Una nuova e creativa evangelizzazione

Il presidente del Rinnovamento nello Spirito racconta il presente e il futuro del grande progetto di evangelizzazione che segna l'anno giubilare del movimento

| 1097 hits

di Salvatore Cernuzio

ROMA, martedì, 4 settembre 2012 (ZENIT.org) - Anche Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, ha incontrato ZENIT al termine della conferenza stampa in Campidoglio, raccontando i “retroscena” dell'evento "10 Piazze per 10 Comandamenti" e anticipando qualche novità sui progetti futuri del movimento carismatico.

***

Lei ha ribadito più volte la volontà di non svolgere questo evento in un luogo chiuso come, ad esempio, una parrocchia, ma in uno spazio pubblico. Per quale motivo è stata scelta proprio la piazza?

Salvatore Martinez: La piazza è per definizione il luogo d’incontro, dove la gente dialoga, riflette, passeggia spensierata o a volte anche litiga. Questo luogo ha tanti significati, ma pochi contenuti. Noi vorremo riempirla di questi, anzi – seguendo anche un’antica tradizione greca – vogliamo condividere degli ideali alti.

Non c’è un luogo più amorfo che poi acquista una sua forma come la piazza infatti. Una Chiesa è un luogo talmente connotato che non avrebbe potuto creare quell’effetto sorpresa, quella dimensione nuova e creativa di coinvolgere anche le persone che in Chiesa neanche entrano o che non si sentono attratti da temi religiosi.

Andiamo quindi in un luogo per definizione neutro, ma che evoca atteggiamenti e costumi che se ri-centrati ad un Comandamento, come nel nostro caso, possono dare alla piazza un volto originale e lasciare magari un segno anche alla stessa città.

E' interessante la scelta di far dividere il palco a cardinali, vescovi, attori, musicisti e subito dopo a famiglie e giovani per così dire “normali, comuni”…

Salvatore Martinez: Testimonial e testimoni! Il testimonial impegna la propria fama, la propria capacità di essere ascoltato e di suscitare identificazione. C’è quindi in lui la forza delle idee. Nel testimone, invece, c’è la forza della propria esperienza, di come quel comandamento può aver realmente incrociato la vita di quella persona e cosa di buono ha regalato avervi aderito.

Nella serata di sabato a Roma, ad esempio, parleremo della storia di Chiara Corbella, questa straordinaria ragazza, scomparsa a giugno, che ha rimandato le cure del tumore per dare la vita al proprio bambino. In questo caso sarà quindi la testimonianza di una famiglia giovane, ma ci saranno poi, negli altri incontri, le esperienze forti, di vita vera, di ragazzi, anziani e via dicendo.

Spiritualità, comunione, manifestazioni di gioia attraverso anche la musica e la cultura. Quanto questo evento rappresenta lo spirito che il movimento carismatico di cui lei è presidente ha maturato in questi 40 anni?

Salvatore Martinez: Direi che ci sono un po’ tutti gli ingredienti del Rinnovamento nello Spirito. Ci siamo preoccupati da sempre di essere un segno della nuova evangelizzazione, che non significa fare cose nuove, ma recuperare quei linguaggi classici attraverso i quali la fede si è consegnata a noi, per poi consegnarli agli altri.

La musica, il canto, la lode, le testimonianze, il registro della creatività, la comunicazione frontale e non formale della fede, rappresentano allora la storia del Rinnovamento. In questo anno giubilare del 40° anniversario della nascita, volevamo portare a sintesi tutto questo, dando vita ad un progetto di grande valore ideale e simbolico.

Non si tratta però soltanto di fare memoria di questi 40 anni, ma anche di far vedere come il movimento, nel terzo millennio, si pone a servizio della fede nelle Chiese e nelle comunità locali.

A tal proposito, giusto per “stuzzicare” la curiosità dei lettori di ZENIT, anticipiamo cosa proporrà il Rinnovamento una volta terminato il progetto delle “10 piazze per 10 Comandamenti”.

Salvatore Martinez: Stiamo riflettendo su come proseguire con qualche altro filone: pensiamo ai vizi capitali, ai doni dello Spirito, alle virtù… Ciò che più mi preme è far capire che si può fare veramente tanto per offrire modelli, stimolare la fantasia e spingere a livello anche locale i gruppi e le comunità a dar corso alla nuova evangelizzazione. Nel caso di questo progetto c’è dietro un impianto imponente, ma in quanti modi e con quanti strumenti più semplici e immediati si può da corso a questa missione? Vedremo nel 2014…