"Uno di noi": una battaglia di civiltà

Ancora due giorni per raccogliere le firme allo stand del Movimento per la vita (Meeting di Rimini A1). Yahya Pallavicini, imam e vicepresidente della CO.RE.IS., chiede ai musulmani italiani di firmare l'iniziativa

Rimini, (Zenit.org) | 299 hits

“Firmare e sostenere l’iniziativa dei cittadini europei Uno di Noi in cui si chiede il riconoscimento della vita fin dal concepimento, il non finanziamento delle associazioni abortiste e degli esperimenti sui feti, è una battaglia di democrazia e di civiltà”. E' quanto sostiene Pino Morandini, vicepresidente del Movimento per la Vita e Vicepresidente della Commissione per i rapporti internazionali e con l'Unione europea della Provincia di Trento.

Intervistato da ZENIT allo Stand del Movimento per la Vita al Meeting di Rimini (padiglione A1), Morandini ha spiegato che “Uno di Noi” è la primissima occasione giuridicamente fondata che permette ai cittadini europei di farsi ascoltare e incidere direttamente sull’Unione Europea. Si tratta di una iniziativa straordinaria, presente in tutti e 29 paesi dell’Unione e che sta affratellando i popoli intorno a valori fondanti come la difesa della vita a partire dal concepimento.

“L’Europa – ha precisato - non è solo spread, utilitarismo, tasse e accordi finanziari, ma primariamente unione di popoli sui valori fondanti della civiltà di cui l’Europa è stata per millenni il punto di riferimento”. Secondo il vicepresidente del MpV: “L’Europa è fatta dalla filosofia greca, dal diritto romano e dalla tradizione religiosa giudaico cristiana. Una combinazione che può tenere in piedi il mondo”.

Alle osservazioni di quanti sostengono che la battaglia per la difesa della vita sia "di retroguardia", Morandini ha risposto che piuttosto quella di “Uno di noi” è “una battaglia di prospettiva”. A questo proposito ha ricordato le parole pronunciate il 10 gennaio del 2005 dal beato Giovanni Paolo II.

Parlando agli ambasciatori, il Papa polacco disse che sono quattro le sfide del terzo millennio: "La sfida per la Vita, per la pace, per la povertà e per la libertà religiosa", ma - sottolineò - "la prima sfida è quella della difesa della vita".

“Una battaglia di prospettiva – ha aggiunto Morandini - perchè non c’è nazione e popolo che non possa riconoscersi nei valori di difesa della vita, sostegno alla famiglia naturale e libertà di educazione”. “La democrazia senza valori rischia sempre di cadere nel totalitarismo, e come dice Papa Francesco, la civiltà si misura su come vengono trattati i più deboli”.

“Uno di noi” è dunque un'iniziativa di prospettiva perché potrebbe attirare l’attenzione dei politici europei nei confronti dell’emergenza demografica che sta opprimendo il nostro continente. Secondo Morandini, “la mobilitazione europea per raccogliere le firme per 'Uno di Noi' potrebbe inoltre dar vita ad una federazione Europea dei movimenti per la vita, il cui primo presidente potrebbe essere Carlo Casini”.  

“Così come quando nasce un bambino, la famiglia cresce in impegno e amore, l’Europa potrebbe rinascere se si dedicasse di più a promuovere una difesa e promozione delle famiglie per un ritorno alla crescita demografica” ha affermato. Un'altra battaglia di civiltà è, secondo Morandini, quella della difesa dell’obiezione di coscienza, dì coloro cioè che per coscienza non vogliono partecipare ad azioni che sopprimono la vita.

In Europa l’Iniziativa “Uno di noi” ha già superato la soglia di 900.000 firme. Qui allo stand ne sono state raccolte 2400 in tre giorni. “Credo – ha sostenuto il vicepresidente del Mpv - che per il 1° novembre saremo ben oltre il milione di firme”.

Allo stand del Movimento per la vita ha firmato per “Uno di noi” anche Yahya Pallavicini, imam e vicepresidente della Comunità Religiosa Islamica CO.RE.IS., il quale ha invitato i musulmani italiani a firmare sostenere l’iniziativa che vuole difendere il “fratello embrione”.

Tra le tante iniziative che si svolgono allo stand del MpV, Morandini ha segnalato il concerto di giovani affetti da sindrome di Down che si svolgerà domani pomeriggio alle ore 17. Si tratta della prima e unica realtà in Europa dove giovani affetti da sindrome di Down suonano la tastiera elettronica. L’associazione di Trento che svolge questa attività si chiama Cantare suonando ed è nata a Trento nel 1997 con sedi staccate a Schio, a Treviso e Rovereto. Cantare suonando” si dedica all’insegnamento della musica a ragazzi/e con disabilità attraverso l’apprendimento individuale della notazione musicale e l’esecuzione della musica in pubblici concerti. Ideatore del progetto e responsabile didattico è il prof. Marco Porcelli.