniziativa?

Franco Miano: L’11 ottobre è il giorno in cui Benedetto XVI inaugurerà l’Anno della Fede. Quindi ci è sembrato importante sottolineare questo evento con un segno simbolico quale può essere un momento di preghiera e una fiaccolata. Il Papa ha scelto questo giorno per mettere l’Anno della Fede in connessione con il Concilio Vaticano II che proprio l’11 ottobre celebra il 50° anniversario della sua apertura.

Inoltre è da ricordare che cinquant’anni fa, l’Azione Cattolica del tempo organizzò una fiaccolata per celebrare l’inizio dell’assise conciliare e Giovanni XXIII si affacciò alla finestra facendo quel noto e bellissimo “Discorso alla Luna”. Noi quindi vogliamo ribadire, dopo tanti anni, il nostro impegno per il Concilio e per annunciare la fede in questo tempo con Benedetto XVI.

Quindi un “tuffo nel passato” ricordando la fiaccolata di cinquanta anni fa, ma anche un’occasione per guardare al futuro….

Franco Miano: Esattamente, uno sguardo al passato per vedere meglio il futuro! Il modo migliore per onorarne la memoria è impegnarsi nell’attuazione degli insegnamenti fondamentali del Vaticano II che ci vengono riproposti in questo tempo di Nuova Evangelizzazione.

Come si svolgerà la serata?

Franco Miano: Partendo da Castel Sant’Angelo, ci recheremo lungo tutta via della Conciliazione, per arrivare a piazza San Pietro dove attenderemo il saluto e la benedizione del Santo Padre. Ci sarà il saluto del cardinale Agostino Vallini, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, e l’accoglienza da parte mia come Presidente nazionale e dell’assistente ecclesiale, il vescovo Domenico Segalini. Celebreremo quindi due segni fondamentali: l’Anno della Fede e il 50esimo anniversario del Concilio. Segni diversi, ma che insieme esprimono un solo grande desiderio: proporre, come Azione Cattolica, in collaborazione con la Diocesi di Roma, una manifestazione aperta a tutti per raccontare le meraviglie di Dio oggi.

Chi parteciperà alla fiaccolata?

Franco Miano: Sono stati invitati tutti. È un evento libero da condividere insieme, che vorrei fosse il simbolo del popolo di Dio che si ritrova intorno al Papa per gridare la gioia di poter annunciare la Fede oggi.

Tra i vari impegni, lei partecipa come Uditore anche al Sinodo dei Vescovi per la Nuova Evangelizzazione che ha preso il via proprio oggi. Quali sono le sue aspettative riguardo a questa grande Assemblea e quale contributo porterà?

Franco Miano: Innanzitutto vorrei dire che sono onorato di poter partecipare a questo evento così significativo. Le mie aspettative sono le stesse che hanno guidato il cammino di questi anni: uscire come Chiesa e individuare le linee fondamentali dell’annuncio del Vangelo per il tempo che ci troviamo di fronte. Sarà, dunque, un’occasione per metterci in ascolto e scoprire insieme la presenza di Dio oggi, in modo da poter tirare fuori il desiderio di trascendenza dell’uomo del nostro tempo che molte volte, purtroppo, è sopito, nascosto, ma che invece ha bisogno di essere portato alla luce.

Con che spirito l’Azione Cattolica ha accolto la difficile sfida della Nuova Evangelizzazione?

Franco Miano: Nell’ultimo anno, noi dell’Azione Cattolica abbiamo cercato di sottolineare l’impegno dei laici a portare la Nuova Evangelizzazione nella vita quotidiana delle comunità parrocchiali, delle famiglie, delle associazioni. L’evangelizzazione, infatti, ha bisogno di partire dalla quotidianità, dalla capacità, cioè, di trasformare la vita di tutti i giorni connettendola alla fede.

Per questo motivo, l’impegno principale dell’ACI è stato la qualificazione della sua proposta formativa in una nuova visione che interessa l’integralità della persona umana, dove la dimensione della fede è centrale. L’annuncio del Vangelo ha sempre a che fare con la cultura e spero che il Sinodo possa dare un nuovo impulso in tal senso.

In quali progetti vi state impegnando in vista dell’Anno della Fede?

Franco Miano: Stiamo cercando di integrare le esperienze territoriali, parrocchiali, cittadine di tutti i nostri gruppi “aprendoli” ad altre nuove persone. L’obiettivo è di renderli luoghi di incontro e di apertura al senso del vero e della trascendenza, e soprattutto di aiutare le persone a crescere nella fede e incontrare il Signore.

L’Azione Cattolica conta, infatti, numerosi gruppi, diffusi sull’intero territorio nazionale in ogni diocesi italiana. Essi si rivolgono a tutte le età della vita: dai piccolissimi dai 4 anni in su, agli adolescenti, le famiglie, le persone sposate e non sposati, gli anziani e via dicendo. Grazie al Forum internazionale, inoltre, l’Azione Cattolica è diffusa in tanti paesi del mondo. Questo permette di portare il respiro della Chiesa universale nella vita della Chiesa locale, favorendo anche una significativa testimonianza comunitaria.

Alla luce di quanto detto, c’è un appello che vorrebbe fare?

Franco Miano: Sì, di impegnarsi nella Nuova Evangelizzazione, ognuno portando il suo contributo, secondo il dono ricevuto. Noi come ACI cerchiamo di fare la nostra parte qualificando il rapporto tra la Chiesa locale, i nostri Paesi e le nostre realtà con la Chiesa universale. Vorremmo quindi che anche tutte le altre persone ci accompagnassero in questo cammino. 

Spero poi che tutto questo si possa riflettere nella fiaccolata dell’11 sera. Rinnovo, perciò, l’invito a tutti i fedeli, i movimenti, le parrocchie, le associazioni, i giovani, a essere presenti giovedì prossimo, per camminare insieme verso il Santo Padre in un vero spirito di comunione.