Una tremenda e magnifica chiamata alla conversione

Un appuntamento spirituale e vocazione per il Cammino Neocatecumenale durante l'Incontro Mondiale delle Famiglie

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di Elisabetta Pittino

MILANO, giovedì, 7 giugno 2012 (ZENIT.org) - “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del figlio e dello Spirito Santo”. È questa l’ultima parte del Vangelo di domenica 3 giugno, giorno della SS. Trinità, nonché ultima giornata dell’Incontro mondiale delle Famiglie di Milano. Un Vangelo che si è realizzato in maniera concreta per il Cammino Neocatecumenale.

Dopo la celebrazione eucaristica a Bresso del Santo Padre si è, infatti, svolto un grande incontro spirituale e vocazionale con oltre 30mila membri del Cammino neocatecumenale a Rho, nella sala congressi del Centro Fiera, con gli iniziatori Kiko Arguello, Carmen Hernandez e Padre Mario Pezzi, alla presenza di numerosi cardinali e vescovi e delle èquipe itineranti di tutto il mondo.

La celebrazione, presieduta dal Cardinale di Sidney, George Pell, è iniziata con la processione - a cura dei seminaristi del seminario Redemptoris Mater di Lugano - della riproduzione della statua della “Madonnina” del Duomo di Milano. Sono seguite, poi, le presentazioni e la lettura della lettera di S. Paolo agli Efesini, accompagnata da una catechesi di Kiko Arguello, definita dal porporato “una chiamata tremenda e magnifica alla conversione”.

“Tutti noi siamo stati creati da Dio, in Cristo, per quelle buone opere che Dio ha pensato che noi realizzassimo - ha esordito Kiko - siamo convocati per salvare questa generazione insieme a Cristo e mediante lo Spirito Santo”. Ricordando Giovanni Paolo II, quando al primo invio delle famiglie itineranti disse “voi siete famiglie in missione perché la Ss. Trinità è in missione”, Kiko ha poi sottolineato come “il terzo millennio è il millennio dell’evangelizzazione dell’Asia”, in particolare della Cina.

In Cina è urgente, infatti, una nuova evangelizzazione, basti pensare alla piaga dell’aborto, su cui più volte l’iniziatore del Cammino si è soffermato. “Per noi è difficile vivere in un mondo che registra 50 milioni di aborti all’anno – ha detto - 13 milioni sono solo in Cina, dove si uccidono le bambine per la politica del figlio unico, per cui mancano milioni di donne”.

Qual è la soluzione, quindi, a questo problema “che distrugge il contenuto più profondo del nostro essere persona”? L’ascolto e il dialogo secondo Kiko: “Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la predicazione, attraverso un dialogo” per mezzo del quale avviene “la salvezza o la rovina”.

A tal proposito ha richiamato il dialogo avvenuto nel Paradiso tra Eva e Lucifero, in forma di serpente. Quel dialogo ha “distrutto la relazione tra l’uomo e Dio” e ha permesso al peccato originale di entrare nel mondo e nell’uomo. Peccato, ha spiegato, che non è altro che sentirsi come Dio, “che tu da te stesso decidi cosa è bene e cosa è male, sei autonomo moralmente”.

Le conseguenze di questo peccato sono catastrofiche, ha aggiunto Kiko, perché “il peccato produce la morte dell’uomo nel suo essere più profondo”. A causa di esso, “il demonio ha distrutto l’idea che qualcuno ha amato l’uomo e lo ha creato per qualcosa” e ha fatto sì che egli vivesse l’inferno”, ovvero “il non essere, il nulla assoluto”.“Quando abbiamo la morte dentro, abbiamo paura di morire, di soffrire.

Allora l’uomo per non soffrire, si separa dalla moglie, beve, abortisce, si droga, ruba…”  ha proseguito Kiko riferendosi alla corruzione e alla decadenza della società attuale.

Il dialogo, però – come diceva Kiko prima - può portare alla rovina, ma anche alla salvezza. Ecco, infatti, che mentre Eva, la prima donna, ha pronunciato il suo “amen” al dialogo del demonio, commettendo un peccato infinito; la nuova Eva, Maria, nel dialogo con l’arcangelo Gabriele dice il suo “Si” a Dio, permettendo alla salvezza, alla verità di entrare nel mondo.

E qual è questa verità? “Cristo è la verità” ha risposto. “La verità - ha incalzato Kiko - è che Cristo è morto per te, ti ama, e Dio vuole fare una relazione di amore con te. Questo amore è l’essenza divina e se tu non vivi in questo amore sei nella menzogna, perché solamente questo amore è la verità: l’amore per l’altro”.

Dopo la proclamazione del Vangelo, è seguito l’intervento del cardinal Pell che ha parlato di conversione, famiglia, libertà religiosa e della situazione in Cina. “La sola cosa che conta è la conversione, seguire Gesù Cristo - ha affermato il presule - noi dobbiamo predicare il Cristo, non spiegare la legge naturale o i dieci comandamenti alla società”.

L’invito è a sentirsi “liberi di predicare per le strade”, “lottando” per mantenere la libertà religiosa e per difendere la famiglia, fondamento della società. Un pensiero è andato anche all’evangelizzazione in Cina: “In Cina c’è un grande vuoto – ha dichiarato - Dobbiamo pregare perché il Signore benedica questa evangelizzazione, in modo, se si continua così, quel Paese avrà il numero più alto di cattolici del mondo!”.

Hanno concluso l’incontro le chiamate vocazionali, a cui hanno risposto generosamente 150 giovani, concretizzando così la parola del Vangelo. Impressionante, poi, il numero di famiglie che ha dato la sua disponibilità per l’evangelizzazione nel mondo: un mare che non finiva più, tanto che non tutti sono riusciti a salire sul palco.

Infine, la chiamata per i giovani a recitare il rosario quotidiano davanti al Santissimo in sostegno delle Missio ad Gentes: anche lì un fiume in piena tanto che i rosari non sono bastati.