USA: i Vescovi lodano l'abolizione della pena di morte in Illinois

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WASHINGTON, D.C., venerdì, 11 marzo 2011 (ZENIT.org).- I Vescovi degli Stati Uniti lodano gli sforzi di tutti coloro che hanno lavorato per l'abolizione della pena di morte nello Stato dell'Illinois.



Il Governatore Pat Quinn ha firmato questo mercoledì la legge che bandisce la pena capitale nel suo Stato.

La Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB) si è congratulata con i Vescovi dell'Illinois, con la Conferenza Cattolica dell'Illinois, con la Rete di Mobilitazione Cattolica per Porre Fine all'Uso della Pena di Morte e con tutti coloro che hanno sostenuto questo sforzo.

Kathy Saile, direttrice del dipartimento per lo Sviluppo Sociale Interno della USCCB, ha affermato che “i sostenitori hanno lavorato instancabilmente per assicurare che l'Illinois si unisse allo slancio crescente per respingere l'uso della pena di morte nel nostro Paese”.

L'Illinois è il 16° Stato degli Stati Uniti a bandire la pena capitale, il quarto dal 2007.

Il Vescovo Stephen Blaire di Stockton (California), presidente del Comitato per la Giustizia Interna e lo Sviluppo Umano della USCCB, ha scritto a Quinn il 3 marzo: “Papa Benedetto XVI e il suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II, hanno chiesto la fine dell'uso della pena di morte come segno di un maggiore rispetto per ogni vita umana”.

Riferendosi al documento dei Vescovi statunitensi intitolato “Una Cultura della Vita e la Pena di Morte”, ha aggiunto che “il rispetto per la vita si applica a tutti, anche a quanti perpetrano atti terribili”.

“La punizione dovrebbe essere coerente con le richieste della giustizia e con il rispetto della vita e della dignità umane”, ha sottolineato.

Il presule ha anche osservato che questa legge contribuirà a “costruire una cultura della vita nel nostro Paese”.

“Mentre iniziamo la Quaresima e riflettiamo sulla crocifissione di Gesù e sul mistero della sua morte e resurrezione, non c'è momento migliore per approvare questa legge fondamentale”.

“La fine dell'uso della pena di morte promuove lo sviluppo di una cultura della vita nel nostro Stato”, ha dichiarato.

“La società continuerà ad essere difesa e quanti commettono crimini saranno ancora ritenuti responsabili attraverso alternative alla pena di morte”.