Una risposta al fenomeno del "distacco della fede"

La situazione africana analizzata dal presidente dei vescovi della Sierra Leone in un intervento al Sinodo

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di mons. Patrick Daniel Koroma

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 25 ottobre 2012 (ZENIT.org) – Riportiamo di seguito l’intervento in scriptis di S. E. R. Mons. Patrick Daniel Koroma, Vescovo di Kenema, Presidente della Conferenza Episcopale (Sierra Leone), durante la quinta Sessione dei Circoli del Sinodo dei Vescovi (23 ottobre 2012).

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Come afferma il n°7 dell’Instrumentum Laboris, lo scopo precipuo di questo sinodo è di dare una risposta al fenomeno del distacco dalla fede, in particolare in quei paesi “in cui la fede cristiana ha contribuito nei secoli alla costruzione della cultura e della società” (IL 7).

Il fenomeno del distacco dalla fede è presente anche in Chiese molto più giovani, come la nostra, in Sierra Leone e in Gambia. Ciò può essere dovuto a varie ragioni:

- la mancanza di una catechesi integrata che instauri un dialogo fra il Vangelo cristiano e la risposta di fede che produce. Ad esempio, per molti dei nostri fedeli, l’affiliazione tribale o etnica, assieme alla solidarietà che ne deriva, sono molto più forti del loro senso di appartenenza o di lealtà alla Chiesa (in virtù del battesimo) e alla sua gerarchia. Questo è il motivo di situazioni imbarazzanti in alcuni luoghi in Africa, dove i presbiteri designati dal Santo Padre come vescovi vengono respinti perché provengono da un’altra tribù/gruppo etnico o da un’altra regione;

- le credenze religiose e culturali di coloro che vengono evangelizzati;

- una scarsa conoscenza dell’insegnamento sociale della Chiesa, che impedisce di cercare esclusivamente in Gesù Cristo e nel suo Vangelo una guida per la vita sociale nei suoi aspetti politici ed economici e in tempi di crisi;

- il miscuglio fra le pratiche religiose africane, la superstizione e i sacramenti e i sacramentali della Chiesa. Non abbiamo cercato soluzioni al problema del distacco dalla fede, ma suggerisco quanto segue:

- non dobbiamo sottovalutare l’importanza di una catechesi integrata e centrata nella vita, che tenga conto del contesto in cui si vive, in particolare delle esperienze religiose-culturali di coloro che vengono evangelizzati o istruiti sulla fede cristiana;

- farvi rientrare la pace, la giustizia, la riconciliazione e la buona amministrazione.

Infine, dobbiamo riconoscere un ruolo più ampio dello Spirito Santo nelle dinamiche della fede. Occorre dare maggior rilievo allo Spirito Santo in tutti i nostri sforzi per una nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana.