Uniti sotto il vescovo di Roma

Papa Francesco riceve i patriarchi e gli arcivescovi maggiori delle Chiese Orientali

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 262 hits

In occasione del suo incontro con i patriarchi e gli arcivescovi maggiori delle Chiese Orientali Cattoliche, papa Francesco ha rinnovato l’appello all’unità in nome del vescovo di Roma. L’udienza si è tenuta stamattina nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano.

“Attraverso i vostri volti – ha detto il Pontefice rivolto ai presuli orientali - vedo le vostre Chiese, e vorrei anzitutto assicurare la mia vicinanza e la mia preghiera per il gregge che il Signore Gesù ha affidato a ciascuno di voi, e invoco lo Spirito Santo, affinché ci suggerisca quanto insieme dobbiamo imparare e mettere in pratica per servire con fedeltà il Signore, la sua Chiesa e l’umanità intera”.

Francesco ha dunque rinnovato la propria “grande stima” per il “patrimonio spirituale dell’Oriente cristiano” e ha richiamato l’esortazione post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente del suo predecessore Benedetto XVI che definiva i patriarchi e vescovi orientali come “i custodi vigilanti della comunione e i servitori dell’unità ecclesiale”.

Questa unità tra le Chiese d’Oriente, si realizza nella “unione indefettibile con il Vescovo di Roma”, ha ricordato il Papa, citando l’Esortazione.

“Essere inseriti nella comunione dell’intero Corpo di Cristo – ha proseguito -  ci rende consapevoli del dovere di rafforzare l’unione e la solidarietà in seno ai vari Sinodi patriarcali, «privilegiando sempre la concertazione su questioni di grande importanza per la Chiesa in vista di un’azione collegiale e unitaria»”.

Per rendere la propria testimonianza credibile, ognuno è chiamato a ricercare sempre “la giustizia, la pietà, la fede, la carità, la pazienza e la mitezza”, assieme a “uno stile di vita sobrio a immagine di Cristo, che si è spogliato per arricchirci con la sua povertà” e “allo zelo instancabile e a quella carità, fraterna e paterna insieme, che i Vescovi, i presbiteri e i fedeli, specie se vivono soli ed emarginati, attendono da noi”.

A tal proposito, il Santo Padre ha avuto una speciale menzione per i “nostri sacerdoti bisognosi di comprensione e sostegno, anche a livello personale”: costoro “hanno diritto di ricevere il nostro buon esempio nelle cose che riguardano Dio, come in ogni altra attività ecclesiale” e “ci chiedono trasparenza nella gestione dei beni e sollecitudine verso ogni debolezza e necessità. Il tutto, nella più convinta applicazione di quella autentica prassi sinodale, che è distintiva delle Chiese d’Oriente”.

In conclusione, papa Francesco ha chiesto ai presuli orientali di “pregare  per me” e ha promesso loro di mettersi “in ascolto di quanto vorrete comunicarmi e vi esprimo fin d’ora la mia riconoscenza”.