"Una grandissima risorsa per un'umanità stanca e invecchiata"

Il saluto del rettore della Lateranense al Seminario interdisciplinare dell'area di ricerca di studi per lo sviluppo della cultura africana

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ROMA, lunedì, 19 novembre 2012 (ZENIT.org).– Riprendiamo il saluto rivolto questa mattina dal rettore magnifico della Pontificia Università Lateranense, monsignor Enrico dal Covolo, ai partecipanti al Seminario interdisciplinare dell'area di ricerca di studi per lo sviluppo della cultura africana.

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Signor Presidente della Repubblica del Benin,
Eminenze ed Eccellenze Reverendissime,
Signori Ambasciatori,
Autorità religiose, accademiche e civili,
Professori e Studenti.

Sono molto onorato di potervi accogliere presso la Pontificia Università Lateranense, meglio conosciuta come l’Università del Papa.

E’ questo, signor Presidente, un privilegio che apprezzo sentitamente, mentre La ringrazio fin d’ora per le parole che ci rivolgerà, e che illumineranno di luce nuova il cammino di studio della nostra Area di ricerca per lo sviluppo della cultura africana.

Rivolgo lo stesso caloroso benvenuto alle loro Eminenze Reverendissime il Card. Robert Sarah e il Card. Polycarp Pengo, al professor Martin Nkafu, Direttore dell’Area di ricerca, agli illustri Relatori e Moderatori, e a tutti che voi che partecipate.

Durante questa giornata il nostro desiderio è anzitutto quello di far eco allo straordinario viaggio apostolico che il Santo Padre ha compiuto in Benin lo scorso novembre 2011, per consegnare in terra africana l’Esortazione Apostolica post-sinodale Africae Munus.

Uno dei temi che il Papa ha segnalato come cruciale nel suo viaggioin Benin è stato quello della celebrazione dell’Africa come continente della speranza, nel commosso ricordo di un “campione della speranza”, quale fu il cardinale Bernardin Gantin (1922-2008), predecessore dello stesso cardinale Joseph Ratzinger come decano del Collegio cardinalizio e sincero amico dell’attuale Pontefice, come nel corso del viaggio è stato più volte ricordato.

I problemi politici, economici e religiosi dell’Africa sono immensi, e Benedetto XVI, come si è visto, non ha mancato di farne un inventario realistico, e pur sempre aperto alla speranza.

Ha voluto – perfino con espressioni più impegnative rispetto al precedente viaggio in Camerun e Angola del 2009 – sottolineare gli aspetti migliori dello spirito africano: uno spirito giovane, che rappresenta una grandissima risorsa per un’umanità stanca e invecchiata. Ai giornalisti nel volo che lo portava in Africa il Papa ha fatto notare che «questa freschezza del sì alla vita che c’è in Africa, questa gioventù che esiste, che è piena di entusiasmo e di speranza, anche di umorismo e di allegria, ci mostra che qui c’è una riserva umana, c’è ancora una freschezza del senso religioso e della speranza; c’è ancora una percezione della realtà metafisica, della realtà nella sua totalità con Dio: non questa riduzione al positivismo, che restringe la nostra vita e la fa un po’ arida, e anche spegne la speranza. Quindi direi un umanesimo fresco, che si trova nell’anima giovane dell’Africa, nonostante tutti i problemi che esistono e che esisteranno, mostra che qui c’è ancora una riserva di vita e di vitalità per il futuro, sulla quale possiamo contare».

Come segno concreto di questa memoria che oggi vogliamo fare, ho l’onore di anticipare che sarebbe intenzione di questa Università – qualora le circostanze si mostraassero favorevoli – di procedere all’istituzione della Cattedra Cardinale Bernardin Gantin nella medesima Area di Ricerca per lo sviluppo della cultura africana.

L’obiettivo specifico di tale Cattedra dovrebbe essere “l’impegno cristiano per la socializzazione politica in Africa”, obiettivo già perseguito in maniera feconda attraverso due pubblicazioni promosse dall’Ambasciata del Benin presso la Santa Sede. Il primo volume è intitolato “Il Benin e la Santa Sede”; l’altro volume riguarda il viaggio del Papa “Benedetto XVI in Benin”.

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di presentare entrambe le pubblicazioni in questa stessa Università nello scorso mese di ottobre.

Mentre Le rinnovo, Signor Presidente, la mia personale gratitudine per il dono della Sua presenza, auguro a tutti i presenti un’intensa e fruttuosa giornata di studio.

+ Enrico dal Covolo