Una marcia per cambiare l'Europa

Carlo Casini invita i partecipanti alla Marcia per la Vita, che si svolgerà a Roma il 12 maggio, a mobilitarsi per risvegliare il continente firmando per l'iniziativa "Uno di Noi"

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 375 hits

La “Marcia per la vita” organizzata a Roma per domenica 12 maggio avviene mentre si sta sviluppando in tutta Italia ed in Europa l’iniziativa dei cittadini europei denominata “Uno di noi”, con la quale viene chiesto alle istituzioni europee di riconoscere la dignità di ogni essere umano fin dal concepimento.

Perciò il presidente del Movimento per la Vita italiano, Carlo Casini, ha chiesto agli organizzatori della marcia romana, alla quale lui stesso parteciperà, di inserire la loro iniziativa nel contesto di quella europea e di raccogliere le adesioni ad “Uno di noi” tra tutti i partecipanti alla marcia e, contemporaneamente, di manifestare anche in favore dell’iniziativa dei cittadini europei.

L’iniziativa “Uno di noi” punta a raccogliere almeno un milione di firme in sette paesi europei per riconoscere la vita fin dal concepimento e chiedere all’Europa di non finanziare più le associazioni che promuovo l’aborto nel mondo e non promuovere le ricerche mediche che vanno a ledere la dignità della vita nascente.

Carlo Casini, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo sarà presente alla Marcia per la Vita, così come sara presente al convegno che la precede all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Al convegno ed alla marcia ci sarà inoltre la giunta esecutiva del Movimento per la vita.

Secondo Casini, che è pure Presidente del MpV, “la marcia è certamente una cosa buona, anche se sarebbe un errore considerarlo come l’unico strumento per costruire una nuova cultura della vita”.

"È una cosa buona", tant’è vero che anche il Movimento per la Vita ogni anno, dal 1979 in poi, a maggio, ha organizzato manifestazioni pubbliche, marce comprese, a livello nazionale e locale. Purtroppo le marce da sole, in America come in Europa, non sono riuscite a cambiare la legislazione.

“In Italia - spiega Casini - non è stata la legge 194 a ridurre il numero degli aborti, come dicono mentendo, i suoi sostenitori, ma - se riduzione vi è stata – la causa va ricercata nell’azione quotidiana e persistente del Movimento per la vita e dei centri di Aiuto alla Vita, che hanno continuato ad aiutare le mamme a credere nella vita”.

“La marcia è cosa buona, ma non deve essere solo funzionale ai militanti. Per il presidente del MpV, va incastonata in un lavoro più vasto, quotidiano e durevole. In certo modo essa deve essere finalizzata alla promozione della cultura della vita”.

“Come non vedere – ha precisato Casini – gli effetti durevoli della grande manifestazione fiorentina del 17 maggio del 1986 (con Madre Teresa e Chiara Lubich) che ha dato origine a quell’annuale concorso europeo che ha coinvolto un milione di giovani? Se si cerca l’effetto mediatico, come non considerare le parole pronunciate dal Santo Padre che hanno avuto eco nei media in occasione dei nostri numerosi incontri di maggio con i pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI?”.

Proprio per inserire la marcia in un contesto più ampio, il Presidente del MpV ha proposto di unire tutte le associazioni pro vita italiane ed europee in un incontro che si svolgerà a Roma il 15 di giugno. Tale incontro andrebbe a coordinarsi con la celebrazione dell’enciclica Evangelium vitae, nell’Anno della Fede, organizzata da Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, con il titolo “Credendo abbiamo la vita”.

A tale proposito si legge nella pagina  dell’Anno delle Fede (http://www.annusfidei.va/content/novaevangelizatio/it/eventi/giornataevangeliumvitae.html) che l'incontro del 15 e 16 giugno a Roma, offrirà ai fedeli di tutto il mondo l'opportunità di riunirsi, insieme al Santo Padre, in una comune testimonianza del valore sacro della vita: la vita degli anziani, degli ammalati, degli agonizzanti, dei non ancora nati, di coloro che vivono afflitti fisicamente e mentalmente e di tutti coloro che si trovano nella sofferenza.

Monsignor Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione ha affermato: “Questo evento sarà anche l'occasione per celebrare, affermare e incoraggiare coloro che così dolcemente si abbandonano a seguire i passi del Buon Pastore provvedendo ai bisogni fisici, emozionali, psicologici e spirituali di chi è anziano, disabile, ammalato, non nato o sofferente”.

“La nostra speranza – ha aggiunto mons. Fisichella - è che il numero dei fedeli riuniti in Piazza San Pietro sia così grande da far sentire a tutto il mondo la nostra corale espressione del vero cuore della missione redentrice di Gesù: “Io sono venuto perchè abbiano la vita, e l'abbiano in abbondanza (Gv 10:10, cfr Evangelium Vitae, 1)”.