Uno è morto per riunire i figli dispersi

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 658 hits

Lettura 

La resurrezione di Lazzaro, richiamato miracolosamente alla vita terrena da Gesù, provoca paradossalmente non la conversione dei suoi oppositori e il riconoscimento di Gesù come colui che è la Risurrezione e la Vita, ma l’indurimento del loro cuore e la condanna a morte di Gesù. Il sommo sacerdote, che propone per fini politici la morte di Gesù per salvare la nazione ebraica, inconsapevolmente proferisce la profezia messianica e contribuisce al compimento del piano salvifico universale di Dio: la morte del Cristo, darà la vita a un nuovo popolo che raccoglierà i figli di Dio dispersi appartenenti ad ogni nazione. 

Meditazione

Il segno della risurrezione di Lazzaro provoca un vero terremoto religioso. Mentre molti credono in Gesù, i suoi avversari, non potendo negare il fatto del miracolo, riconoscendo Gesù come l’inviato del Padre, temono che la diffusione dei suoi insegnamenti sia di danno alla nazione e tramano per ucciderlo. Senza saperlo e senza volerlo, il sommo sacerdote, con la sua malvagia decisione di sacrificare Gesù per il bene di tutti, diventa strumento per la realizzazione del disegno salvifico universale di Dio. Caifa parla spinto da un interesse di carattere puramente politico di ragion di stato. L’evangelista Giovanni vede, alla luce dello Spirito Santo, il compimento del Canto del Servo del Signore nelle parole di Caifa e per questo può parlare di profezia. In Gesù Cristo vengono realizzate le profezie di salvezza annunciate dai profeti (Is 56,1-8; Ger 31,8.11; Ez 11,17, Ez 37,21-28). La morte di Gesù realizza l’oracolo di Ezechiele 34,12-13, che prediceva la riunione delle pecore del Signore, radunandole da tutte le regioni nelle quali erano state disperse, per formare un solo gregge condotto da un solo pastore. La morte di Gesù è la via scelta perché il volto di Dio-Amore si sveli dinanzi a tutti gli uomini, che in quel segno ritroveranno la via dell’unità. Siamo, quindi, al cuore della missione di Gesù: riunire i dispersi figli di Dio. Gesù muore a favore dell’intera umanità, per donare la vita al mondo (cfr. Gv 6,51), per salvare il gregge di Dio (cfr. Gv 10, 11.15), per santificare i discepoli nella verità (cfr. Gv 17,19). La morte di Cristo ha una finalità salvifica universale perché raduna in unità i dispersi figli di Dio. Gesù Cristo continua a svolgere questa missione oggi attraverso il suo Corpo Mistico, che è la Chiesa. 

Preghiera         

«Tu sei l’Amico per il quale vogliamo avere attenzione interiore, silenzio reverenziale, ascoltazione docile, devozione affettuosa, amore forte. Vieni, o Spirito Santo, rinnova la faccia della terra» (Paolo VI). 

Agire

Cercherò di portare unità dove c’è divisione.

Meditazione del giorno a cura di monsignor Michele Pennisi, arcivescovo eletto di Monreale, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it