Uscire per comunicare la gioia della fede

Papa Francesco spiega lo Spirito Santo indicando ai movimenti la grammatica dell'evangelizzazione che si coniuga nelle parole: novità, armonia e missione.

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 613 hits

Oltre 200.000 persone hanno partecipato questa mattina a Roma alla messa di Pentecoste.

Tutta la zona compresa tra il sagrato della Basilica di San Pietro fino a piazza Risorgimento, a via della Conciliazione e a piazza dei Cavalleggeri era zeppa di pellegrini festanti, desiderosi di ascoltare le parole di Papa Francesco.

Alla messa hanno partecipato i membri dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali di tutto il mondo, giunti pellegrini a Roma in occasione dell’Anno della fede.

Il Papa ha ricordato il vento che si abbattè impetuoso, e le ‘le lingue come di fuoco’ che si dividevano e si posavano su ciascuno degli Apostoli, nella prima Pentecoste di quasi duemila anni fa.

“Non è un fatto lontano da noi, - ha sottolineato il Vescovo di Roma - è un fatto che ci raggiunge, che si fa esperienza viva in ciascuno di noi. La Pentecoste del cenacolo di Gerusalemme è l’inizio, un inizio che si prolunga”.

Per spiegare l’azione dello Spirito Santo, allora e oggi, papa Francesco ha indicato tre parole su cui riflettere: novità, armonia e missione.

“L’anima – ha spiegato - è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito”.

Senza il vento dello Spirito la Chiesa non va avanti. Nello stesso tempo la spinta dello Spirito salva la Chiesa dal pericolo essere “gnostica” e “autoreferenziale”, “chiusa nel suo recinto”.

Lo Spirito - ha continuato il Papa - “ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell’incontro con Cristo” per questo mottivo “lo Spirito Santo è l’anima della missione”.

Secondo papa Francesco, lo Spirito è il “Consolatore”, quello “che dà il coraggio di percorrere le strade del mondo portando il Vangelo! Lo Spirito Santo ci fa vedere l’orizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo”.

In merito alla novità, papa Francesco ha invitato tutti a non avere paura di conoscere i disegni che Dio ha preparato per ognuno di noi.

Il Vescovo di Roma ha ricordato coloro che si fidati di Dio: “Noè costruisce un’arca deriso da tutti e si salva; Abramo lascia la sua terra con in mano solo una promessa; Mosè affronta la potenza del faraone e guida il popolo verso la libertà; gli Apostoli, timorosi e chiusi nel cenacolo, escono con coraggio per annunciare il Vangelo”.

Per Papa Francesco, “la novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene”.

Circa la diversità di carismi che sembra creare disordine nella Chiesa, il Pontefice ha sostenuto che lo Spirito Santo riconduce il tutto all’armonia, perchè  “solo Lui può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità”.

Un unità che supera i particolarismi,  e che non è uniformità né omologazione, ma “vivere la varietà nella comunione nella Chiesa e con la Chiesa”.

Papa Francesco ha concluso l’omelia invocando: "«Veni Sancte Spiritus! - Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore!». Amen."