Una mano sparò ed una mano deviò il proiettile

Nel libro "Accanto a Giovanni Paolo II" (edizioni ARES), il cardinale Deskur parla dell'attentato al Pontefice nel maggio del 1981

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Wlodzimierz Redzioch | 507 hits

“Satana usò certamente la mano di Alì Agca, ma ci fu un’altra mano che deviò il proiettile. Ed era la mano della Madonna”. Così mi rispose il cardinale Andrzej Maria Deskur quando gli chiesi chi aveva organizzato l’attentato a Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981.

Secondo Deskur, Giovanni Paolo II era convinto che fosse stata Maria a salvarlo. “Durante il suo secondo soggiorno al Policlinico Gemelli nel mese di luglio 1981  – ha raccontato il porporato nel libro "Accanto a Giovanni Paolo II" (edizioni ARES) – Wojtyla si fece portare la busta con il testo originale del “terzo segreto di Fatima” scritto da suor Lucia.

"Egli colse la coincidenza fra il giorno in cui avevano tentato di ucciderlo e l’anniversario della prima apparizione della Vergine. Da quel giorno il Papa, parlando dell’attentato, diceva sempre: 'Una mano ha sparato e un’altra ha guidato la pallottola'”.

Ma chi è stato il cardinale Deskur, e cosa c’entra con Giovanni Paolo II? Subito dopo l’elezione di al soglio di Pietro, il Pontefice polacco si recò privatamente all’ospedale Gemelli per visitare il suo amico colpito da ictus. Fu il primo “viaggio” del Papa a Roma. In quell’occasione Egli pronunciò un breve discorso, in cui diceva tra l’altro: “Sono venuto qui per visitare il mio amico, il mio collega, il vescovo Andrzej Deskur, presidente della Pontificia Commissione delle Comunicazioni Sociali, da cui ho ricevuto tanto bene e tanta amicizia, e che dal giorno precedente il conclave, è finito in ospedale in gravi condizioni. Volevo fargli la visita, ma non soltanto a lui, anche a tutti gli altri ammalati…”.

In questo modo il mondo ha scoperto l’amicizia di due grandi Polacchi: Karol Wojtyła e Andrzej Maria Deskur. Il cardinale Deskur, un nobile polacco d’origine francese, prima dell’elezione alla Cattedra di Pietro dell’Arcivescovo di Cracovia, è stato uno dei più importanti personaggi polacchi della Curia Romana.

Dal 1952 il suo nome è legato ai pontifici dicasteri che si occupano dei mass media (prima alla Pontificia Commissione per la Cinematografia, poi alla Pontificia Commissione per le Comunicazioni Sociali e finalmente al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali).

Mons. Deskur fu teologo del Concilio Vaticano II e membro della commissione che preparò il Decreto Conciliare Inter Mirifica sugli strumenti della comunicazione sociale. Fu uno dei promotori della Sala Stampa Vaticana; fu grazie ai suoi sforzi che andò in onda la prima trasmissione via satellite a carattere religioso attraverso la stazione radio “Radio Veritas” che trasmetteva i programmi religiosi per Asia ed Oceania.

Il porporato visitò più di 70 Paesi per sensibilizzare i vescovi di tutto il mondo ai problemi della moderna comunicazione religiosa, e fu uno dei pochi ecclesiastici ad introdurre realmente la Chiesa nel nuovo mondo dei mass media. In tutti quegli anni, rimase in stretto contatto con il suo amico di seminario Karol Wojtyła.

Il cardinale Deskur è salito in cielo il 3 settembre del 2011. Non sarà presente alla canonizzazione del suo caro amico, anche se aveva capito già tutto. Quando lo si incontrava ricordava di avere sempre in mente cosa avevano scritto sulla porta del giovane seminarista di Cracovia: “Karol Wojtyła: futuro santo”.