"Vedere per curare, accompagnare per amare"

Il 7 marzo un convegno al Policlinico Agostino Gemelli per ribadire il messaggio di Chiara Corbella Petrillo: "Siamo nati e non moriremo mai più"

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 340 hits

Un convegno per celebrare la donna come colei che ama, accoglie e dà la vita. La donna come madre. Il titolo “Vedere per curare, accompagnare per amare” rivela il programma ed il senso delle riflessioni. Ovvero che il mondo della sanità che accoglie, cura, salva e condivide le sofferenze e le gioie di queste donne, alimenta la fiducia per la realizzazione di una civiltà dell’amore.

Il sottotitolo dell'incontro, “Siamo nati e non moriremo mai più”, riprende una frase di Chiara Corbella Petrillo, la giovane mamma morta di tumore a 28 anni due anni fa, che ha scelto di rimandare le cure mediche pur di far nascere suo figlio. L’incontro si svolgerà il 7 marzo, dalle ore 8.30, presso l’Aula Brasca del Policlinico Agostino Gemelli.

Nel corso dell’incontro si spiegherà e si approfondiranno i temi relativi all’uso della nuove tecnologie e conoscenze per la vita nascente. Le cure palliative, l’accompagnamento al feto terminale e il significato degli Hospice Perinatali, mediante interventi di esperti del settore e testimonianze di vite salvate e casi rilevanti.

Promotori del Convegno sono le associazioni Notizie Pro Vita e La Quercia Millenaria, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Policlinico Universitario Agostino Gemelli, il Dipartimento per la tutela della Donna e della Vita Nascente, del Bambinio e dell’Adolescente, l’Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici (A.I.G.O.C.), il Centro Studi per la tutela della Salute della Madre e del Concepito”.

Tra i relatori il dott. Giuseppe Noia, presidente dell’(A.I.G.O.C.), promotore e organizzatore del Convegno, che intervistato da ZENIT ha affermato: “Vogliamo onorare la memoria di Chiara Corbella. Intendiamo vedere per curare e curare per amare”.

“L’informazione – ha precisato Noia – soprattutto quando non è favorevole, non può essere strumento per discriminare i malati, al contrario diventa conoscenza e consapevolezza per . alzare il livello dell’impegno, dell’amore, della cura, del servizio a favore della vita”.  

Da giovane studente, il dott. Giuseppe Noia, ‘Pino’ per gli amici, aspirava ardentemente a diventare cardiologo e per molto tempo non ha capito perché il destino lo ha portato a diventare invece un ginecologo.

Poi, però, un giorno ha ricevuto una illuminazione: aveva chiesto al Signore di curare i cuori e il Signore lo ha esaudito. Diventando ginecologo ha curato e salvato molti più cuori di quanto avrebbe potuto fare da cardiologo. Ha assistito e favorito più di 6.660 parti, e per ogni bambino nato ha salvato tre cuori: quello della mamma, del papà e del figliolo.

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Per partecipare al convegno e per maggiori informazioni:

SEGRETERIA SCIENTIFICA:

Dr.ssa Federica Mancinelli Tel. 06/30156583

federica.mancinelli@rm.unicatt.it

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:

Dr.ssa Eleonora Lisi - Sig.ra Barbara Costa

segreteria@aigoc.it Tel 06/6629537

Dr. Marco D’Errico - Dr.ssa Maria Riccardi

Dr.ssa Annalisa Giona, Dr.ssa Chiara Reverberi