Una porta verso l'infinito: l'uomo e l'Assoluto nell'arte

Al via il progetto dell'Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma

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di Salvatore Cernuzio

ROMA, mercoledì, 2 novembre 2011 (ZENIT.org) - Riscoprire la bellezza di Dio attraverso il linguaggio universale dell’arte è l’obiettivo che anima il progetto Una porta verso l’infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte, promosso dall’Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato in collaborazione con il Pontificio consiglio della cultura.

Un vero e proprio percorso che, attraverso iniziative pastorali per i rispettivi ambiti di competenza (musica, teatro, cinema, arti figurative), ha l’obiettivo di rendere l’Arte, espressione delle meraviglie di Dio sulla terra, uno strumento di Fede e, allo stesso tempo, un mezzo di comunicazione tra la comunità di fedeli e i non credenti.

Il primo appuntamento si è svolto a Roma, venerdì 28 ottobre, nella basilica di Santa Maria in Montesanto, a piazza del Popolo, conosciuta anche come la Chiesa degli Artisti.

L’incontro, il cui tema era Il dialogo tra Fede e Teatro, ha visto la partecipazione di personalità della Chiesa, come monsignor Franco Perazzolo, Officiale del Pontificio consiglio della cultura, e dello spettacolo, come Gabriele Lavia, Monica Guerritore e Pamela Villoresi. In particolare, le due attrici hanno parlato, durante questo primo incontro, delle proprie esperienze di vita intrecciate indissolubilmente alla loro carriera sui palcoscenici di tutto il mondo: vite intense e appassionate, mai dimentiche, però, di sollevare lo sguardo verso l’Infinito, verso Dio.

Protagoniste della serata, inoltre, sono state alcune compagnie teatrali parrocchiali, a cui sono stati forniti spunti per elaborare un copione ispirato al tema dell’anno pastorale della diocesi: Si sentirono trafiggere il cuore: la gioia di generare alla fede nella Chiesa di Roma. I cinque migliori copioni saranno poi rappresentati dalle compagnie che li hanno proposti, fra il 15 aprile e il 20 maggio 2012, nell’ambito di una rassegna ospitata in alcuni teatri parrocchiali.

Le prossime tappe del percorso di Arte e Fede si svolgeranno, con scadenza programmatica, durante le festività di Natale, Pasqua e Pentecoste, e, ancora, il 18 febbraio, in occasione della memoria liturgica del Beato Angelico, Patrono degli artisti e il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo, a cui la basilica è dedicata.

Partendo dalla Chiesa degli Artisti, gli incontri toccheranno altre chiese della periferia romana, scelte in base al particolare interesse architettonico, in modo da rimarcare lo stretto legame tra forme della creatività contemporanea e spiritualità. Oltre alla rassegna teatrale già citata, ci saranno conferenze in cui protagonisti della cultura e dell’arte si confronteranno con illustri teologi e una rassegna di musica sacra, dove ogni concerto sarà preceduto dalla presentazione “dialogata” di un musicologo e  di un teologo.

«Il senso di questa iniziativa – ha dichiarato il responsabile dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato, don Walter Insero - affonda le radici nel continuo interrogarsi dell’uomo sul senso della vita, che è in sé ricerca della verità e anelito verso Dio, espresso in forma alta nel linguaggio teatrale, come dimostrano sia la storia della drammaturgia che il teatro contemporaneo».

Non solo, dunque, un’operazione artistica: «L’idea è di creare un confronto di linguaggi, nella forma di occasioni di incontro tra le varie espressioni dell’arte, creando una corrispondenza di prospettive diverse, in grado di approfondire tematiche culturali trasversali alla contemporaneità attraverso il linguaggio universale dell’arte», ha aggiunto Francesco d’Alfonso, direttore artistico del progetto.

Vale la pena ricordare, a questo punto, le parole di Benedetto XVI, durante l’Udienza generale del 31 agosto 2011: «L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano».