"Una realtà straordinariamente dinamica"

Saluto al Papa di Paolo Parisi, rettore, Università degli studi di Roma "Foro Italico"

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CITTA' DEL VATICANO, domenica, 2 dicembre 2012 (ZENIT.org).– Pubblichiamo di seguito il saluto rivolto sabato 1 dicembre a papa Benedetto XVI da Paolo Parisi, rettore, Università degli studi di Roma “Foro Italico”, in occasione del pellegrinaggio degli universitari alla tomba di San Pietro.

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Santità,

è per me motivo di particolare onore e gioia, come Rettore dell’Università del Foro Italico, la quarta Università Statale di Roma, porgerLe, a nome dell’intera comunità universitaria romana, i sentimenti di profonda gratitudine per questo incontro.

Il mondo universitario si trova, oggi più che mai, di fronte alle difficili sfide dei tempi: sfide che mettono in discussione il modello stesso di università che abbiamo ereditato, le forme, i contenuti e gli obiettivi della formazione che vi si impartisce. Quello che da secoli è luogo elettivo di alta formazione, di elaborazione e trasmissione del sapere, di incontro e crescita culturale e morale, è oggi anche una realtà straordinariamente dinamica che si pone dialetticamente di fronte alla società e alle istituzioni; una fondamentale interfaccia, sempre più centrata sulle tematiche dello sviluppo e del lavoro, dell’equità, della solidarietà, del rapporto tra coscienza individuale e norma morale, in un confronto culturale, sociale e tra generazioni dai toni spesso anche accesi.

L’Università è in prima fila nell’affrontare i temi più cruciali che emergono da quella storia che continuamente interpella la coscienza dell’uomo e con cui, come la Santità Vostra ha inteso sottolineare, la stessa fede è chiamata a confrontarsi. E dunque, quale che sia la reale consistenza di quella “eclissi del Sacro” che da tempo contrassegna una società sempre più secolarizzata, e di quella “nostalgia di Dio” che sembra poi farvi da singolare e significativo contraltare, tra l’Università e la Chiesa si evidenzia la straordinaria opportunità di un dialogo profondo e fruttuoso, come non mancherà di evidenziare il Simposio Internazionale dei Docenti Universitari previsto per il prossimo giugno sul tema, “Le culture dinanzi a Dio”, e che l’Anno della Fede,  in un contesto sociale e mondiale così convulso,  non può che ulteriormente stimolare e valorizzare.  

Santo Padre, viviamo tempi straordinari, in cui ciascuno avverte sulle proprie spalle il peso di eventi epocali, capaci di incidere in profondità nella propria vita, sulle proprie speranze, sulla propria visione del mondo. Un peso che grava anche sulle spalle della Chiesa, alla quale tanti, soprattutto i giovani, guardano con speranza. Una Chiesa che, nello spirito di quella nuova evangelizzazione volta a promuovere, nelle parole della Santità Vostra, “un nuovo umanesimo capace di generare cultura e impegno sociale”, possa cercare e offrire risposte nella dimensione spirituale che le è propria, così come in quella etico-morale, e in quella dell’azione sociale. Un’azione propositiva, un invito al dialogo, anche e soprattutto alle diverse forme di spiritualità, alla ricerca di ciò che unisce e al superamento di ciò che divide, per una azione comune nel superiore interesse della vita materiale e spirituale dell’umanità, affinché fiorisca quel canto nuovo che il Salmista invoca e che forse solo la Chiesa può oggi promuovere con qualche possibilità di successo.

Con questo augurio, e questa speranza, che è fiducia, a nome delle comunità universitarie romane e della regione, Le porgo, Santo Padre, l’augurio di un Natale che per la Chiesa e per tutti sia colmo dei doni dello Spirito.