Uno di Noi: domenica 12 maggio raccolta di firme in tutte le parrocchie d'Italia

Carlo Casini (MpV) esorta i giovani a promuovere l'iniziativa via Internet e con gli smartphone

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 865 hits

Domenica 12 maggio sarà una giornata da ricordare per il diritto alla vita: oltre alla ormai tradizionale Marcia per la Vita, lo stesso giorno si terrà la raccolta firme per l’iniziativa Uno di Noi, che coinvolgerà tutte le parrocchie italiane, le associazioni e i movimenti.

La giornata di mobilitazione per Uno di Noi, è stata presentata stamattina in una conferenza stampa presso la Sala Marconi di Radio Vaticana, alla presenza del presidente del Comitato Organizzativo Uno di Noi per l’Italia, Carlo Casini (fondatore e presidente del Movimento per la Vita italiano), Maria Grazia Colombo, membro e portavoce del Consiglio Esecutivo di Uno di Noi, e Jaime Mayor Oreja, membro del Comitato Europeo di Uno di Noi e già ministro dell’Interno spagnolo.

Alla conferenza stampa erano presenti anche i presidenti delle associazioni aderenti (ACLI, Alleanza cattolica, Azione cattolica, Cammino Neocatecumenale, Coldiretti, CL, Confcooperative, Sant’Egidio, Focolari, Medici cattolici, Mcl, Movimento per la vita, Rinnovamento nello Spirito Santo, Giuristi cattolici, Unitalsi, Opera Don Orione) e delle reti associative (Copercom, Forum delle associazioni familiari, Forum associazioni sanitarie, Scienza&Vita, Retinopera).

Mostrando la locandina dell’evento, che reca in primo piano un grazioso neonato dagli occhi azzurri, Maria Grazia Colombo ha affermato: “La questione della vita non inizia quando il bambino sorride ma molto prima; inizia dal concepimento”.

La raccolta firme Uno di Noi, che chiede alle istituzioni europee di fermare la manipolazione e la soppressione degli embrioni per qualsiasi scopo, è “un’iniziativa laica di tutti e per tutti”, ha spiegato Colombo.

Pertanto non si può dare per scontato che “io sono cattolico, quindi sono per la vita” ma è opportuno impegnarsi a spiegare alla gente perché si è per la vita, ha aggiunto la dirigente pro-life.

Da parte sua Jaime Mayor Ortega, membro del comitato europeo di Uno di Noi ed ex ministro dell’Interno spagnolo, ha affermato che “qualunque sarà il numero di firme raccolte, saranno sempre poche”, poiché è necessario sfidare in modo deciso la “cultura della morte” che “rischia di prevalere”.

I tempi che viviamo attualmente, ha aggiunto l’ex ministro spagnolo, sono sicuramente tempi di crisi ma anche e soprattutto “tempi nuovi che rappresentano un’opportunità” per ribaltare la mentalità dominante.

La crisi economica, del resto, è solo la punta dell’iceberg di una più ampia “crisi della persona”: essa si sta sostanziando nella prevalenza della “economia della menzogna” sulla  “economia della verità”, per cui concretamente, per molti anni, “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità sia a livello privato, che a livello pubblico”.

Mayor Oreja ha inoltre sottolineato che Uno di Noi “non è un’iniziativa politica, né legata al Partito Popolare Europeo (di cui sia Mayor che l’onorevole Casini fanno parte) ma un’iniziativa di cittadini uniti dalla stessa concezione della vita umana”.

Il presidente del Movimento per la Vita italiano (MpV), Carlo Casini, ha spiegato che Uno di Noi, si inserisce nel lungo solco delle battaglie per la libertà dell’uomo: così come un tempo si è lottato per la liberazione degli schiavi, per la pari dignità delle donne, per l’uguaglianza delle razze e dei popoli, la principale battaglia dei nostri giorni è per il diritto alla vita dei bambini non ancora nati.

“Per superare la crisi economica – ha detto Casini – servono energie morali: come possiamo pretendere di avere queste energie se non siamo in grado di accogliere i nostri figli?”.

Il presidente del Movimento per la Vita, ha aggiunto che Uno di Noi, pur non essendo un’iniziativa politica tout court, è senz’altro rivolta a qualunque uomo politico, senza distinzione di partito, di idee e di schieramento.

Sebbene giuridicamente non abbia la possibilità di incidere sulle legislazioni abortiste – che rimangono di competenza degli stati nazionali -  Uno di Noi potrà permettere il congelamento dei fondi europei destinati all’aborto o alla ricerca sugli embrioni, ha sottolineato Casini, ricordando anche il totale fallimento della ricerca sugli embrioni a scopo terapeutico.

La sottoscrizione europea potrà avere, invece, tra i suoi effetti virtuosi, l’incentivo a una discussione sul tema, che potrebbe portare l’Unione Europea a favorire, piuttosto, la ricerca sulle cellule staminali adulte.

La possibilità di firmare on line, anche attraverso uno smartphone, rende Uno di Noi uno strumento particolarmente accessibile ai giovani, ha proseguito Casini, aggiungendo che la partecipazione alla petizione è riservata ai maggiorenni, ma i minori possono fare la loro parte, “convincendo i più grandi”.

Quanto alle implicazioni dell’aborto sull’andamento demografico, sollecitato da una domanda di ZENIT, Casini ha riposto che necessariamente “una mentalità più aperta alla vita dovrebbe portare a una ripresa demografica”, fondamentale, peraltro, al finanziamento delle pensioni per la sempre più ampia fascia d’età anziana, quindi anche alla funzionalità del sistema economico nel suo complesso.

Sempre a proposito della questione demografica, Casini ha detto di aver apprezzato le parole del neopresidente del Consiglio, Enrico Letta, che, durante il discorso prima di ricevere la fiducia dalla Camera dei Deputati, aveva definito il crollo della natalità come una “ferita morale”.

Uno di Noi ha tuttavia anche una valenza culturale, in quanto prevale oggi un “materialismo pratico”, che prescinde dalle disquisizioni intellettuali sull’esistenza o meno di Dio, ma che si sostanzia in etiche e condotte di vita “come se Dio non esistesse”, ha detto Casini. Prima conseguenza di tale mentalità è l’“egoismo” che porta a “non essere generosi verso la vita, a fare calcoli”.

Quindi, restituire la dignità a ogni essere umano, a partire dal bambino non nato, è un atto che, con il tempo, può portare alla riscoperta di una cultura della “generosità” e della “capacità di dono anche in ambito economico, dove c’è tanto bisogno di un’uguaglianza che impegni soprattutto i più ricchi a mettersi a servizio dei più poveri”.

Pur non essendo il Movimento per la Vita presente in via ufficiale alla Marcia per la Vita del prossimo 12 maggio, Casini ha affermato che probabilmente vi parteciperà a titolo personale, con l’auspicio che gli organizzatori della Marcia appoggino la raccolta firme nel medesimo giorno.

“Serve una strategia comune – ha detto a tal proposito Casini – specie quando siamo così pochi, così deboli. Di fronte alla sfida della cultura della morte, bisogna coordinare le forze”.