"Unisex: la creazione dell'uomo senza identità"

Pubblicato recentemente il saggio dei prof. Gianluca Marletta ed Enrica Perucchietti per comprendere meglio l'ideologia gender, le sue strategie e i suoi obiettivi

Roma, (Zenit.org) Anna Fusina | 542 hits

Si intitola "Unisex - La creazione dell'uomo senza identità" il saggio recentemente pubblicato da Arianna Editrice, scritto da Gianluca Marletta ed Enrica Perucchietti. Un titolo interessante per spiegare cosa sia realmente questa ideologia "gender" che va imponendosi sempre di più, quali siano i suoi obiettivi e quale tipo di mondo sta preparando per le nuove generazioni. Ne parliamo con uno dei due autori: Gianluca Marletta, professore di Lettere, studioso di antropologia ed autore di numerosi saggi di successo.

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Prof. Marletta, stiamo andando verso la creazione di un uomo nuovo, "senza identità"?

Marletta: “Stiamo andando” non è forse l’espressione più esatta: non stiamo andando, ma “ci stanno portando”… non c’è molto di spontaneo in certi processi culturali. Qui c’è semplicemente il gigantesco coinvolgimento di poteri forti, autorità politiche e soprattutto colossi economici che, giorno dopo giorno, spingono verso una “rielaborazione” dell’idea stessa di umanità. Un’umanità che si vuole destrutturata e privata d’ogni forma di identità. Quello che si cerca di creare è un uomo resettato, quanto più possibilmente privo di punti di riferimento e di sostegno che siano la religione, la famiglia, piuttosto che l’identità sessuale… Per questo motivo, un’ideologia come il “gender”, che propone l’annichilimento dell’identità, una sessualità fluida, ambigua e polimorfa, la negazione del dato oggettivo di natura, è così sostenuta in certi ambienti.

Come è nata l'"ideologia gender" e quali sono state le tappe di questo progetto che vuole l'annullamento delle differenze?

Marletta: L’ideologia gender nasce negli Stati Uniti negli anni '50/'60 ed è, almeno all’inizio, nient’altro che l’ideologia di riferimento di alcuni gruppi di femministe e del nascente movimento omosessualista. Il “gender” afferma che non esiste un’identità sessuale definita nell’essere umano, ma che i cosiddetti “generi” (maschio, femmina, gay, lesbo, transgender) sono solo altrettante manifestazioni di una sessualità “fluida” e naturalmente “polimorfa” (non é un caso che John Money, il vero padre del “gender”, fosse anche un chirurgo specializzato in operazioni di “cambiamento di sesso”, che lui consigliava ed effettuava anche su pazienti minorenni e persino su bambini). Rimasta fino agli anni '70 un’ideologia ”di nicchia”, il “gender” ha cominciato a colonizzare i “piani alti” della politica americana sotto Bill Clinton e da lì è entrato all’ONU come ideologia di riferimento delle grandi “chermesse” internazionali sulla salute riproduttiva (non a caso, è in quegli anni che il termine “sesso” viene espunto dai documenti ufficiali e sostituito col termine “genere”).

Assistiamo oggi ad una campagna socio-antropologica e mediatica finalizzata alla diffusione dell'ideologia gender. Da chi è condotta e con quali strategie?

Marletta: In Occidente la mobilitazione a favore del “gender” è, al giorno d’oggi, imponente: si tratta di un’operazione di “manipolazione di massa” senza precedenti effettuata con tutti i mezzi messi a disposizione dai media, dalla propaganda e dalla politica. I grandi finanziatori sono certamente la Fondazione Rockefeller (già grande finanziatrice di tutte le campagne abortiste negli anni '70/'80), i gruppi legati al magnate George Soros, oltre ad altri grandi trust ed istituti economici del mondo occidentale tra cui Motorola, Kodak, Goldman Sachs, JP Morgan, Fondazione Ford. A nostro parere, lo scopo di tale mobilitazione senza precedenti si inscrive in quel progetto di “nuovo ordine mondiale” così caro ai poteri forti occidentali e che passa necessariamente per un ridimensionamento o dissoluzione delle identità di tipo tradizionale. Distruggere le identità (religiose, umane, sociali) per creare un perfetto “melting pot”: questo sembrerebbe essere l’obbiettivo di certe “élites”. 

Esistono rapporti tra ideologia gender e pedofilia?

Marletta: Secondo John Money e gli ideologi del “gender”, la pedofilia è solo un’espressione particolare di una sessualità polimorfa che dev’essere “vissuta a tutti i livelli e a tutte le età” e quindi andrebbe accettata. Che gli attuali promotori del gender non lo dicano in pubblico, credo sia solo per una questione di “opportunità” e perché, dal loro punto di vista, i tempi non sono ancora maturi… Del resto, per anni in Nordamerica un’organizzazione dichiaratamente pro-pedofila come il NAMBLA (North America Man&Boy Love Association) ha sfilato ai gay pride, e ancor oggi, il più importante circolo di “cultura omosessuale” di Roma è dedicato ad un certo Mario Mieli che nei suoi libri difendeva a spada tratta la pedofilia come “espressione di libertà”.

Qual è lo scopo del vostro libro?

Marletta: Essenzialmente quello di informare le persone su un tema di grande attualità sul quale, purtroppo, normalmente si sa ben poco. E’ necessario comprendere cos’è l’ideologia gender, cosa si ripropone e quali siano i suoi obiettivi per capire che tipo di mondo stanno preparando per noi e per i nostri figli.

Fonte: vitanascente.blogspot.it