Uno sguardo alla grazia

Il Presidente del RnS, a conclusione del Progetto "10 Piazze per 10 Comandamenti", offre un primo bilancio con preziose chiavi di lettura

Roma, (Zenit.org) Salvatore Martinez | 192 hits

Tredici mesi lungo i quali abbiamo voluto rileggere la nostra vita umana e la vita del mondo in cui viviamo alla luce dei Dieci Comandamenti. Attraversando tutta l’Italia e coinvolgendo le undici principali città del nostro Paese abbiamo voluto dare voce al bisogno di senso, di vita buona, di speranza costruttrice, di cittadinanza attiva che sono nel cuore di ogni uomo, di chi crede e di chi non crede.

È stato un “evento di eventi”, di popolo, di alto spessore ideale, morale, spirituale, che mai era stato realizzato in precedenza. Una corale e inattesa partecipazione istituzionale, in cui Chiesa, Stato e Società civile hanno dialogato insieme, pubblicamente: arcivescovi e sindaci, giornalisti e filosofi, economisti e giuristi, attori e letterati, poeti e musicisti, sociologi e psicologi, scienziati e imprenditori, sportivi e opinion leader, in una cornice di pubblico davvero straordinaria, sono stati protagonisti di una singolare e creativa attualizzazione del Decalogo.

Due Videomessaggi pontifici realizzati ad hoc, a sostegno del Progetto, prima da Benedetto XVI e poi da Francesco, ci hanno ulteriormente convinto che in questa grande intrapresa non eravamo soli! Una grande carovana animata da generosi e preziosi volontari, collaboratori, tecnici e professionisti, ha sostato nelle Piazze simbolo della nostra identità culturale e della plurisecolare storia del nostro Paese. A ogni città era legato un comandamento; e per ogni comandamento sono state evidenziate le sue molteplici prospettive, oltre il puro significato letterale del testo.

A Firenze, ultima tappa, è stato presentato un Manifesto finale offerto all'attenzione dell’intero Paese. In undici appelli, legati a undici diverse categorie sociali, sono state esplicitate le istanze più profonde che animano la nostra gente. Accogliendo questi Appelli connessi al Manifesto e sottoscrivendo il proprio personale impegno, ciascuno potrà contribuire, fattivamente, alla costruzione del bene comune e al rinnovamento della società. Noi riteniamo, infatti, che sia ancora possibile dare credito alla laicità cristiana, specie nel tempo della crisi, per rifecondare le buone prassi che hanno fatto grande la nostra civiltà, ritrovando un codice etico e una piattaforma ideale, valoriale e spirituale comune a tutti, credenti e non credenti. Noi riteniamo che i Dieci Comandamenti siano, ancora oggi, i migliori districatori di senso nei labirinti confusi e contraddittori della nostra modernità, un tempo in cui il progressivo esilio di Dio e delle sue leggi dalla storia stanno rendendo la nostra umanità sempre più fragile.